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lunedì 26 dicembre 2016

La Storia Di Rock TV: Programmi Storici e Musicisti (2001-2016)

Rock TV fu il primo canale televisivo a pagamento, esclusivamente dedicato alla musica Rock e Metal e allo stesso tempo condotto non dai classici vj ma dagli artisti stessi.
Il canale nacque grazie ad un'idea di Gianluca Galliani, nel lontano 2001 sul canale 718 di Sky.
Il più grande amore del figlio di Adriano Galliani è stato da sempre l’Heavy Metal e in particolare i Depeche Mode.
Già a 12 anni inizia a suonare il basso, poi fonda i Settevite, con cui cavalca i palcoscenici underground.

“Dovevamo colmare un vuoto, non c’era nessun media dedicato a questo genere di musica”

Così, come detto, nel dicembre 2001, insieme con altri tre musicisti (Max Brigante, Tommy Massara degli Extrema, Mario Riso dei Movida), fondano Seven Music Entertainment (Galliani ha l’85% delle quote, gli altri il 5% ciascuno) e presentano il progetto a Sandro Parenzo di Telelombardia (“nel lavoro non si improvvisa, cercavamo un partner importante che ci mettesse a disposizione il suo know how”), con la facoltà dopo tre anni, “se il business fosse decollato”, di rilevarne l’intero capitale.
Band stranieri ed italiane, famose e non.
Videoclip, monografie, interviste, esibizioni live e curiosità del mondo Rock furono gli ingredienti che arricchirono la proposta televisiva negli anni.
Una formula vincente anche dal punto di vista organizzativo: la pubblicità è raccolta direttamente dall’emittente che sigla con diverse aziende contratti annuali di sponsorizzazione.
Come mascotte del canale viene scelta "Riff".
L'operazione costa 7 miliardi l’anno.
Il lancio del canale fu giovedì 29 novembre alle 20,00 grazie ad un concerto di presentazione al Rolling Stone con 8 gruppi Rock italiani (tra cui Linea 77, Lacuna Coil ed Afterhours) trasmesso in diretta su Telelombardia.

Ste: "Nel 2001 io e Tato suonavamo insieme nei Settevite. Rock TV era nata come TV degli artisti. 
Si dava la possibilità di presentare una trasmissione a tutti quelli che avevano una band Rock con un disco all’attivo. L’esperimento era interessante ma alcuni erano disinvolti, altri muti o usavano un italiano tutto loro. 
Noi siamo andati bene e ci è stato chiesto se volevamo un appuntamento fisso. 
Siamo partiti dalla soffitta con Morning Glory (Trasmissione del mattino). 
Anno dopo anno ci siamo conquistati la sala principale, prima con Database, poi con Classic e infine con Crazy. 
Qui abbiamo coinvolto altri amici, tra cui Teo Roncalli: ci serviva un pazzo vero per la riuscita della trasmissione. 
Lo abbiamo arruolato e siamo diventati un trio. I due coglioni c’erano già, mancava qualcosa..."
Tato: "La nostra è una trasmissione di squilibrati e noi siamo squilibrati di natura…Quindi non facciamo altro che fare noi stessi. I personaggi arrivano si da qualche personaggio incontrato e poi un po’ caricaturato e anche musicisti…perché no!
E comunque una trasmissione surreale nella quale è permesso tutto a parti sacrifici umani e animali…tipo vogliamo viaggiare e andare in Russia? Bene tutti del Team crediamo di essere in Russia e li facciamo succedere di tutto…

Ste: "Prendiamo spunto e coinvolgiamo gente che incontriamo nella vita di tutti i giorni. Più strani sono meglio è. Abbiamo una passione per disadattati ed eccentrici. Siamo un pò cosi anche noi.
Quando facciamo puntate su band Rock osserviamo le star del Rock e cerchiamo di caratterizzarle.

Negli anni si alternano alla conduzione dei vari programmi Pino Scotto, DJ Ringo, Ste & Tato, Ketty & Alteria, Mario Riso, Marta, etc
Per l'organizzazione dei vari palinsesti nascono nuovi "format" e ne periscono altri.
Punto cardine del canale ovviamente l'interazione con gli spettatori: si passa dalla mail, chat e forum agli SMS, poi arrivano i social (Facebook) ed infine WhatsApp.
Nel 2006 venne chiuso "Extreme Metal" unico programma italiano dove si dava spazio al Metal Estremo italiano.
Il format era condotto da Aleister, chitarrista/cantante dei Faust e chitarrista degli Ancient, poi mandato via da Rock TV dopo che in una puntata Fabio Bava dei Demonian aveva ammesso di essere satanista.
In particolare arrivò un SMS di un telespettatore che diceva "Vi vorrei chiedere se per voi le varie croci rovesciate e pentacoli abbiano dei significati o lo fate solo per scena?"

La risposta fu "Non è assolutamente scena e soprattutto i credi delle persone non vanno criticati a seconda di cosa si ha. Non è assolutamente scena! Ci credo anche perché il disco è completamente pieno di questi simboli. 
E se vogliamo parlare di Satanismo sono qui: non ho assolutamente problemi a nascondere queste ideologie!"

A neanche 24 ore dall’accaduto Aleister venne anche privato della conduzione di un altro programma che conduceva ogni venerdì mattina, Morning Glory.
In 13 puntate Aleister aveva dato voce a 14 band underground italiane, indipendentemente dalle loro ideologie, facendole apparire in televisione per parlare di generi musicali da sempre Underground.

Aleister si congedò così: "Sono molto dispiaciuto per quanto successo perchè ancora una volta il Metal estremo è stato eliminato da un canale televisivo! Mi è stato imposto anche di non condurre più Morning Glory che nulla ha a che vedere con Extreme Metal. Sono inoltre rammaricato di come la collaborazione tra me e Rock TV si sia dissolta così (43 minuti dopo la fine dell’ultima puntata ricevevo la notizia della chiusura del programma), per un fatto a cui si sarebbe potuto rimediare in maniera molto meno drastica, a mio avviso, e con più rispetto nei miei e nei confronti di quelle molte band che sarebbero dovute ancora venire; rispetto che credevo di aver meritato dopo una stagione di Extreme Metal andata benissimo e due anni di conduzione di Morning Glory, più interviste che ho fatto a gruppi stranieri di passaggio a Milano per i loro tour, tutto a titolo gratuito ed a mie personali spese. 
Sono sempre stato coinvolto nel mondo di Rock TV con passione ed entusiasmo e con la massima disponibilità. Ho sempre cercato di filtrare al massimo gli ospiti, selezionandoli in modo che nessuno potesse rimanere offeso, ne a casa fra i telespettatori, ne in redazione. 
Purtroppo non posso essere responsabile ne avere il controllo sulle azioni spontanee della gente in diretta. 
Costui era già stato ospite dell’emittente e si era comportato con la massima correttezza. 
Io comunque rispetto in principio le ideologie di tutti, dal primo all’ultimo senza eccezioni e senza essere prevenuto o ostile. 
Ripeto: purtroppo é successo questo fatto per il quale mi è stata attribuita la piena responsabilità, fatto fra l’altro che io non ritengo talmente grave da chiudere un intero programma sempre andato bene e rimuovere la mia presenza da tutti gli altri programmi del canale. 
Comunque è stata presa questa decisione e colgo quindi l’occasione (dato che non mi è stata data a Rock TV) di salutare e ringraziare tantissimo le numerosissime persone che negli anni hanno seguito e partecipato ai miei programmi su Rock TV e soprattutto lancio un rispettoso saluto alle band che hanno visto svanire la possibilità di promuovere la loro arte"

I Demonian firmarono anche sulle pareti della sede di Rock TV la scritta "Satan Rules! Demonian".
Parlando di altri abbandoni (per motivi diversi), negli anni anche DJ Ringo abbandonerà Rock TV, idem Ketty, seguita qualche anno dopo (ad inizio 2016) anche da Alteria (quest'ultime storiche conduttrici di Database).
Negli anni lo share del canale si attesta sullo 0,01% (per rendere l'idea Raiuno e quelli Mediaset vanno mediamente sul 20%, La7 sul 3%, Sky Calcio sullo 0,5%, Sky Storia sullo 0,10%, etc).
La rivoluzione "tecnologica" è datata 3 ottobre 2016 quando il canale fu reso disponibile gratuitamente sul sito ufficiale, tramite streaming.
A metà dicembre dello stesso anno viene annunciato che dal 31 dicembre 2016, il canale abbandonerà definitivamente la piattaforma Sky e sarà visibile solo su Youtube e Facebook.


PROGRAMMI STORICI  ED ODIERNI
-Metal Zone, Hard Rock Zone, Punk Zone, Indie Zone, Discovery Zone (trasmetteva 1 ora di videoclip musicali di un genere in particolare)
-Rock Web (1 ora in cui venivano trasmessi i video più richiesti su www.rockweb.it , il programma era condotto da Marta ed andava in onda dalle 20 alle 21 dal lunedi al venerdi. Era possibile interagire tramite una chat e il forum del canale)
-History Zone (video Rock storici scelti da Tribe)
-Bootleg (video esclusivamente live, programma che andava in scena la notte)
-Rock News (condotto da Alteria, presentava le novità riguardo il mondo del Rock)
-Let's Rock (trasmetteva videoclip a rotazione)
-Doctor Ringo (condotto da DJ Ringo con pillole di storia su ogni band trasmessa)
-Morning Glory (format condotto da Mario Riso, che riceveva messaggi dagli spettatori mentre venivano trasmessi dei video musicali)
-Extreme Metal (condotto da Faust degli Ancient, dove si dava spazio a band estreme italiane: Black, Death, Brutal e Thrash)
-Salaprove (trasmetteva le performance di gruppi emergenti ospiti a Rock TV)
-My Rock TV (dove gli spettatori richiedevano dei video in particolare tramite telefonate)
-On The Road (interviste e approfondimenti con artisti in tour)
-Monography Zone (dove venivano trasmesse intere videografie di un dato artista)
-Classic (era condotto da Ste e Tato, video di band classiche che hanno fatto la storia del Rock)
-Crazy (condotto da Ste e Tato e Teo Roncalli, programma che univa comicità a musica Rock. Una serie di personaggi e parodie che cambiavano di puntata in puntata)
-Heavy Rotation (videoclip misti del passato e presente)
-Italians Do It Better (videoclip di artisti esclusivamente italiani)
-Hits (video del passato ed hits del momento)
-Star (dedicato alle band più grandi di tutti i tempi: videografie, interviste, documentari
-Database (condotto da Pino Scotto, Alteria, Ketty ed altri artisti. Presenti di tanto in tanto ospiti tra i quali DJ Ringo, Ste & Tato più altri musicisti estranei alla TV. Chi conduce il programma riceve e legge messaggi dagli spettatori e manda videoclip in diretta)

domenica 25 dicembre 2016

La Storia Degli Strana Officina e L'incidente Mortale Dei Fratelli Cappanera

Siamo in Toscana, precisamente a Livorno, 1977.
Fabio e Roberto Cappanera formano la Strana Officina, una delle prime band Heavy Metal italiane.
Con Johnny Salani alla voce ed Enzo Mascolo al basso, il gruppo ottiene un buon successo: il primo live è datato 1979 (Fortezza Nuova a Livorno).
Il nome della band deriva da una idea dei due fratelli Cappanera che utilizzavano uno spazio adibito a sala prove nell'officina metalmeccanica del padre.
L'officina era situata in una zona abitata e, dopo svariate lamentele per il troppo rumore, durante un controllo da parte dei Carabinieri, uno di loro esclamò: "Certo che questa officina è davvero strana!".
L'officina in realtà era un ritrovo di scalmanati con i capelli lunghi.

Bud Ancillotti: "La passione per la musica Rock faceva sì che dopo le 8 ore di duro lavoro, Fabio alla chitarra e voce, Roberto alla batteria ed Enzo Mascolo (anche lui operaio della ditta) al basso, rimanevano in officina a suonare fino a tarda notte. 
L’officina purtroppo era situata in mezzo a case e palazzi. 
Naturalmente questa cosa all’inizio destò curiosità tra la gente del quartiere, ma poi scontato ci furono le prime lamentele. 
Una sera, dopo una segnalazione, arrivarono sul posto i carabinieri che fecero irruzione nell’officina credendo di trovarsi davanti a chissà che cosa, invece, sbalorditi, si trovarono di fronte questi tre ragazzini incazzati e sudati marci che pestavano duro sugli strumenti con una foga e una potenza da rimanere a bocca aperta. 
E fu proprio in quel momento che i carabinieri esclamarono la fatidica frase che verrà poi ripresa simpaticamente per il nome del gruppo: "Certo che questa officina è davvero strana!"

Nei testi di Salani c'è la vita vissuta e di strada: dagli amori clandestini di "Profumo di Puttana" a crociate contro l’eroina come in "Sole, mare, cuore" passando per altri pezzi da 90 quali "Vai Vai", "Autostrada dei Sogni", "Non c’è Più Mondo".
L'autobiografica "Non Sei Normale" finisce nella compilation di HM italiana: Eruption
Salani lascia nel 1982 e viene sostituito da Daniele "Bud" Ancilotti.
Marcello Masi alle tastiere.
L'anno successivo parteciparono anche al primo festival Heavy Metal italiano: quello di Certaldo.
Era il 21 maggio 1983, festival organizzato da Enrico Dell'Omo (presero parte a quel festival, oltre agli Strana Officina, anche Vanexa, Shining Blade, Death SS, Raff, Revenge, Rollerball.

Bud Ancillotti: "Il teatro tenda di Certaldo ribolliva, era una bolgia infernale di metallari giunti da tutte le parti d’Italia, che fin dalle prime ore del mattino presero “d’assalto” il paese, sembrava di essere al Reading Festival (vicino Londra) di quattro anni prima, seppur fatte tutte le dovute proporzioni.
Ricordo che c’era nell’aria un’eccitazione pazzesca, sia tra noi gruppi che tra i ragazzi che accorsero numerosissimi alla “chiamata”. 
Non fu affatto facile coordinare tutte le band, con i soliti problemi tecnici da affrontare, i cambi di palco, i soundcheck etc
Ci fu anche un mitico scontro tra metallari e alcuni ragazzi di Certaldo, paese che ha sempre avuto una forte tradizione Punk. Insomma tutti questi ingredienti esplosivi fecero si che questa giornata si trasformasse in un evento davvero memorabile"
Nel 1984 esce l'EP Strana Officina, contenente quattro canzoni (tra le quali le storiche "Viaggio in Inghilterra" e "Piccolo Uccello Bianco").
Nel 1986 esce l'EP The Ritual con altre quattro canzoni (per la prima volta cantate in inglese).
All'interno della compilation Metal Maniac la Strana Officina appare con la canzone Metal Brigade contenuta proprio in questo EP.
Pezzi molto priestiani e maideniani, se così si può dire.
Nel 1988 esce il 33 giri Rock 'N' Roll Prisoners, disco che ottiene un ottimo successo e soprattutto permette alla band di suonare in giro per l'Italia e all'estero.
"War Games", "Black Moon", "Don't Cry", "King Troll", "Burnin' Wings" diventano delle vere e proprie hit, almeno negli ambienti Heavy Metal (si tratta di loro vecchie canzoni ma cantate in inglese).

Bud Ancillotti: "L’organizzazione dell'Open Air 1988 fu perfetta, inimmaginabile anche per le grosse band internazionali in tournee nel nostro paese. 
Tra i vari gruppi e gli addetti ai lavori si instaurò subito un bel feeling che proseguì per tutti e due giorni della manifestazione. 
Anche il backstage era un paradiso degno di Castle Donington, tutti i gruppi avevano a disposizione un camerino dotato di ogni comfort, fusti di birra alla spina, superalcolici e cibarie di ogni genere, mancava solo che ci avessero fatto trovare delle groupie..."

Nel 1991 esce il side project Hard Rock dei fratelli Cappanera, Non C'è Più Mondo.
Possiamo ricordare la dolce ballad malinconica "Impossibile Capirti", "Non C'è Più Mondo" o la glorificazione della vita on the road "La Nostra Banda Vi Prenderà" (abbastanza profetica nei versi "perchè la vita è breve"), la cruda "Barbone" e la californiana "Aurelia Freeway".


L'INCIDENTE STRADALE
Poi accade una tragedia: è il 23 luglio 1993, un venerdì sera, quando la macchina di Fabio e Roberto Cappanera parte da Livorno verso Firenze e, all’altezza di Ginestra Fiorentina (sulla Fi-Pi-Li), perde il controllo per colpa di una borsa caduta dalla moto che precede la vettura.
Fabio e Roberto perdono tragicamente la vita, mentre le due mogli e il figlio presente si salvano. Quella data resterà scolpita nella memoria di tutti ma il progetto Strana Officina va avanti, con l’ingresso in line up di Rolando Cappanera (figlio di Roberto) alla batteria e Dario Cappanera (nipote di Fabio e Roberto) alla chitarra.
“La Terrazza" ospitò il festival “Luna Nera” nel 1994, a un anno dalla scomparsa dei due fratelli, con band provenienti da tutta Italia, e vennero migliaia di persone.
Da tutta Italia arriveranno ricordi, pensieri, parole.


LA NUOVA BAND
Nel 1995 esce la compilation Una Vita Per Il Rock con brani sia in italiano che cantati in inglese.
Si tratta di una raccolta comprendente le canzoni pubblicate nei primi 2 EP e nel 33 giri.
Il remake di "Non Sei Normale" secondo leggende è stato registrato in uno studio mobile nei locali di un ex manicomio però "Man Of Metal" (questo era il titolo in inglese) per vari motivi non è mai venuto alla luce.
Dopo svariate altre compilation e ristampe, esce nel 2010 Rising To The Call, il primo disco di inediti di Daniele "Bud" Ancillotti (voce) ed Enzo Mascolo (basso) al fianco di Dario "K" Cappanera (chitarra) e Rolando Cappanera (batteria).
L'album contiene 10 tracce, di cui 8 scritte appositamente dalla band e 2, cantate in italiano e poste in chiusura del CD, tratte dal vecchio repertorio della band.

giovedì 15 dicembre 2016

La Storia Di Randy Rhoads e L'incidente Aereo

Nato il 6 dicembre 1956, Randy Rhoads è ricordato soprattutto per esser stato il chitarrista di Ozzy Osbourne, senza scordarci della sua band madre: i Quiet Riot.
Quest'ultimi sono formati dallo stesso e dal bassista Kelly Garni.
Siamo nel 1976.
Rhoads e Garni incontrano Kevin DuBrow, secondo la leggenda grazie ad un'audizione nella cucina di mamma Delores.
Secondo altri invece fu una telefonata di DuBrow a Randy, che arriva a casa sua con chitarra e amplificatore "distruggendo" le pareti.
In breve la band diventa importante e viene contattata dalla CBS/Sony per un contratto discografico, che si concretizza in due album (Quiet Riot 1, 1978 e Quiet Riot 2, 1979).
Quiet Riot 2 riscuote grande attenzione da parte del pubblico giapponese.
Dopo il tour in quel paese, Randy viene contattato da Karl Sandoval: nasce la chitarra custom a forma di Flyin' V, nera a pois bianchi.
Lo strumento costa al giovane chitarrista 738 dollari e gli viene consegnato il 22 settembre '79, proprio per la serata d'onore dei Quiet Riot al Whiskey a GoGo, storico locale di Los Angeles.

Rudy Sarzo: "Conoscevo Randy da prima di entrare nella band di Ozzy e posso confermarti che nessuno che lo sentisse suonare potesse rimanere indifferente alla sua musica. Non stiamo parlando degli anni sessanta o settanta, dove quasi tutto doveva essere scoperto e i grandi nomi della chitarra erano in primis dei pionieri e degli sperimentatori. 
Qui parliamo dei primi anni ottanta, quando ormai tutto dal punto di vista dello strumento era stato già detto. 
Non sto togliendo nulla a gente come Hendrix, Page o Blackmore, dico solo che stupire la gente nell’81 con stile era molto più difficile che nel ’67"


CON OZZY OSBOURNE
Nel 1979, Randy è invitato a un'audizione per Ozzy Osbourne, che in quel periodo aveva lasciato i Black Sabbath.
La storia racconta che Ozzy aveva ascoltato molti chitarristi della scena californiana e, soltanto quando si accingeva ormai a lasciare la città per ritornare in Inghilterra, ha l'incontro con Randy Rhoads.
Oltre a Randy, Ozzy recluterà anche il bassista dei Quiet Riot Rudy Sarzo per registrare Blizzard Of Ozz e poi il successivo Diary Of A Mad Man, con i relativi tour.

Rudy Sarzo: "Ho passato tanto tempo insieme a Ozzy e credo di aver suonato in una della band migliori di tutti i tempi che, nessuno si offenda, ai tempi se la giocava alla pari non solo con i Black Sabbath, ma con gran parte dei gruppi Heavy dell’epoca. 
Ozzy veniva controllato a vista, ognuno di noi, almeno una volta ha pensato che avrebbe potuto ammazzarsi se lasciato da solo. Infatti decise di provarci ricominciando a bere come nessuno che abbia mai conosciuto, ma ai tempi lo ritenemmo legato al momento e lo sottovalutammo"

La registrazione del primo album solista di Ozzy è molto travagliata.
La prima versione viene registrata da Randy alla chitarra, Dana Strum al basso e Frankie Bannalli alla batteria.
Ozzy torna in Inghilterra, ma la casa discografica impone un solo membro non inglese: Ozzy mantiene soltanto Randy Rhoads.
Il  disco di Ozzy, trainato dalle hit Mr.Crowley e Crazy Train, va a gonfie vele.
Rhoads torna in California nel 1980 dove fa qualche altra data con i Quiet Riot.
Lo stesso è ormai veramente famoso e viene contattato dalla Jackson/ Charvel per chiudere un contratto per la prima Jackson modello Randy Rhoads, totalmente bianca.
Intanto sempre ad inizio anni 80, il matrimonio tra Sharon ed Ozzy stava per naufragare, come si è saputo in anni recenti Sharon lo stava tradendo proprio con Randy Rhoads.

Sharon nel 2003: "Quando eravamo agli inizi della storia d’amore tra me e Ozzy, devo essere onesta non eravamo solo in due. Randy è stato una parte vitale della storia. 
Quando Ozzy e io litigavamo tra di noi parlavamo con Randy, e anche quando stavamo bene insieme c’era comunque sempre lui.
On the road finivamo spesso nel tour bus insieme a guardare la TV e dormicchiando senza malizia. Senza sesso. C’è stata una volta in cui sono stata con Randy. 
Ozzy lo sa ma non ha mai voluto parlarne. 
Questo è il suo modo di superare la cosa. 
Ozzy sa che quel unica volta è stato per amore non per lussuria. 
E lui voleva bene a Randy quanto io. E continua a piangere quando si parla di Randy. Come me"

Nel mese di febbraio dell'81 la band è radunata di nuovo per registrare il secondo album, intitolato Diary Of A Madman, e poi ripartire subito per gli Stati Uniti in un nuovo tour.
Il disco è realizzato in modo veloce e frenetico.
In tutto l'album non si fa che parlare di morte e di aeroplani rossi.
Con l'album finito, ma non pubblicato, Ozzy si reca con la band in Nord-America per terminare il tour di Blizzard Of Ozz.
Rudy Sarzo e Tommy Aldrige fanno ancora parte del gruppo.
Al termine dell'estenuante tour, Randy torna alla Jackson per farsi costruire un altro strumento custom.
Con l'uscita del disco la band di Ozzy (Randy, Rudy e Tommy) parte nel novembre 1981 per fare soltanto tre serate in Europa; infatti, a causa di gravi problemi di salute di Ozzy, il gruppo torna in America per riprendere in dicembre.
Il singolo Flying High Again intanto scala velocemente le classifiche.
Randy è premiato dalla rivista americana Guitar Player come miglior nuovo talento.


L'INCIDENTE AEREO E LA MORTE
Il 18 marzo 1982 è l'ultima data di Ozzy Osbourne con Randy Rhoads, al Civic Coliseum di Knoxville in Tennessee.
Da Knoxville, infatti, la band si dirige in Florida, per il Saturday's Rock Super Bowl.
Sulla strada per Orlando si decide di passare da casa dell'autista del tour bus Andrew C.Aycock, a Leesburg in Florida.
Il Flying Baron Estates è un agglomerato di case con annesso hangar aereo e pista d'atterraggio tenuto dal musicista country western Jerry Calhoun.
Servono alcune parti di ricambio per il bus e bisogna dare un passaggio all'ex-moglie di Andrew.
Il bus arriva verso le 8 di mattina del 19 marzo e parcheggia nei pressi della pista.
All'interno ci sono Ozzy, Sharon Arden, Rudy Sarzo, Tommy Aldrige, Don Airey, Wanda e Andrew Aicock, Rachel Youngblood, Randy Rhoads e il tour manager.
Andrew e Wanda si recano a casa di Jerry, qualcuno rimane nel bus a dormire, altri membri escono fuori.
Nell'hangar c'è un vecchio aereo.
Andrew, che ha una licenza scaduta di pilota, prende l'aereo, senza permesso, insieme a Don Airey e al tour manager.
Verso le 9 di mattina Andrew fa un secondo giro con Rachel e Randy.
Durante il volo l'aereo comincia a passare radente il suolo per spaventare i membri della band: ad un tratto si stacca l'ala sinistra che colpisce il bus.
Il resto del velivolo finisce contro gli alberi poco distanti e termina la sua folle corsa contro una casa colonica, distruggendola e causando l'esplosione di due autovetture chiuse nel garage.
Ozzy, Sharon e Rudy vengono svegliati dal tremendo impatto, Airey e Wanda sono testimoni dell'incidente.
Randy Rhoads, a soli 25 anni, morì nell'impatto insieme agli altri due passeggeri.
L'inchiesta rivelò che Aycock (anche lui passato a miglior vita) aveva recentemente fatto uso di cocaina e che la sua licenza di pilotaggio non era più valida a causa del certificato medico scaduto.
Ozzy Osbourne, Tommy Aldrige, Rudy Sarzo e Sharon Arden, che stavano in quel momento dormendo all'interno del pullman, vennero svegliati dall'impatto.
Sia la moglie di Aycock che il tastierista Don Ayrey assistettero invece allo schianto: furono loro a raccontare la dinamica alla polizia.
Il giorno dopo a Orlando la band non suonerà ma poi proseguirà il Tour.

Vinny Appice: "Tutti quei bacchettoni e moralisti che ci accusavano di voler lucrare su quella vicenda, col tempo hanno dovuto ricredersi e chiedere scusa per quelle accuse vergognose. Da quel tragico e assurdo incidente nessuno di noi è stato più lo stesso, tanto che ancora oggi alcune notti mi sveglio di soprassalto in lacrime. In pochissime ore e senza un minimo di lucidità ci trovammo a pensare a cosa fare per il resto del tour in programma e anche in quel caso, vinse l’idea che fermarsi sarebbe stato devastante per tutti noi, in primis Ozzy. 
Era convinto che Randy gli fosse stato mandato dal cielo per poter rinascere dopo l’addio ai Black Sabbath: ne fece una malattia per anni"

Le spoglie di Randy sono site ora a San Bernardino, in California.
Nel 2004 viene inserito nella Guitar Center Rock Walk: la sala dei più grandi chitarristi Heavy Metal della storia.

giovedì 1 dicembre 2016

La Storia Dei Bethlehem: Pensieri Sul Suicidio e Censura

I Bethlehem sono una band Tedesca di Metal Estremo tedesca proveniente da Grevenbroich, formatasi nel 1991 grazie a Jurgen Bartsch e Klaus Matton.
Questa band è umanamente accreditata per aver inventato il genere noto come "Dark Metal", dal nome del loro primo full lengh album. 
I testi delle canzoni ruotano attorno a tematiche morbose inerenti il suicidio, la depressione, malesseri psicologici, pazzia ed altre incentrate su pensieri e problemi personali.

Jurgen Bartsch (fondatore e bassista dei Bethlehem):
"Il Dark Metal per noi è uno stile di vita, probabilmente anche di più. 
Alcuni di noi hanno avuto alcune brutte esperienze con cose come il suicidio o la morte in generale. 
Io sono appena tornato in questa grande città tedesca dove una volta ho vissuto, e dove ho perso quasi tutti i miei amici per colpa di overdosi o solo perché si erano annoiati dalla vita in generale e, pertanto, si sono uccisi. 
Naturalmente ho anche perso persone che in questi anni erano state molto vicine a me. 
Quando sono tornato qui, in questa città fantasma, non avevo amici, niente di niente, ma ero solo sepolto nel dolore e nella sofferenza. 
Bethlehem era una via d'uscita, mi ha totalmente aiutato a spiegare tutti quei sentimenti ed emozioni negative in qualcosa di così bello, che ha reso facile cambiare tutte quelle questioni oscure...in qualcosa che è sempre stata una cosa importante nella mia vita: la musica. 
Il nostro ex chitarrista, Klaus Matton che ha perso il padre, suicidato, e che ha perso anche sua madre, morta di cancro, ha sicuramente provato gli stessi miei sentimenti. 
Gli altri, Steinhoff e specialmente Classen provenivano da famiglie con problemi e quando li ho incontrati per la prima volta, mi sentivo in completa simbiosi, anche loro erano completamente persi. Fondamentalmente quattro persone si sono riunite, per creare un genere veramente oscuro e vivere in un enorme buco nero. 
Senza via d'uscita, senza opzioni o possibilità. 
Completa oscurità, il buio mentale. 
Quindi l'unica possibilità di non seguire il destino era quello di distruggere le tenebre con la musica e se questo è stato istintivamente fatto, credo oggi che la creazione di una band come i Bethlehem era l'unica possibilità di salvare tutte le nostre vite. 
Diciamo non una terapia perchè fino a quel momento la terapia erano sigarette e alcool ma un più promettente percorso di luce, completamente nato nel subconscio. 
Ricordo quando poco prima di una prova, improvvisamente il nostro cantante disse: "La musica non è male, ma è buia", tutti ci guardammo l'un l'altro, sapevamo che l'unica nostra possibilità era suonare il "Dark Metal" e nient'altro"


I DISCHI
Nel 1994 esce "Dark Metal", caratterizzato dalla voce particolare di Andreas Classen.
I ritmi del platter sono mediamente bassi, tranne qualche tempo medio ma non raggiungendo mai le elevate velocità proprie, ad esempio, del Black norvegese della vecchia scuola.
Oscurità, negatività, depressione, odio presi in prestito dal Doom e dal nascente Depressive Black e Funeral Doom.
Dal Black, Dark Metal estrapola alcune atmosfere gelide, nonché certe scelte vocali e melodiche che concorrono a formare la devastante aura di negatività che avvolge questo album.
La produzione è ottima per l'epoca e gli strumenti si sentono tutti benissimo.
Discorso a parte per la voce, che esplora una serie di registri vocali, dal growl profondo riconducibile al Death/Doom, allo scream più tipicamente Black, senza tralasciare anche un agghiacciante parlato in punti specifici.
Apocalyptic Dance ha chiare influenze Doom, intervallando riff funerei a destabilizzanti sezioni prive di batteria dove il basso e chitarra e voce pulite la fanno da padrone.
I riff sono incredibilmente bui, non accelerando mai troppo e mantenendo quindi la lentezza di certi capolavori Funeral.
Funereal Owlblood è forse la traccia più oscura dell'intero disco.
Si può citare anche Third Nocturnal Prayer e la disperata Second Coming.

Jurgen Barstch nel 1996: "Non ci si può suicidare perchè la maggiorparte di voi sono ancora morti.
Da tempo sogno la morte.
A volte sono io a morire, altre volte altra gente conosciuta e non, cose che in realtà sono accadute in passato. 
Otto anni fa sono tornato a casa ed ho trovato la mia ragazza strangolata con una corda da bucato: s'impiccò. 
Il suo viso quasi blu, lei era morta e l'unica cosa che potevo fare era quello di tagliare la corda con un coltello ed aspettare la polizia. 
Nella sua ultima lettera che mi ha scritto parlava di un angelo che sarebbe venuto a redimere il suo dolore ma non successe, evidentemente. 
Persi un amico per una overdose di eroina.
In un pub un altro tizio cadde tra le mie braccia e morì ucciso da acido cianidrico.
Tornai a Grevenbroich per iniziare una nuova vita ma poco dopo mia zia si suicidò impiccandosi. 
La morte mi perseguitava anche nei sogni.
L'unico modo per uscirne è stata questa band, solo per incanalare tutti questi cattivi sentimenti in una cosa chiamata musica, una sorta di valvola di sfogo per tutti i miei incubi di morte e suicidio. 
Nel 1990 ho incontrato Matton il cui padre si era suicidato quando era un ragazzo e la cui madre morì di cancro poco dopo. 
Le prime canzoni erano assolutamente negative, opprimenti ed oscure: così nacque Dark Metal, perché questa descrizione si adatta totalmente alla musica che abbiamo suonato"

Nel loro secondo full lenth, "Dictius Te Necare", Classen è sostituito da Rainer Landfermann alla voce.
La voce di Landfermann è davvero particolare, definita dalla critica e dai fan come "una delle voci più gravi ed estreme udibili da essere umano" (l'unica che riesce a competere con quella di Nattramn dei Silencer).
Questo disco esce nel 1996.

"This album is dedicated to all suicide victims"

Accelerazioni improvvise convivono con giri sepolcrali e partiture mastodontiche, arpeggi intimisti al limite dell'Ambient si fanno strada tra accelerate Thrash europeo.
Quel senso di (auto)distruzione insito nelle liriche è trasposto non solo nelle canzoni, ma anche e profondamente nello stesso spirito della band, che sembra ricamare riff per poi distruggerli.
Le canzoni diventano lo specchio di un'anima a pezzi.
Dall'uscita di "S.U.I.Z.I.D." Landfermann è sostituito da Marco Kehren.
Tale profondo cambiamento produce un significativo mutamento di sound, e infatti, sin dalle prime note dell’opener Durch Befleckte Berührung Meiner Nemesis, l’asfissiante e sofferente atmosfera che si respira è quella che poi impareremo a riconoscere come la tradizione Depressive Black tedesca.
A seguire trovano spazio il riffing Black di Klaus Matton su Du Sollst Dich Töten, la pazza Tote Weisse Marder e l'industriale Nexus, in un calderone di continue anomalie stilistiche, che sono la vera costante dell’album.
Questo disco nel 1998 anticipa molte idee che poi saranno sviluppate dagli Shining.
Si tratta di Depressive Black, come il precedente del resto.
Il 2001, è l'anno di pubblicazione di “Schatten Aus Der Alexander Welt”, lavoro nel quale la band esce dai propri territori abituali.
L’album è un concept, che narra l’ambigua storia della deriva esistenziale di un uomo (l’Alexander del titolo, simbolo/allegoria di tutti gli uomini alla deriva), ossessionato e intrappolato all’interno di un mondo che è sostanzialmente un labirinto di follia, suicidio, morte.
La tracklist alterna brevi trasmissioni radio, registrazioni vocali che fungono da diario di quest’uomo malato, diventando via via sempre più deliranti e confuse.
I brani sono pesanti nelle atmosfere, oscuri e opprimenti, vicino al Doom, ma con sperimentalismi realizzati tramite linee di piano in loop, beat, elettronica e cori.
Non i soliti Bethlehem, dunque.
Da citare l' aggressiva Mein Kuss Erstickt Im Imperativ, l'amara Mary Samaels NFB 418 e Rost, Wahn & Tote Gleise.
"Mein Weg" del 2004 ha chiare influenze Depressive con rallentamenti Doom e diverse sperimentazioni.
Bellissimi gli intermezzi opprimenti di Dr.Miezo e i cori.
Maschinensatan parte con un bellissimo intro, prima dell'accelerazione verso i 5 minuti.
Hexakosioihexekontahexaphobia“ è un disco particolare, non lontano dal precedente full.
Non percepiamo l’agonia e il dolore.
Ma i temi, anche se la musica è diversa, sono sempre quelli: paura, depressione, pazzia.
L'elemento Black è presente ma l'oscurità fa ormai parte del passato.
Tempi medi, un’anima nera e tormentata spezzata dai ritmi Doom e dai synth profondi e melodici, dall’uso sporadico di cori monastici e d’effetto che si combinano alla voce di Schmied, che alterna tonalità growl perfettamente comprensibili ad ampie parti di pulito profondo ed emozionante.
Ich Aß Gern’ Federn ed Antlitz Eines Teilzeitfreaks sono ottime, anche se manca il tocco folle dei bei tempi andati.

Juegen Bartsch: "Noi rappresentiamo la vita e la morte. Bianco e nero, la vita e la morte. 
Le nostre canzoni malinconiche e I testi di suicidio e morte hanno anche un altro lato, ma la maggior parte delle persone non se n'è resa conto. 
Le nostre canzoni sono state anche a favore della vita. Non erano esclusivamente pro-morte"


LA CENSURA
Con "Dictius Te Necare", i Bethlehem , dovettero affrontare la dura censura che impedì loro di suonare in alcune città Tedesche ed Americane (qui venne impedito loro la pubblicazione dell'artwork per via di un cadavere insanguinato).
Tutto cominciò quando il chitarrista Matton diede una copia del loro primo demo ad un ragazzo di 14 anni.
Dopo un po' sua madre iniziò a chiamare la band, dicendo che a causa della loro musica, il figlio era diventato aggressivo e aveva persino costruito un "Altare Satanico" nella sua stanza.
E così in collaborazione con altri genitori, iniziò una durissima crociata contro i Bethlehem e la loro musica "satanica".
La band viene addirittura additata di avere creato una setta.
In realtà la band tedesca, sicuramente antireligiosa, non aveva mai parlato nei loro testi di Satana o comunque non aveva mai incitato al Satanismo.
Venne censurato anche il testo di Third Nocturnal Prayer.

venerdì 18 novembre 2016

La Storia Di Erik Brodreskift "Grim" e Il Suo Suicidio

"Erik, may you rape the angels!"

Erik Brødreskift, conosciuto come Grim, nacque a Bergen il 23 dicembre 1969.
È stato batterista di molte band Black Metal norvegesi, fino alla morte per suicidio a causa di una overdose.
Sono pochi i batteristi a livello di Black Metal ad aver lasciato il segno, lui è uno di questi.
Tra i gruppi di cui fece parte i più importanti furono Immortal, Borknagar e Gorgoroth.
Nel 1987 entra a far parte della band Hell Awaits, nome chiaramente ispirato agli Slayer, i membri erano Yngve Eide (voce), Finn Solemdal (chitarre), Dag Nesbø (basso) e Erik Brødreskift (batteria). La band si sciolse e Erik passò agli Emptor (band di Thrash grezzissimo).
La loro musica venne principalmente ispirata dai Sadus.
Dopo aver lasciato gli Emptor nel 1989, prese il nome d'arte "Grim" diventando il batterista degli Immortal nel 1993 subito dopo che la band norvegese registrò "Pure Holocaust" (compare infatti anche sulla cover del disco).
Suonò con gli Immortal per due Tour sino al 1994, quando Abbath e Demonaz estromisero Grim dalla band.
Nel 1995, Grim fondò i "Borknagar" con i quali registrò i primi tre album.
Nel 1996 e nel 1997, registrò due album: "The Last Tormentor" e "Under The Spell Of Hell" con i Gorgoroth.
L'anno successivo lasciò i Gorgoroth e nel 1998 anche i Borknagar, a causa di motivi personali.


IL SUICIDIO
Dopo la fuoriuscita dai Gorgoroth, iniziarono i problemi personali del batterista.
Anzi, c'è chi collega la sua morte alla fuoriuscita dagli Immortal.
Grim si suicidò il 4 ottobre 1999.
Affetto da anni da depressione aveva cercato di suicidarsi diverse volte, prima di riuscirci con un' overdose.
Il suo funerale si tenne al Møllendal Church Cemetery (Contea Di Hordaland) a Bergen.
La notizia lasciò amareggiato anche Abbath degli Immortal.
Questo fu il suo commento in un'intervista apparsa sul numero 12 di Unrestrained!: "Era un ottimo ragazzo. Sapevamo che fosse un maniaco depressivo. Quando suonava con noi, era successa la stessa cosa. 
Si prese una bella overdose di pillole e Demonaz fece appena in tempo a portarlo in ospedale. 
Ho saputo che ci ha riprovato un paio di volte dopo quella. 
Veramente, non ne sono rimasto molto sorpreso perché sapevamo bene quanto soffrisse di depressione" 


DEDICHE
Il gruppo Black Metal tedesco Nargaroth gli dedicò una canzone intitolata "Erik, May You Rape The Angels" all'interno dell'album "Black Metal Ist Krieg (A Dedication Monument)".
Anche "Incipit Satan" dei Gorgoroth è dedicato a Grim.
Invece il festival Hole In The Sky che si svolge annualmente a Bergen è stato dedicato alla sua memoria.

giovedì 3 novembre 2016

Gli Urgehal e La Morte Misteriosa Di Trondr Nefas

Trondr Nefas nacque come Trond Bråthen il 28 maggio 1977 in Norvegia.
Chitarrista e vocalist conosciuto soprattutto per il suo lavoro fatto con gli Urgehal e i Beastcraft.
Idolatrato a livello mondiale nella comunità Black Metal, sarà ricordato per sempre per la sua devozione verso il genere.
Trond iniziò il suo percorso musicale nel 1992 quando formò gli Urgehal con il chitarrista ritmico Enzifer.
Gli Urgehal sono stati tra le poche band Black Metal storiche ad esser rimaste fedeli alle loro radici sin dal suo inizio.
Urgehal sono una miscela perfetta di Black e Thrash Metal molto oscuro.
A detta della band la loro prima ispirazione, oltre al Death/Thrash anni 80, sono sempre stati i Darkthrone.
Sul palco, gli Urgehal indossano l'abbigliamento tradizionale Black Metal, fatto di bracciali con borchie, croci rovesciate.
Enzifer è noto anche per indossare una maschera con punte sporgenti da essa: "riflette la mia oscurità interiore".
Gli Urgehal hanno sempre definito loro stessi come una band "satanica", spiegando che "usano Satana come un'espressione metaforica del male interiore dell'uomo".
Il loro nome è "espressione della vecchia mitologia norrena", descrivendola come "una foresta infinita profonda e buia abitata da presenze demoniache".

Trondr Nefas: "Il nostro obiettivo non è mai stato quello di cercare l’attenzione delle masse o di un certo tipo di pubblico in particolare. 
Con gli Urgehal abbiamo sempre suonato black metal crudo e brutale per la sola nostra soddisfazione. Non abbiamo intenzione di ammorbidirci, quindi non diventeremo mai una di quelle grosse band di venduti ‘succhiacazzi’!”

I temi dei testi? Ovviamente Satanismo, morte, odio, misantropia.
Pubblicarono sei full-length, quattro EP e due demo prima della morte prematura di Trondr nel 2012. Urgehal è stata anche una delle poche band ad utilizzare sempre la label "True Norwegian Black Metal" sulle loro uscite discografiche.


DISCHI
Il debutto discografico degli Urgehal è “Arma Christi” uscito nel 1997 per la No Colours Records, una label piccola ma nota per aver rilasciato diversi debut albums di bands destinate a rimanere nella storia (Nargaroth, Absurd, Nokturnal Mortum, Graveland, etc).
“Blood Hunt” è una mazzata, invece “The Night Armageddon Comes” terribilmente old school anni 90.
Certo, lo stile era ancora immaturo, a metà tra il norvegese e le influenze Thrash.
La stessa sorte toccò al non meno bello “Massive Terrestrial Strike”, uscito nel 1998 e già dotato di ottimi brani destinati a diventare classici, come la Thrash song “The Sodomizer".
“Image Of The Horned King” parte atmosferica e con un bel riff oscuro prima della terribile accelerazione (molto Dissection, se permettete) e “Supreme Evil” invece con la batteria in bella evidenza.
Il transitorio “Atomkinder” è targato 2001 e propone 7 brani (due cover: Kreator e Sepultura) molto più Black che Thrash, con un suono di chitarre più definito.
Si possono trovare anche canzoni più elaborate, quali "Nocturnal Revelation" e "Through The Grace Of Hell".
Ma per aspettare i primi risultati davvero degni di nota, si deve aspettare il 2003, con quello che potremmo definire uno dei capolavori degli Urgehal: “Through Thick Fog Till Death”.
Furibondo ed assassino, dotato di un riffing di chitarra aggressivo e molto Black con molte influenze Thrash perfettamente amalgamate a rafforzare il tutto, una sempre ben accetta attitudine senza compromessi, e un batterista frenetico per via dei suoi continui cambi di tempo.
I brani sono velocissimi senza troppe pause per respirare, forse anche un po’ monodirezionali, ma il disco è 100% Urgehal.
"Raise The Symbols Of Satan" nella furia si concede anche un break Doom, prima della sua improvvisa ri-accelerazione micidiale.
Il successo discografico degli Urgehal avviene praticamente in concomitanza dello scoppio di un’altra band collega degli Urgehal: gli Tsjuder.
E nel caso del gruppo trattato in questa sede avviene con un disco storico uscito nel 2006 e chiamato “Goatcraft Torment”.
Oltre alla qualità assolutamente di questo disco è evidente come il Black/Thrash stia prendendo sempre più piede e gli Urgehal con gli Tsjuder dettano legge urlando nei loro testi blasfemi le varie “Die For Satan” e “This Is Satanic Black Metal”.
Un bel pugno in faccia al music business ed un ritorno al vecchio spirito Underground del Black Metal.

Trondr Nefas: “Al Summer Breeze 2009 ero davvero ubriaco quel giorno! 
Ricordo che la tenda in cui abbiamo suonato era piena di gente e che abbiamo ricevuto un ottimo feedback. 
Abbiamo anche preso parte a una signing session! 
Infine è stato divertente festeggiare con i ragazzi dei Koldbrann: Stian, il loro bassista, era talmente ubriaco che ha letteralmente distrutto parte del backstage. 
Ormai siamo celebri per le nostre opere di demolizione…"

Il nuovo disco degli Urgehal esce nel 2009, “Ikonoklast”, è forse il disco della consacrazione definitiva, che esce a distanza di tre anni e mezzo dal fortunato predecessore.
Il successo è inarrestabile nonostante alcuni cambi di line up.
Fino alla maledetta morte del leader Trond Bråthen, della quale a tutt’oggi non si conoscono le cause.


LA MORTE MISTERIOSA DI TRONDR NEFAS
Il 12 maggio 2012, Trondr venne trovato morto in una cabina in una foresta della Norvegia.
Aveva solo 35 anni.
La sua improvvisa e misteriosa scomparsa fu un vero shock per tutti gli appassionati di Black Metal.
Secondo gli Urgehal, la morte di Trondr venne descritta come "tranquilla e naturale", in uno dei suoi luoghi preferiti, circondato da boschi e laghi cristallini.

Urgehal: "Il più grande se n'è andato. Trondr Nefas, nostro caro amico e compagno per più di 20 anni, è deceduto improvvisamente la scorsa settimana. 
E' morto in uno dei luoghi che più amava, circondato da alberi e laghi. 
Grazie per tutti gli anni di amicizia, musica e follia. 
Per i bei momenti e per quelli brutti. 
Attraverso la tua oscura devozione al Black Metal, hai ispirato tantissimi. Eri un vero pioniere. 
Ci mancherai, ma non ti dimenticheremo, perchè la tua eredità vivrà. 
La nostra più profonda simpatia va alla sua fidanzata Octavia, e ad entrambe le due famiglie. Abbiamo apprezzato le vostre condoglianze e il supporto che ci avete fatto sentire in questo momento tragico.
Uniti siamo dinamite!!!"

Trondr era in procinto di realizzare un documentario dal titolo "A Black Metal Year In Norway", che incarnava lo stile di vita, la bellezza naturale e la comunità Metal in Norvegia attraverso la propria prospettiva, ma a causa della sua morte, il film e il suo rilascio subì una battuta d'arresto.
Al Bunker Festival 2012 a Oslo, i membri degli Urgehal, Endezzma, Krypt, Angst Skvadron e Tsjuder si raggrupparono per suonare insieme per la prima ed ultima volta come un atto di rispetto e di omaggio al leggendario Trondr Nefas.
Il nome del festival? "Death Is Complete".
Tra gli ospiti anche Hoest dei Taake e Niklas Kvarforth degli Shining.


L'ULTIMO DISCO?
Trondr morì quando la band stava registrando il settimo full "Aeons In Sodom", uscito poi nel 2016.
Si tratta dell'ultimo tributo che i restanti membri della band coadiuvati da diversi amici e fan del gruppo hanno voluto fare al compianto Trond, presente sul disco con numerosi assoli.
Diverse infatti le celebrità della scena norvegese e non che si alternano al microfono, tra cui Nocturno Culto e Nattefrost.
Musicalmente il disco non si discosta dal passato della band, ovvero un feroce e blasfemo Black/Thrash primordiale che ripercorre la tradizione del genere, omaggiandolo con due cover di Sepultura e Autopsy.
Potenza e grande maestosità potrete cercarle in pezzi quali “The Iron Children” e “Lord Of Horns”.
Con“The Sulphus Black Haze” (con Hoest dei Taake) e “Norwegian Blood And Crystal Lakes” (con Kvarforth degli Shining) verrete immersi in un’oscurità dalla forza opprimente…in ultimo, ma non meno apprezzabili, le cover di “Funeral Rites” dei Sepultura e di “Twisted Mass Of Burnt Decay” degli Autopsy regalano ulteriori emozioni mostrandoci da dove gli Urgehal abbiano preso spunto.
Il canto del cigno di una band, a suo modo, storica.

mercoledì 19 ottobre 2016

La Storia Dei Carpathian Forest e Di Nattefrost: Terrorismo, Alcool e Droga

I Carpathian Forest si formarono nel 1990, quando Nattefrost (Lord Nosferatu) e J. Nordavind (Lord Karnstien) fondarono la band.
In realtà si formarono come Enthrone, poi cambiarono nome quando Lord Blackmangler e Damnatus si unirono alla line-up.
Come quartetto vennero pubblicati tre demo: "Outtake", "Bloodlust And Perversion" (entrambi nel 1992) e "Journey Through The Cold Moors Of Svarttjern" (nel 1993).
Già questi primi demo lasciavano intravedere il sound futuro della band: suoni cupi, oscuri e misteriosi.
"Journey Through The Cold Moors Of Svarttjern", così lontana dai canoni stilistici vigenti all'epoca, eppure così eloquentemente pervasi dal più autentico spirito malvagio del Black Metal.
Damnatus e Lord Blackmangler lasciarono la band e i Carpathian Forest divennero ancora una volta un duo.
Dal punto di vista dei testi, non solo attacchi alla religione cristiana ma anche testi inerenti depressione, suicidio, sadismo, depravazione ed odio.


DISCHI
L'esordio ufficiale è datato 1995 con l'EP "Through Chasm, Caves And Titan Woods", tramite Avantgarde Music.
Sarà la prima di molte uscite tramite Avantgarde.
Nel 1998 la band pubblicò il suo primo album full-length, "Black Shining Leather", ancora una volta grazie all' Avantgarde Music.
Fu l' unica uscita con il drummer Lazare (che poi si unì ai Borknagar).
Il duo scandinavo crea con un full-length capace di passare alla storia, peculiare in tutti i suoi aspetti, dai testi sfacciati, violenti, maleducati, senza freni, al Black fuori dai soliti schemi dei contemporanei connazionali e non, e che già è in grado di dare un buon assaggio di quel Black’N’Roll che diventerà definitivamente il loro marchio di fabbrica dal successivo Strange Old Brew.
The Swordsmen, dai variegati riff originali, trascinanti e fin da subito orecchiabili, da headbanging immediato.
Sadomasochistic è molto tirata, segue uno stile sofisticato, acustico in The Northern Hemisphere;.
L'oscurità la fa da padrona in Lunar Nights , così come nelll’interludio Lupus.
Violenta, precisa, fulminea è invece la performance del già citato Lazare.
Nello stesso anno anche suonarono il loro primo concerto al "Under The Black Sun Festival" a Schönermark, Germania.
Lazare lasciò i Carpathian Forest, nel 1999, lo stesso anno Anders Kobro, Tchort e Daniel Vrangsinn si unirono a due membri stabili.
L'anno seguente, venne rilasciato il loro secondo full-length, "Strange Old Brew".
Sicuramente un album sperimentale se vogliamo o semplicemente diverso dai demo e dal primo full.
Più vicini alla prima ondata Black che fece scuola (Venom, Celtic Frost, Hellhammer, Bathory, etc) e al Thrash grezzissimo tedesco (Sodom e Kreator) con quella spruzzata di Heavy/Punk alla Motorhead: in questo lavoro la band norvegese ha modo di consolidare e raffinare quello che possiamo definire un Black'N'Roll rozzo e cattivo, unito alla malvagità del Black norvegese.
I pezzi, scritti fra il '93 e il '97, si dividono fra schegge di sporco Thrash ed oscure parentesi capaci di far emergere il lato più misterioso ed insano della band.
"Blood Cleansing", "Mask Of The Slave", "Martyr Sacrificulum" sono fucilate che, pur non giocando la carta della velocità supersonica, non potranno non coinvolgere grazie a riff essenziali, micidiali cambi di tempo ed una immediatezza Punk.
"Thanatology" e "Cloak Of Midnight", rigorosamente a cura di Nordavind, mostrano invece il lato più inquietante della band norvegese: veri e propri abissi dove sprofondare impantanati in tastiere, tempi funebri, screaming minacciosi e strazianti giri di chitarra.
Da segnalare l'uso del sax in "House Of The Whipchord".
Tutto l'album, in realtà, gioca sull'alternarsi fra violenza ed atmosfera, ponendosi al centro di un labile equilibrio che, all'insegna della varietà e del giusto alternarsi delle suggestioni, rende indubbiamente l'ascolto semplice.

Nattefrost: "Il vino rosso è buono quando devi fare sesso. Allora sì che bevo vino rosso. 
Ma... ma... per il resto preferisco il bianco"

Nel 2001, il membro fondatore Nordavind lasciò la band, durante le sessioni di registrazione del loro terzo album in studio, "Morbid Fascination Of Death", che conserva ancora le sperimentazioni (anche se in misura minore) della loro precedente release.
Si tratta di un album macabro e allo stesso tempo affascinante.
Il suono è violento quanto basta, i testi sono blasfemi ma sempre coerenti alla filosofia e al pensiero della band.
La prima nota positiva dell'album è che non inizia con la solita intro, ma con un pezzo d'atmosfera, con vibranti percussioni tribali e sintetizzatore, che ci immerge nel mondo atroce, crudele e senza speranza.
L'alta qualità continua con la violenta Doomed To Walk The Earth As Slaves Of The Living Dead e con pezzi cattivissimi quali Through Self Mutilation (molto Death Metal), Knokkelmann e Warlord Of Misanthropy.
Vogliamo parlare della suite con tanto di sax, chiamata Nostalgia?
Album fondamentale.
Il loro quarto full-length esce nel 2003, "Defending The Throne Of Evil", venne pubblicato dalla Season Of Mist.
Album sinfonico ma molto melodico e con pochissimi influenze Punk.
La prima traccia è "It's Darker Than You Think", molto veloce, dall'atmosfera piuttosto maligna e piena di odio.
La seconda traccia, "Skjend Hans Lik" è un attacco alla cristianità, al nazionalismo e al governo norvegese.
In "'The Well Of All Human Tears" ci sono influenze Doom.
Si arriva al finale tra tastiere, melodia, sax e testi violentissimi riguardanti morte e pazzia.
Ultima release della band fu "Fuck You All !!!! Caput Tuum In Ano Est", che riporta la band alle influenze Thrash.
In realtà l'album, abbastanza ripetitivo e poco incisivo, non lascia assolutamente il segno e si tratta di una mezza delusione.

Vrangsinn: "Io penso che il Black Metal dovrebbe rimanere underground, non credo che nessuno di noi aspiri a diventare una megastar internazionale"

Vrangsinn: "Nattefrost adora il vino bianco. Comunque tutti adoriamo bere prima di un concerto, lui però adora il vino"

Nel 2008 Tchort ha parlato della possibilità di un nuovo album che non è mai arrivato.
La band è entrata in una pausa dopo il 2009, ma a partire dal 2012 hanno cominciato a suonare in alcuni festival in giro per l'Europa.
La partecipazione al Maryland Deathfest il 26 maggio 2013, fu invece cancellata a causa di problemi di visto all'ultimo minuto.
Nel mentre Nattefrost ha dato il là alla sua (molto discutibile) carriera solista.


NATTEFROST E IL TERRORISMO
In una nota intervista di una decina di anni fa, il leader della band dichiarò: "Sono un individualista convinto e non ho bisogno di nessun altro che non sia io, figurarsi di persone che passano la loro giornata a parlare di politica. 
Amo l’odio ed adoro la morte, apprezzo quando questa fogna che chiamate Terra viene profondamente disturbata. 
Supporto il terrorismo, anche diretto contro la Norvegia. 
Non mi vergogno delle mie origini, anzi, ne vado fiero, ed a chiunque voglia sconvolgere con attentati il mio paese io dico: “Avanti, uccideteci tutti!”.



NATTEFROST SU OMICIDI E SUICIDI
"Se qualche infame si mette sulla mia strada cercando d’intralciarmi stai sicuro che farò di tutto per eliminarlo fisicamente, o quantomeno fotterlo prima che lui fotta me, non gli lascio certo la chance di danneggiarmi. 
Sono una persona violenta e questo è il motivo per cui non esco quasi mai di casa. 
Non mi piace sedermi in posti affollati come pub e cinema, detesto anche andare a vedere un concerto, anche se a volte lo faccio. 
Non sono cambiato molto rispetto a dieci anni fa, l’unica differenza è che il mio odio è cresciuto giorno dopo giorno: ciò che esprimo è ancora più intriso di veleno rispetto al 1992, ed il mio obbiettivo è sempre lo stesso"


"Sai, c'è sempre una minaccia in giro. 
Per questo cerco di tenere sempre a portata di mano qualche tipo di arma, come una bottiglia. 
Non sono violento, però devo proteggermi. 
Sono del tipo 'stammi lontano o ti uccido'. 
Il Black Metal è pericoloso, devi tenere gli occhi bene aperti. 
Devi tenere sotto controllo tutto, cercare di cogliere ogni minimo movimento per tentare di prevedere possibili pericoli"
"La vita è così schifosamente triste da far assumere al suicidio un valore molto importante. 
Nel mio mondo il suicidio è una realtà sempre presente, la Norvegia è al secondo posto per quantità di persone che si tolgono la vita, superata solo dalla Finlandia, quello stupido “Nokia Hell”. 
Nel mio paese ci sono almeno due suicidi al giorno, e spero che questo numero vada progressivamente espandendosi in futuro. 
Dobbiamo assolutamente superare la Finlandia, quindi “Hail Suicide, Hail Hail Hail!”. 
Amo la miseria e la depressione, sono dei sentimenti fottutamente naturali visto che la vita è una merda, e non c’è cosa che detesti di più di quelle persone che cercano di fuggire dalla realtà con stronzate come la playstation ed i giochi di ruolo. 
Spesso l’esistenza è più orribile del suicidio, anche perché è previsto dalla natura che la nostra vita sia un inferno, basta conoscere le tesi di Darwin"


ALCOOL
Al Wacken 2003, Nattefrost vomitò sul palco (forse per i troppi alcolici bevuti).
Forse questo spiega il senso del suo disco solista "Blood & Vomit" dove Nattefrost s’è voluto divertire alla sua maniera, racchiudendo nel suddetto (come del resto è facilmente intuibile dai titoli) tracce in cui di delizia del suono della sua pipì, tracce in cui è intento a vomitare.

Nattefrost sul Wacken 2003 e i rapporti con il resto della band: "In quel periodo eravamo davvero incazzati l'uno con l'altro. Ma quell'episodio a Wacken non è niente in confronto a quello che successe all'Inferno Festival nel 2002. Eravamo reduci dalle recording session ed eravamo letteralmente pronti ad ucciderci tra di noi. 
Non vivevamo nella stessa città, ma se così fosse stato, di sicuro non ci saremmo neanche rivolti la parola. 
In ogni caso, cercai in più di un'occasione di colpire i miei compagni con una bottiglia"

"Fenriz! È lo Yoda del Black Metal! 
No! No! È vero! Dico sul serio!!!! Non ridere! Dai davvero... devi bere almeno 6 birre per poter parlare con lui.
Fenriz può sembrare un idiota. 
A volte è proprio come un bambino, altre semplicemente ubriaco. 
Se gli fai una domanda, ok. 
Se gliene fai due, ti manda a fare in culo. 
E allora io mi comporto di conseguenza"


DROGHE
Sulla droga (2005): "Solitamente faccio anche uso di droghe. Ora di meno, perché ho avuto seri problemi con l'eroina... adesso ne sono uscito fuori, ma fumo ancora tanta erba. Qualche volta prendo anche degli acidi, ma assolutamente mai più eroina.
Durante la composizione delle canzoni di Nattefrost ero sistematicamente sotto l'effetto di droghe. Due mesi fa, per gli ultimi due album di cui ti ho parlato prima, ho fatto uso continuo di droghe per più di 6 settimane. 
Mi hanno anche portato d'urgenza all'ospedale perché i miei polmoni hanno avuto un collasso"

"Non ho paura di morire giovane ma da stupido.
Io ho più paura di altre cose. 
Tipo di beccarmi un colpo in testa on stage come è successo a Dimebag Darrell. 
Trovo ridicolo tutti quelli che piangevano dicendo 'gnè gnè... è morto qualcuno'. No! Se non puoi reggere quello che fai, non farlo, cazzo! 
Non siamo i Manic Street Preachers o gli U2, questo è fottuto Metal!"

domenica 2 ottobre 2016

La Storia Dei Cradle Of Filth: Risse, Arresti e Maglie Offensive

La vampiresca carriera dei signori della notte, meglio conosciuti come Cradle Of Filth, inizia nel 1991 nei pressi d'Ipswich grazie a Dani Filth (padre padrone della band, il resto del lineup è abbastanza variabile, essendo stati innumerevoli i cambi).
Difficile etichettare la musica suonata da questa band che è sicuramente infilabile nel calderone Black Metal ma l'utilizzo massiccio di tastiere, di atmosfere Horror ma anche decadenti e romantiche permette d'inserirli tra band Black Sinfoniche (al pari di Dimmu Borgir, Summoning, Limbonic Art e compagnia cantante).



I DISCHI
Dopo i primi demo, vengono subito notati dalla Cacophonous Records, pronta a pubblicare nel 1994 l'esordio ufficiale in studio, The Principle Of Evil Made Flesh, misto di tastiere, riffing metal ed iconografia vampiresca (grazie a testi influenzati da Lord Byron, Sheridan Le Fanu, Friedrich Nietzsche, Bram Stoker e Charles Baudelaire).
Un budget limitato, una formazione nella quale i soli spunti relativi al tecnicismo erano concentrati nel batterista Nicholas Barker.
Poi voci femminili, tastiere e una forte componente legata al romanticismo.
Tuttavia, la band si dimostra brutale, aggressiva grazie a blast beats e scream acutissimi.
Nulla a che vedere con il Black Norvegese ma comunque con influenze Thrash qua e la.
Un disco che ha segnato una svolta decisa all'interno del panorama Black Metal, allargandone gli orizzonti.
Capolavori come "Summer Dying Fast", "The Forest Whispers My Name" o "The Black Goddess Rises" son rimasti nella storia.
La traccia 13 Imperium Tenebrarum, scritta ed interpretata dal fondatore della casa discografica, é un'invocazione posta alla fine del disco: non è segnalata sul retro ma, è presente nei crediti interni.
Nonostante si tratta di un disco molto violento, lo zoccolo duro del Black scandinavo li guarda con sospetto, temendo una deriva commerciale (che da lì a poco arriverà).
La band se ne frega comunque e prosegue per la sua strada.
Dopo il mini-CD Vempire (che faceva già intravedere la maturazione della band), nel 1996, esce Dusk And Her Embrace  più maturo e meglio prodotto grazie ad un budget superiore.
Le atmosfere comunque rimangono oscure e tetre. 
Nonostante le pesanti critiche per l'atteggiamento, le foto ed i testi oltraggiosi, il gruppo britannico è ormai una realtà consolidata del panorama estremo.
Da sottolineare però che la produzione peggiora lievemente, mostrando un suono decisamente più sporco ed oscuro rispetto a quanto mostrato sull'EP precedente ed il black metal si fa sempre meno presente. 
L'uso delle chitarre è sempre più Gotico ma ci sono anche sfuriate Black come in "Haunted Shores". 
Il disco presenta incredibili perle come "Funeral In Carpathia", "Malice Through The Looking Glass" o "Beauty Slept In Sodom". 
Largo spazio al romanticismo, alle atmosfere cadenzate e al Gothic Black di "A Gothic Romance", mentre "Heaven Torn Asunder" e la title track mostrano il lato più oscuro della band.
La consacrazione definitiva arriva nel 1998 grazie a Cruelty And The Beast, album totalmente incentrato sulla figura della contessa Erszebeth Bathory, dedita a pratiche magiche di ogni tipo (tema molto dibattuto in ambito Metal). 
Connubio tra i vecchi Cradle e i nuovi.
L'evoluzione procede per lunghi passi, il Black Metal degli esordi è ormai un ricordo.
"Cruelty Brought Thee Orchids" rimarrà sempre fra le migliori cose scritte da Dani Filth.
"Bathory Aria" è una lunga suite Gothic, "Desire In Violent Overture" e "The Twisted Nails Of Faith" rimangono ottime canzoni. 
Magnifiche "Beneath The Howling Stars" e "Thirteen Autumns And A Widow". 
Un tour mondiale suggella la performance in studio della band, che perde il batterista Nicholas, che andrà in seguito ai Dimmu Borgir.
Nel 2000, il giorno di Halloween, è la volta di Midian, in cui il lato epico aumenta, a differenza della vena creativa.
Comunque album non brutto per carità.
Pezzi come la moderna "Saffron's Curse", "Death Magick For Adepts", "Amor e Morte" entrano di diritto fra i migliori pezzi composti dalla band inglese.
Disco se vogliamo difficile da assimilare come dimostra "Lord Abortion".
I blast beat sono quasi assenti, così come il Black.
Va sottolineato che per "Her Ghost In The Fog" viene anche creato un videoclip: un contratto con la Sony li aspetta.
Nel 2001 esce l'album Bitter Suite To Succubi che è una raccolta di cover con in più alcune canzoni dei Cradle "vecchi" e tre inediti.
L'anno successivo esce "Damnation And A Day" perversa visione dell'apocalisse a base di Gothic, Black, un'orchestra di 40 elementi e un coro di 32.
Basato sull'Apocalisse e su Paradise Lost di John Milton.
Il loro stile e la loro inventiva non hanno risentito del cambio di etichetta.
La resa sonora del disco è veramente ottima e gli strumenti si sentono bene.
Cambio di rotta per l'album successivo: intanto una nuova etichetta (Roadrunner), poi l'abbandono del coro, in parte dell'orchestra e una diminuzione dell'importanza delle tastiere in favore delle chitarre e di un sound più metal oriented.
Il risultato è "Nymphetamine", che esce a fine settembre del 2004 ed è un inno perverso all'unione fra ninfe ed anfetamine.
Onestamente disco che si limita a fare il suo compitino e che comincia a "sapere" di già sentito.
Il lavoro delle chitarre è old style, la batteria si limita all’indispensabile per supportare gli altri strumenti, le orchestrazioni sanno di dejà-vu lontano un miglio.
La voce di Dani non convince appieno, idem i testi (da sempre fiore all'occhiello della band).
La produzione è comunque ottima, presenti anche influenze Thrash/Death.
Thornography” del 2006 può essere visto come il proseguo di “Nymphetamine”, con un risultato qualitativo forse anche inferiore.
“Dirge Inferno” e “Tonight In Flames” sono brani buoni e belli tirati, idem la strumentale “The Rise Of The Pentagram” e “Under Huntress Moon”.
Su “The Byronic Man” Dani Filth canta con Ville Valo, leader degli H.I.M.
L'ottavo album "Godspeed On The Devil's Thunder" esce nel 2008, concept album basato sulla vita del serial killer francese Gilles De Rais.
Album migliore degli ultimi 2 che riporta la band a quel Damnation uscito nel 2003.
“The Death Of Love”, “Honey And Sulphur” e la titletrack sono episodi densi di una rara drammaticità.
Il resto ricalca perfettamente ciò che è lecito aspettarsi dai Filth: sontuosi arrangiamenti sinfonici, brani romantici e melodici quanto basta.
"Darkly, Darkly, Venus Aversa" esce nel 2010 e viene presentato come un album Black/Thrash veloce e brutale.
Il singolo "Forgive Me Father (I Have Sinned)" sembrerebbe smentire in maniera categorica queste parole per via di melodie e cori orecchiabili come ritornello e chitarre decisamente poco incisive.
Dopo una breve introduzione recitata da una voce femminile profonda e impostata (che si presenta come Lilith, la protagonista del concept), accompagnata da un sottofondo di clavicembali e di atmosfere horror, si scatenano chitarre, basso, batteria e tastiere.
"The Cult Of Venus Aversa" si presenta subito come un brano aggressivo e orecchiabile, veloce, violento, con la caratteristica  di un occhio alla melodia come nella migliore tradizione del gruppo inglese e con un paio di intermezzi quasi ambient, narrati.
Forse i due pezzi migliori del platter sono la già citata "The Cult Of Venus Aversa" e "Beyond Eleventh Hour", guarda caso piazzate in apertura e chiusura del disco.
"Manticore And Other Horrors" esce nel 2014, l'apertura è la solita intro sinfonica a cui il gruppo storicamente ci ha abituati.
Gli elementi sinfonici pur essendo presenti lungo tutta la durata della tracklist, ricoprono un ruolo secondario, quasi marginale, di mero riempimento.
Passata l'intro strumentale, è la volta di "The Abhorrent" presentarsi come prima vera canzone dell'album.
Brano violento e tirato ma non certo originale.
Buona la successiva "For Your Vulgar Delectation", song che prende a piene mani dal Thrash.
Per il resto canonici alti e bassi, solito Scream acuto alternato a Growl e Clean.
"Hammer Of The Witches" esce nel 2015 dedicato alla caccia delle streghe.
Il repertorio gotico/sinfonico della band è ben presente ma non invadente: i cori femminili, la voce della singer Lindsay Schoolcraft, i passaggi sinfonici e le melodie affidate alle tastiere, contribuiscono a ricreare quel fascino oscuro e sensuale che tanto ha dato alla storia del Metal.
Il tempo passa inesorabile per tutti ma Filth non sembra risentirne più di tanto..
Rimane un ottimo disco, sospinto dalla bella e particolare "Right Wing Of The Garden Triptych".
"Yours Immortality" si lascia ascoltare, idem l'old “Blackest Magick In Practice”.



DANI FILTH: MAGLIETTE OFFENSIVE, ARRESTI E RISSE
Una leggenda metropolitana vuole che Dani Filth abbia passato un anno in un asilo a studiare le voci dei bambini lì presenti, riuscendo in seguito a produrre quel particolare screaming (che rimane un qualcosa di unico in ambito Metal, che piaccia o meno).
Negli anni 90 la band inglese produsse una provocatoria maglietta chiamata “Vestal Masturbation“.
La t-shirt, definita indecorosa e vietata ai minori di 18 anni dall’associazione Family First, che ha perfino organizzato una petizione volta alla rimozione della maglia dall’esposizione, rappresenta una suora che si masturba accompagnata dalla frase “Jesus Is A Cunt“.

Dani Filth: "Era il 1993 ed stavamo per partire in tour con i norvegesi Emperor.
Ai tempi avevamo una maglietta chiamata "The Black Goddess Rises" ma ci serviva una nuova.
Da lì venne abozzata "Vestal Masturbation" ma il problema è che non avevamo scelto ancora un'immagine"

Nei primi 6 anni vendettero ben 25mila t-shirt.
Nel 1996, un fan 29enne della band chiamato Rob Kenyon venne arrestato a Londra per aver indossato la t-shirt e multato di 150 sterline.
Nel maggio 1997, l'allora batterista dei Cradle Nicholas Barker venne arrestato nel porto di Dover, in Inghilterra, mentre la band stava attendendo un traghetto per partire per i Paesi Bassi, visto il Dynamo Open Air Festival alle porte.
Fortunatamente, Barker accusato inizialmente di disordini e resistenza a pubblico ufficiale, venne rilasciato senza ulteriori procedimenti dopo solo due ore in custodia, e la band potè imbarcarsi per l'Olanda.
Barker ebbe problemi anche a Roma, quando tutto tranquillo girava per il Vaticano con questa maglia.
Nel novembre 1997, in Florida, viene arrestato Andrew Love (un impiegato di un negozio di dischi) sempre per aver indossato la suddetta maglia nel parcheggio di un centro commerciale.
Viene poi rilasciato e prosciolto dalle accuse di t-shirt oscena ma le congreghe religiose sono scatenate e si scagliano contro la band.
Nel 2001, a Glasgow, in Scozia, viene organizzata una campagna per rimuovere la maglia dal negozio Tower Records, in quanto etichettata "malata ed offensiva"; il negozio rimosse la maglia dal suo catalogo dopo che venne perquisito per due volte dalla polizia di Glasgow.
Forse il più ironico bando della maglia si verificò nel 2002 e nel 2003, quando i Cradle Of Filth non furono autorizzati a venderle durante una delle loro date dell'Ozzfest.
Dani Filth: "So che Sharon Osbourne non era una grande fan della maglia ma penso che probabilmente ciò era più dovuto al fatto che avrebbe potuto superato le vendite del merchandising di Ozzy"

Nel 2004, Dale Wilson di Norwich, Inghilterra, venne arrestato per aver indossato la maglia in pubblico; si dichiarò colpevole per l'accusa di "condotta offensiva religiosamente aggravata," e venne multato di 150 sterline (il giudice lo obbligò anche a distruggere la maglia).
L'anno successivo, tocca ad Adam Shepherd di Dorset, sempre Inghilterra, arrestato per aver indossato la maglia infranta le nuovi leggi anti-odio del paese, che vietano alle persone di insultare apertamente le religioni in pubblico.
Shepherd pagò 40 sterline in spese processuali e fu costretto a 80 ore di servizio alla comunità.
Nel 2007, Daniel Moore proprietario di un negozio scozzese (Captain) venne perquisito dalla polizia per aver venduto la suddetta t-shirt ad un agente sotto copertura.
Moore venne accusato di vendita di materiale osceno.
Nel 2008, un adolescente australiano venne arrestato e accusato di comportamento offensivo per aver indossato la suddetta maglia, che era stato ufficialmente bandita nello stesso anno nella vicina Nuova Zelanda.
Nel 2011, venne invece multato un rivenditore della Nuova Zelanda.
Dopo esser stata oggetto di critiche e controversie persino al Canterbury Museum di Christchurch, Nuova Zelanda, tanto da chiederne la rimozione immediata, arrivò nel 2015 una dichiarazione dello stesso frontman della band, Dani Filth, in cui asserisce come quella maglietta abbia attirato su di sé una cattiva opinione.

Dani Filth: "Dovrei essere un idiota se pensassi che quella maglietta non fosse offensiva.
E’ una maglietta piuttosto azzardata da indossare, punto. 
Personalmente ora non andrei in giro con addosso una maglia del genere, voglio dire, ho 41 anni! 
Ai tempi della sua realizzazione la indossavo, ma la gente non comprende che c’è un tempo e un luogo per queste cose. Volete andare ad un concerto? Nessun problema, ma questo genere di persone sono tutte così, pensano: “Non capisco, ero in un centro commerciale e sono stato arrestato per aver indossato quella maglia!”

Sempre a fine anni 90 celebre la rissa con la security che presiedeva al party per la reunion dei Venom.
Il cambio di label e il passaggio a una major è intervallato dalla prima esperienza cinematografica per Dani Filth, "Cradle Of Fear" (2002).
Si tratta di uno splatter sanguinolento, roba da mettere a dura prova gli stomaci più duri.
Il film non esce nelle sale (troppo violento), ma ottiene comunque un certo successo e contribuisce a rafforzare l'immagine di Dani, il quale del resto dimostra di saperla gestire un gran bene, la sua immagine.
Nel 2007 Dani Filth viene arrestato (ma subito rilasciato) in Slovenia al Metal Camp per aver gettato oggetti dal palco verso security e fans in evidente stato di ubriachezza.
Il gruppo tagliò anche la propria esibizione di tre pezzi.

Ana Lipec del management del Metal Camp ha dichiarato: "Dani ha avuto una giornata no, e non era nel suo umore migliore. Di sicuro non era sua intenzione agire contro i suoi fan o contro gli interessi del festival. Poco dopo l’avvenuto ci ha raccontato che il set è stato interrotto con tre canzoni di anticipo per una incomprensione con i tecnici audio sul palco"

Nel 2009 Filth abbandonò bruscamente lo spettacolo che la band stava eseguendo ad Adelaide, in Australia, scendendo dal palco verso la metà del brano "Cruelty Brought Thee Orchids" (senza apparenti motivi, se non probabilmente una discussione con alcuni fans).
Nel 2010 esce "The Gospel Of Filth" (la bibbia dell'oscurità e della decadenza), libro scritto da Dani Filth insieme al "prete" satanista Gavin Baddeley.
Si tratta di una raccolta di riti di magia nera contenuti anche nei testi delle canzoni della band, riferimenti alle "fonti sataniche che hanno influenzato i Cradle Of Filth, tra le quali i segreti arcani della magia nera" e anche "dei riti sessuali del vampirismo".
Dani Filth in una intervista disse che il suo scopo era di far avvicinare i suoi fans alla magia nera.

Alcuni capitoli del libro:
- Disavventure di mezzanotte nel cimitero delle suore...
- I pericoli del turismo: da essere sepolto vivo per aver sporcato le lenzuola a una lezione su come non buttare una TV da una finestra dell'hotel
- La band minacciata in Russia con tanto di kalashnikov per aver sfidato la mafia locale
- La verità dietro i litigi con Megadeth, Motorhead e Type O Negative

Poi antiche formule per evocare spiriti infernali e ricerche sulla psicopatologia dei serial killers.
Quanto a Gavin Baddeley è un sacerdote della Chiesa di Satana, e, allo stesso tempo un giornalista esperto che ha collaborato anche con pubblicazioni diverse su The Observer e Metal Hammer.
Appare inoltre regolarmente come un'autorità occulta nei programmi televisivi per la BBC e Channel 4.
Nel 2011 al festival francese Léz Artz Scéniques scoppia una rissa tra il solito Filth ed un agente di sicurezza che è costretto ad immobilizzarlo a terra.

mercoledì 21 settembre 2016

La Storia Dei Dimmu Borgir: Shagrath e Il Satanismo

I Dimmu Borgir originari di Oslo fecero parte della seconda ondata del Black Metal norvegese.
Seconda ondata perchè per quanto più o meno contemporanei a molte band della scena si formarono nel 1993.
Inoltre l'utilizzo delle tastiere li rendeva diversi da altre band in voga in Norvegia all'epoca.
Ok c'erano anche gli Emperor ma i Dimmu Borgir imborghesirono di molto il sound.
La band di Shagrath e soci è sempre stata accostata ai Cradle Of Filth o ai Limbonic Art, non agli Emperor.
La band venne fondata da Shagrath, Silenoz (chitarre) e Tjodalv (batteria) nel 1993.
Il nome Dimmu Borgir significa oscuro (Dimmu) castello/roccia (Borgir), e questo termine è usato per indicare una formazione vulcanica dell'Islanda che secondo le leggende del luogo costituirebbe l'entrata dell'inferno.
Criticati aspramente per aver diluito l’aspetto primitivo del Black Metal originario (la cacofonia, la velocità, le pessime produzioni e il suono zanzaroso delle chitarre) in un miscuglio capace di fondere violenza ma anche melodica grazie all'uso di tastiere ed orchestre.


LE ACCUSE DI SATANISMO
I testi dei Dimmu Borgir sono intrisi di messaggi satanici, mistici ed anticristiani.
Anche loro nelle varie interviste (Shagrath in primis) non hanno mai nascoste le loro credenze anti-cristiane (soprattutto nei primi anni della formazione della band).

Shagrath: "Non ci interessa di cosa vuole ascoltare il pubblico, noi siamo satanisti.
Satana è il nostro maestro, oltre che la nostra guida spirituale.
Satana è una bestia fisicamente vivente oltre che un simbolo di oscurità, distruzione e morte.
Io so che c'è un maestro seduto da qualche parte su un trono che ha convertito le nostre anime al suo potere malefico.
Tutti quelli che predicano la Bibbia sono nostri nemici quindi devono morire tra le fiamme.
I cristiani non sono altro che insetti poveri di spirito, così come lo è che gli indica il modo di portare avanti la loro patetica esistenza.
Sono solo dei fanatici manipolati da quanto scritto sulla Bibbia.
Reprimono i loro istinti umani solo perchè convinti che Dio abbia creato l'uomo e la terra.
La nostra filosofia si basa invece sulla vendetta, non certo sul porgere l'altra guancia.
I nostri nemici devono essere annientati senza misericordia alcuna"
Shagrath: "Noi non scriviamo canzoni per rendere la gente più felice.
Del resto l'odio è l'emozione più forte che un uomo possa provare e quello che sosteniamo noi è evidentemente diretto contro il cristianesimo e la stupidità della razza umana.
Noi vogliamo che chi ci ascolta scavi profondamente dentro di se, facendo uscire allo scoperto la propria indole distruttrice.
Una volta fatto questo, trovata l'essenza della propria collera, vogliamo che quest'uomo utilizzi tale forza contro i cristiani.
Non dimenticare che fin dal giorno in cui abbiamo dato vita ai Dimmu Borgir, la nostra intenzione è stata, ed è tuttora, quella di creare una musica più oscura e malsana possibile.
La nostra missione è sempre stata quella di portare nuove anime alla corte di Satana, per formare tutti assieme un'armata potente e invincibile.
I cristiani devono essere sterminati senza che una goccia di sangue satanico sia versato"


IL LIBRO DELLA LEGGE DI CROWLEY
L'album Abrahadabra del 2010 è dedicato ad Aleister Crowley, famoso padre del satanismo moderno, ed ispirato dal suo "Liber Al Vel Legis Sub Figura CCXX come dettato da XCIII=418 a DCLXVI", comunemente conosciuto come "The Book Of The Law".
Questa opera sarebbe stata dettata a Crowley stesso da una entità invisibile e preterumana di nome Aiwass, durante il suo soggiorno al Cairo, l'8, 9 e 10 Aprile del 1904, un giorno per ciascuno dei capitoli che compongono il libro.
Abracadabra di solito si scrive con la «C».
I Dimmu Borgir hanno voluto usare una variante di questa parola evocativa ideata da Aleister Crowley dove la «C» viene sostituita da una «H».
Nella sua opera sulla Gematriah (lo studio numerologico delle parole scritte in lingua ebraica), il satanista inglese spiega di aver cambiato questa parola per ragioni magiche.
Secondo le regole della Kabbalah ebraica, ad ogni lettera corrisponde un numero.
Sommando tutti i numeri si ottiene una cifra che è il valore cabalistico di quella data parola.
Il numero di Abrahadabra è il 418.
Tale variazione apparve per la prima volta nel 1904 nelle invocazioni al dio egizio Horus che precedettero la stesura del Liber al vel Legis e che portarono alla fondazione della religione di Thélema 13.
Essa era già apparsa anche sul diario della Bestia nel mese di maggio 1901, che in seguito Crowley pubblicò sulla rivista The Equinox 14.
Sul Liber al vel Legis è scritto: «Abrahadabra; la ricompensa di Ra Hoor Khut».
«La fine delle parole è nella Parola Abrahadabra».
Secondo Crowley, il significato di questo termine aramaico equivale a «io creo come parlo».
Abra è la forma solare di Amen, il Dio Occulto.
Amen era un titolo di Sebek-Ra, o Set, nel Culto Draconiano dell'antico Egitto.
Fu il culto di questa divinità che Ankh-Af-na-Khonsu ripristinò nella XXVI Dinastia. Had, il cuore di Abrahadabra, è il nome caldeo di Set o Shaitan, ed Abrahadabra è la formula della sua magia.
Più precisamente, questo libro fu una trasmissione a "voce diretta" da una Intelligenza extraterrestre chiamata Aiwass.
Esso non influenzò solo il corso della vita di Crowley e le vite di molti con i quali egli entrò in contatto ma ora, quasi trent'anni dopo la sua morte, il messaggio misterioso affascina migliaia di persone.
I numeri chiave del Libro della Legge 93, 418, 666, 718 sono di grande importanza.
Aiwass non è semplicemente un nome, esso è anche una formula magica che può essere espressa in più modi.
Come Aiwaz produce il numero 93, come Aiwass 418.
93 è il numero della parola greca thelema (volontà) e di agapé (amore), gli elementi gemelli dell'amore sotto il dominio della volontà che costituiscono la Legge di Thelema.
Il già citato 418 è anche il numero di Abrahadabra, la formula suprema dell'amore sotto il dominio della volontà per cui essa è la chiave alla coscienza cosmica.
418 rappresenta l'applicazione dinamica della corrente che ispira il Culto di Shaitan-Aiwass che Crowley voleva rianimare.
Il numero 666 non ha bisogno di presentazioni ma nel contesto attuale la sua più significativa corrispondenza cabalistica è con Teitan11, la forma Caldea di Shaitan, il "dio-diavolo" il cui vero nome o formula è Aiwass.
Nel Libro della Legge il numero 718  è associato con la Stele della Rivelazione che è conosciuta anche come l'Abominazione della Desolazione12.
Essa è il Talismano di ShTN (Shaitan) il cui numero 359 quando raddoppiato è 718.
718 rappresenta quindi il "Signore del doppio scettro di potere" (Set-Horus) menzionato nel terzo capitolo del Libro della Legge.
Tale potere è distruttivo nel senso che una totale demolizione del Vecchio Ordine deve necessariamente precedere l'emergere del nuovo, l'Eone di Horus che "ricompensa" l'uomo con Abrahadabra (cioé la coscienza cosmica).
Il Libro della Legge rivela una struttura comprendente temi occultistici, di magia e filosofia.

Crowley: "La mia osservazione dell'Universo mi convince che vi sono esseri di intelligenza e poteri di una qualità molto più alta di qualsiasi altra cosa uno possa concepire; che essi non sono basati di necessità sulle strutture cerebrali e nervose che conosciamo, e che l'unica e sola possibilità per l'umanità di avanzare nell'insieme è per gli individui di arrivare a contattare tali Esseri"

Crowley asserisce che Aiwass era un tale essere e lo descrive come "un messaggero delle forze che governano questa terra al presente".

Tornando ai Dimmu Borgir, ricordiamo inoltre che il brano Ritualist, incluso in questo album, contiene un messaggio rovesciato satanico.
Inoltre The Ritualist contiene messaggi di Backmasking (ovvero ascoltando versi al contrario c'è un messaggio con un senso, satanico ovviamente).
Trattasi di un evocazione diabolica, con tanto di campanello magico che suona in sottofondo: «In nomine dei magni, dei nostri Satanas Luciferi».


I DISCHI
Nel primo album, For All Tid, pubblicato dall’indipendente No Colours Records nel 1994 ci sono armonie malsane, chitarre zanzarose ma con garbo ed i toni sono lenti ed hanno un feeling freddo ma piacevolmente melodico (come ad esempio la bellissima titletrack o Glittertind) con qualche spruzzata Folk qua e la.
Troviamo anche le orchestrazioni, ma non hanno ancora il livello d’impatto che assumeranno in seguito.
I testi sono ancora in norvegese.
Limitato a 1000 copie di cui le prime 300 con tanto di poster.
Neanche due anni dopo, la band rientra in studio (stessa formazione del disco precedente) e registra quello che, senza dubbio, è uno dei suoi dischi più belli: Stormblåst.
Belle atmosfere, glaciali ma anche accattivanti per chi non ascolta questo genere.
I testi, per l’ultima volta in norvegese, sono funzionali al feeling del disco.
L’utilizzo di tastiere e pianoforti (suonati da Stian Aarstad, accusato poi da Shagrath e Silenoz di aver copiato la melodia dello strumentale Sorgens Kammer da un vecchio gioco per Amiga) è fondamentale nel delineare il sound del gruppo.
Anche Shagrath sembra maturato come vocalist.
Dal punto di vista dell'artwork ci troviamo davanti a un libretto poco curato con foto, sempre oscure e cattivissime, dei componenti della band.
Stranamente manca il testo di una canzone, ovvero di Antikrist, una canzone che nonostante la lingua norvegese è abbastanza palese di quale tema tratti.
A causa delle precedente accusa di plagio, nel 2005 questo disco venne ri-registrato dal duo Shagrath-Silenoz (con Hellhammer alla batteria come turnista), eliminando la canzone Sorgens Kammer e sostituendola con la nuova Sorgens Kammer - Del II.
Poco più di un anno dopo aver dato alle stampe il disco, la band cambia formazione (Nagash prende il posto di Tristan al basso) e si accasa ad una major come la Nuclear Blast.
Il passaggio dalle etichette indipendenti e senza compromessi ad una multinazionale potente come la Nuclear Blast è un colpo ulteriore alla credibilità “true” della band.
Il disco che ne viene fuori è comunque eccellente: Enthrone Darkness Triumphant.
Ottima produzione, arrangiamenti curati e capaci di tessere atmosfere tanto romantiche quanto morbose ed oscure.
La canzone d’apertura, Mourning Palace rimarrà nella storia della band.
Vocals luciferine, chitarre zanzarose e quelle tastiere sono un perfetto connubio fra romantico ed oscuro.
Da queste registrazioni si nota un elemento: il suono della band è mutato.
Spellbound (By The Devil) pezzo duro ma allo stesso tempo sinfonico.
Le tastiere di Stian Aarstad coprono un ruolo fondamentale in episodi come la sognante e misteriosa In Death’s Embrace o nella quasi ballad A Succubus In Rapture, altra hit insieme a Tormentor Of Christian Souls.
Relinquishment Of Spirit And Flesh e Master Of Disharmony sono a tutti gli effetti due brani di Black Metal veloce e maligno.
Da questo momento in avanti sarà solo un proseguire su questa strada arricchendo gli arrangiamenti, la grandeur e tutta una serie di elementi che diverranno, poi, il sinonimo del sound dei Dimmu Borgir (considerati, dai più, dei venduti).
Nel 1999 esce Spirtual Black Dimensions.
Mustis diventa membro ufficiale e, come guest vocals, viene chiamato ICS Vortex (conosciuto fino a quel momento per il suo lavoro nei Borknagar).
Il disco presenta canzoni più dure, orchestrate ed oscure rispetto a quello precedente (tipo Reptile, ma il particolare che si staglia su tutto è la presenza delle clean vocals.
Quest’ultime sono un sintomo di uno spostamento lento della barra musicale dal Black Metal (anche se sinfonico) verso lidi più gotici.
Basta ascoltare anche la malsana e strana Arcane Lifeforce Mysteria.
Nel 2001 la band norvegese rientra negli studi di registrazione, le novità sono tante e si nota l’ennesimo cambio di line-up: fuori Astennu per Galder alla chitarra, fuori Nagash e dentro Vortex al basso ed anche Tjodlav viene sostituito dal turnista di lusso Nicholas Barker alla batteria, ex dei Cradle of Filth.
Anche in cabina di regia c’è un mutamento: per la prima volta da anni niente Tagtgren, al suo posto viene chiamato l’altrettanto esperto Nordstroem.
L’album che ne esce, Puritanical Euphoric Misanthropia, è un decisivo passo avanti sulla strada evolutiva della band (cosa non positiva comunque).
L’utilizzo di una orchestra in carne e ossa rende il sound ancora più magniloquente, mentre il timone del songwriting (prima stabilmente nelle mani di Shagrath e Silenoz) viene ripartito fra Mustis, Galder, Shagrath e Silenoz.
Qui il Black Sinfonico si sposa con il Gothic ed oserei dire un sound più alternativo/elettronico (anche industriale).
I testi stavolta virano dall’espresso anticristianesimo/satanismo ad un più criptico livello di lettura.
L’esuberanza giovanile, la foga anticristiana, viene mitigata in testi a più livelli di lettura, meno diretti e più suscettibili di interpretazione.
A livello d’immagine, come si può immaginare, questo ammorbidimento dei temi ha portato notevoli vantaggi: da band di nicchia e fruibile solo da chi il genere lo conosce, i Dimmu Borgir diventano appetibili anche ad una maggior quantità di gente.
L’elemento pauroso, blasfemo, sconcertante è sparito.
Fra tutti i brani spiccano, anche per la loro riproposizione live, Kings Of The Carnival Creation e l'elettronica Puritania.
Tra una ristampa e l'altra, esce il sesto full-length nel 2003, con il titolo Death Cult Armageddon per la registrazione del quale la band si avvale della collaborazione dell'orchestra sinfonica di Praga.
L'album è un parziale ritorno alle vecchie sonorità e ottiene riscontri positivi.
Apre le danze Allegiance, canzone cadenzata e dotata di un’atmosfera quasi spettrale, preludio al capolavoro Progenies Of The Great Apocalypse per via dei suoi arrangiamenti orchestrali che raggiungono livelli di ricercatezza mai sentiti prima d’ora.
For The World To Dictate Our Death è un capolavoro di raffinatezza ed esecuzione tecnica.
Disco come detto abbastanza positivo (anche se ovviamente lontano dai primi 3 capolavori).
Intanto Nicholas Barker viene improvvisamente licenziato nel 2004.
Nel 2007 esce In Sorte Diaboli con l'etichetta Nuclear Blast.
La cover viene censurata negli USA.
L'album, incentrato sulle vicissitudini dell'apprendista di un vescovo che abbandona la vita religiosa in favore delle tenebre, ha riscosso un ottimo successo risultando il primo album metal a raggiungere il traguardo del disco d'oro in Norvegia.
Come si dice? Squadra che vince non si cambia.
Infatti in questo disco non c'è un'evoluzione di sound rispetto al precedente.
L’opener The Serpentine Offering sembra riportare ai tempi migliori, sinfonicamente maligna come ogni Dimmu-fan si attende.
Anche la seguente The Chosen Legacy resta di alto livello, così come The Conspiracy Unfolds.
La produzione è buona rispetto al risultato che si voleva ottenere, tutti i sinistri brani scorrono via come devono fare, con alcune aperture che forse faranno storcere il naso ai puristi del Black più intransigente.
Infine nel 2010 esce Abrahadabra.
Per quanto riguarda i testi abbiamo una specie di concept-album dedicato a Crowley come detto..
Il disco è stato anticipato da due canzoni: Gateways (video) e Born Threacherous, abbastanza mediocri.
La prima inserisce cori femminili, la seconda è una specie di Black N'Roll.
Il disco per la prima metà segue questa falsariga, prima di perdersi nella seconda parte e trascinarsi stancamente verso la fine.