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martedì 29 dicembre 2015

La Storia Degli Hawkwind: LSD ed Altre Stranezze

Gli Hawkwind si formarono a Londra nel 1969.
Nati per iniziativa del chitarrista Dave Brock nel fermento psichedelico della Londra di fine anni 60, gli Hawkwind sono una delle band più longeve della storia del Rock.
Autori di una proposta musicale che spazia dal Prog Rock allo Space Rock con chiare influenze Acid e Psichedeliche.
Nel corso della carriera sono stati innumerevoli i cambi di formazione e aggiunte di componenti.
Ebbero inoltre una grande importanza storica, successo incrementato grazie anche alle prime esplorazioni spaziali e dallo sbarco sulla Luna del 1969.
Proprio in quell'anno Dave è, come molti altri astri nascenti del rock, un artista di strada: suona, è un grande appassionato di fantascenza e fa uso di LSD.
Proprio a Londra incontra un giovanissimo bassista, John Harrison, al quale in breve si aggiunge un batterista diciasettenne, Teddy Ollis.
Grazie all'unione del sassofonista e tastierista Nik Turner e Dick Mik, vecchie conoscenze di Brock, nascono i Group X(nome inventato sul momento prima di un concerto), embrione creativo di quelli che diventeranno Hawkwind Zoo e, nel novembre dello stesso anno, semplicemente Hawkwind.
Parlare di lineup è comunque un'impresa titanica, come da qui a poco vedremo.


LE DROGHE PSICHEDELICHE, I CAMBI DI LINEUP E L'ARRUOLO DI LEMMY
La particolarità della band è che l’unico punto fisso era il fondatore Dave Brock, attorno al quale si muoveva un numero imprecisabile di musicisti (sino a nove).
Il chitarrista Lloyd Langton se ne era appena andato, e lo aveva fatto per bene dato che, durante un festival che prevedeva la partecipazione degli Hawkwind (in realtà non erano stati nemmeno invitati) aveva preso una quantità di acido inverosimile(LSD), si era alzato per fare due passi e scomparve nel nulla per 5 anni.
Nel concerto citato si presentarono senza avere un nome (scelsero Group X, poco prima) e senza pezzi in repertorio.
Langton morirà nel 2012, dopo una lunga battaglia con il cancro.
Anche Harrison lasciò la band per abuso di droghe.
Nello stesso modo appena prima di un concerto dell’Agosto del 71 a Powis Square, il bassista Dave Anderson non si presentò all’evento mandando nel panico la band, almeno...quelli di loro che, nonostante fossero in preda a qualche trip, erano in grado di rendersene conto.
Anderson lasciò il suo strumento nel furgone, con ciò fornendo al sostituto, chiunque fosse, il modo di prenderne il posto.
Gli altri musicisti giravano per la piazza cercando qualcuno che sapesse suonare il basso, e Dikmik, che in realtà voleva solo qualcuno che gli facesse compagnia nella ricerca di LSD (mentre tutti gli altri si facevano di solo acido ed eroina), indicò un esterrefatto Lemmy dicendo: “Lui è un bassista”.
Al che il cantante/saxofonista Nik Turner gli si avvicinò e riuscì in pochi secondi a trasmettere al Lemmy Kilmister tutti i più reconditi segreti del quattro corde: “Fai un po’ di casino in MI, il pezzo si chiama You Shouldn’t That”.
Uno stralunato Lemmy venne quindi sbattuto sul palco dove la band ovviamente attaccò con un altro pezzo in una tonalità completamente diversa.
Come da perfetta tradizione Hawkwind l’entrata di un nuovo membro nella band non fu mai ufficiale.
Il nucleo centrale della band era di sicuro affidamento musicale, essendo composto da Brock, dal frontman Nick Turner e e dal batterista Terry “Borealis” Ollis.
Ollis ingurgitava grosse quantità di tranquillanti che finirono per tranquillizzarlo al punto da lasciarlo completamente fermo durante uno show live della band.
Inoltre amava suonare completamente nudo.
Verrà poi sostituito da Simon King, il batterista degli Opal Butterfly.
La musica degli Hawkwind essa era basata sulle opere di Moorkcock e sul palco i suoi versi erano letti talvolta da Bob Calvert, un poeta-performer che girava attorno al nucleo principale del gruppo (morto giovane dopo vari ricoveri in manicomio per abuso di Valium).
Il neo-bassista si trova molto a suo agio con quella marmaglia di sballati che compongono gli Hawkwind, e la cosa produce un ulteriore aumento esponenziale del suo consumo di stupefacenti.
Nel 73 la band arriva negli USA, gli States producono una fortissima impressione su Lemmy, e, manco a dirlo, anche là i ragazzi non incontrano nessun problema a rifornirsi di PCP ed acidi vari.
Nonostante sia Dave Brock il maggior compositore della band, il buon Lemmy non disdegna affatto la scrittura, ed alcuni brani degli Hawkwind recano già la sua firma, tra queste The Watcher ed una canzone che poi gli sarebbe tornata molto utile in seguito e che nella versione originale scritta durante il loro ultimo tour oltreoceano prevede anche la presenza del violino.
Il pezzo si intitola Motorhead.


DICK MIK E LEMMY ARRESTATI E CACCIATI DALLA BAND
Al termine del tour 1973 però l’equilibrio interno della band comincia a creparsi.
Dick Mik se ne era già andato per poi finire in galera come spacciatore e Lemmy aveva una personalità troppo grande, per non urtare il resto del gruppo e Dave Brock in particolare.
Il pretesto per il suo allontanamento viene fornito dalla polizia Canadese che trova del solfato di anfetamina addosso al bassista scambiandola però per cocaina, ma lo sbatte in prigione.
La band che intanto aveva proseguito per Toronto, paga la cauzione, lo fa suonare e poi in piena notte lo licenzia.
E’ di nuovo solo, ma ormai non ha più intenzione di cercare un gruppo in cui suonare, ne formerà uno tutto suo: i Motorhead (il nome vi ricorda qualcosa?).
Ma questa è tutta un'altra storia.


I DISCHI
Il primo album omonimo Hawkwind uscì nel 1970, prodotto per Liberty e United Artists.
La prima traccia, "Hurry On A Sundown", definisce le linee guida dello stile che li renderà famosi, fatto di versi ripetuti molte volte e parti melodiche alternate ad altre decise e quasi ossessive.
"Be Yourself" inizia con la stessa identica linea di batteria di "A Saucerful Of Secrets", prima di svilupparsi liberamente.
Nonostante queste premesse, l'album non è un grosso successo, ma gli Hawkwind trovano la vera consacrazione nella loro dimensione live.
Celeberrimo è il concerto tenutosi fuori dai cancelli del Festival di Wight, ove erano ospiti indesiderati: tre giorni di musica gratis che valsero alla band una grande notorietà.
In Search Of Space (1971) è un grande successo, che scala le classifiche britanniche di quell'anno, arrivando fra i primi 20.
Lo stile Hawkwind è ora definito, grazie a Dave Anderson al basso e di Del Dettman al Synth.
Il genio creativo e anima del gruppo Dave Brock, mischia Pink Floyd, Grateful Dead e i più cupi Gong e vi unisce testi di ispirazione fantascientifica e chitarre grezze, fisse su semplici accordi ripetuti quasi allo sfinimento, creando un Rock spaziale, ossessivo, ipnotico, progressivo.
E' una musica selvaggia e semplice quella che genera "You Shouldn't Do That", più di 10 minuti su soli 2 accordi, una batteria martellante, il sax di Turner e l'improvvisazione soprattutto della chitarra come alternativa alla monotonia del suono di fondo.
Su questa linea si inserisce anche "Master Of The Universe", uno dei loro classici, dominato dalla presenza del synth a riprodurre il rombo dei motori della nave spaziale Hawkwind, le cui avventure sono riportate nel libretto "The Hawkwind Log", contenuto nell'artwork del LP, fra incontri con civiltà aliene, filosofia hippie, occultismo: un vero oggetto di culto per appassionati di vinili.
"You Know You're Only Dreaming" è il sottofondo perfetto col quale lasciarsi andare all'immaginazione; molto interessanti sono anche i due pezzi elettro-acustici, "We Took The Wrong Step To Go" e soprattutto "Children Of The Sun".
Il tour di In Search Of Space è un successo per diversi motivi, primo fra tutti le scenografie fantascientifiche, corredate da costumi eccentrici, giochi di luci e di bolle del Liquid Light Show.
Canzoni lunghissime prolungate all'eccesso, 4 ore di show, più Stacia (ballerina ingaggiata dalla band che danza seminuda).
A inizio 1972 "Lemmy" Kilminster entra a far parte della band come bassista, accompagnato da Simon King, nuovo batterista.
Nel novembre dello stesso anno gli Hawkwind pubblicano un nuovo album, Doremi Fasol Latido.
E' inoltre il loro primo concept, elaborato tramite l'aiuto del poeta di fantascienza Robert Calvert, che collaborerà a lungo con la band.
La storia racconta dei rituali da eseguire dal popolo degli Hawkwind per tornare a Thorasin, fra incontri con Venusiani, battaglie con re spaziali ed attacchi misteriosi.
L'iniziale "Brainstorm" è accompagnata da disturbi elettronici.
Il suono è ovviamente ripetitivo e martellante.
La bellissima "Space Is Deep" rappresenta uno dei manifesti della bravura della band, che dopo una parte acustica eterea iniziale si lascia andare a un assolo di tastiere.
"Lord Of The Light", mette in evidenza la bravura di Lemmy, in uno dei suoi primi potenti giri di basso, e in "The Watcher", per la prima  volta con chitarra acustica e vocals.
"Down Through The Night", è oscura e sospesa fra la voce di Brock e il synth, dando vita, in soli tre minuti, a uno dei momenti più spaziali della storia degli Hawkwind.
"Time We Left This World Today", è un labirinto di 13 minuti di distorsioni, giri di basso maniacali e perfetti, dialoghi tra sax e synth.
"Urban Guerilla", causa alla band i primi problemi con le radio per i forti contenuti di rivolta urbana, in un periodo reso incandescente dagli attentati dell'Ira a Londra.
Space Ritual, è uno dei live più significativi e mastodontici della storia del rock.
Raggiungerà la posizione numero 9 nelle classifiche inglesi del 1973, miglior risultato di sempre della band di Brock.
Rappresenta una selezione di brani ridotti complessivamente fino a un'ora e mezza e contiene in maggioranza brani dell'ultimo LP più alcuni inediti.
Questo LP fa la storia fra improvvisazioni e meravigliosi pezzi strumentali.
"Born To Go" (con un ipnotico assolo di chitarra improvvisato di 5 minuti) fa la storia.
Nel 1973 viene pubblicato Hall Of The Mountain Grill, anch'esso proiettato nella Top 20 d'Inghilterra.
Qui viene usato anche il violino ma il tipico suono della band non si snatura eccessivamente, ma si lascia contaminare da influenze più tipiche del Prog classico, la chitarra è sempre ripetitiva e potente, ma lascia spazio anche ad aperture più "leggere" ed eleganti e la batteria alterna momenti martellanti a suoni più melodici.
Il synth e chitarra di "Psychedelic Warlords" e i cori, mellotron e violini di "Wind Of Change" portano band ed ascoltatori su altri pianeti.
Il disco non cala di interesse: con "D-Rider" l'ascoltatore è proiettato da misteriose lande lunari a tunnel di enormi buchi neri, "Web Weaver" è un'alternanza fra pianoforte, chitarra acustica e synth impazzito, "You'd Better Believe It" è ottima.
"Lost Johnny" è Hard Rock e "Paradox", un vero e proprio riassunto delle influenze e dei suoni che si possono incontrare ascoltando il disco.
Nel 1975, con Warrior On The Edge Of Time, gli Hawkwind giungono alla propria maturazione tecnica.
"Assault On Battery" e "The Golden Void", infatti, fortemente influenzate dal consumo di droghe, sono due delle migliori canzoni di Brock e compagni, con la loro dimensione oscura e fantastica.
"Assault" e "The Golden Void" sono molto floydiane, "The Demented Man" è una ballata acustica malinconica ed eterea.
"Spiral Galaxy" è un potentissimo viaggio spaziale fra synth e chitarra elettrica.
La canzone alla quale si può associare il disco è però "Magnu", la sesta traccia: sette deliranti minuti di suoni lisergici e orientaleggianti con un finale folle.
Anche questo lavoro si mantiene sui livelli di vendite dei precedenti, ma qualcosa lentamente inizia a incrinarsi nei rapporti fra i componenti della band.
Come detto durante il tour americano, Lemmy viene trovato in possesso di anfetamine e cocaina dalla polizia canadese.
Il bassista viene trattenuto in carcere per un lungo periodo e il gruppo è costretto ad annullare quasi tutte le date rimanenti.
Lemmy è fuori dalla band.
Negli Hawkwind il cambiamento, forse troppo sottovalutato, mina i fragili equilibri; poco dopo Stacia lascia il mondo della musica e il gruppo passa alla Charisma Records.
Astouding Sounds, Amazing Music (1976), si distingue per il singolo "Back On The Streets".
Nello stesso anno, Turner e Rudolph vengono allontanati a causa dei difficili rapporti con gli altri membri del gruppo, ormai sempre più controllato dal duo Brock-Calvert, analogamente a ciò che successe ai Pink Floyd con la leadership di Waters e Gilmour.
Quark, Strangeness And Charm (1977) rappresenta l'ultimo disco di grande qualità del gruppo ed è un buon successo commerciale, soprattutto grazie a "Spirit Of The Age".
Grande pezzo anche "Back On The Streets" che mantiene qualche residuo degli assoli psichedelici dei primi anni 70.
"Hassan-I Sabbah" ha influenze mediorientali e un testo ispirato ai problemi israeliano-palestinesi del periodo, "Damnation Alley" e "The Iron Dream", ispirati agli omonimi romanzi di fantascienza di Zelanzy e Holst.
Tutte le tracce sono scritte dal poeta Calvert e concepite per rendere al meglio in formato live.
Il tour di fine anni 70, però, è funestato dai crescenti problemi mentali del poeta e il nuovo album, PXR5, ritarda l'uscita di un anno.
Sia questo, sia il precedente, "25 Years On", prodotto come Hawklords per problemi legali relativi alla proprietà del nome, si rivelano un miscuglio fra il vecchio sound psichedelico e il Pop/Rock.
Da menzionare "25 Years" la hit di maggior successo e "Uncle Sams On Mars".
Intanto Calvert licenzia il neo batterista Griffin e si dedica completamente alla letteratura (anche per scongiurare un esaurimento nervoso ed un crollo mentale e psichico).
Nel 1980 arriva Levitationche segna un ritorno al sound degli anni 70, contaminato però da Punk e New Wave.
La scelta si rivela economicamente vincente, riportando il gruppo fra i primi 20 nelle classifiche britanniche. Di notevole rilievo è "Motorway City", singolo di maggior successo per la band nell'intero decennio.
Sulla stessa linea la title track e "Who's Gonna Win The War".
L'album successivo, Sonic Attack, si mantiene sugli stessi binari aggiungendo però anche influenze Hard Rock/Heavy come in "Angels Of Death".
Il resto degli anni 80 è un continuo avvicendarsi di formazione, che regala i momenti migliori nelle partecipazioni come headliner a molti festival, fra cui Reading, Glastonbury e il celebre e suggestivo Free Festival di Stonehenge.
Gli album Choose Your Masques e Church Of Hawkwind non lasciano il segno però racchiudono notevoli punti oscuri, fra cui la registrazione del commento dell'assassinio di Robert F. Kennedy in "Some People Never Dies".
Il concept album The Cronicle Of The Black Sword (1985), è ispirato a storie e personaggi dei romanzi di Moorcock, come il successivo The Xenon Codex (1988).
Entrambi gli album raggiungono livelli discreti ma il successo è ormai passato.
Il primo album del decennio, Space Bandits, si mantiene sul livello degli ultimi del decennio precedente, con contaminazioni Ambient come testimonia "Black Elk Speaks",
Il secondo disco in studio del decennio, Electric Tepee (1992), riporta gli Hawkwind fra le prime 50 posizioni delle classifiche inglesi dopo anni grazie soprattutto al bel singolo "Right To Decide", l'ennesimo tentativo della band di adattarsi ai nuovi tempi.
Nel 1995 gli Hawkwind realizzano la colonna sonora del film Alien 4.
Ne scaturisce un buon album dove oltre al sound classico troviamo influenze Noise ed Alternative tipiche del decennio Novanta.
Ne è emblema "Sputnik Stan".
Il penultima album in studio degli anni 90, Distant Horizons, rappresenta l'ultimo distante orizzonte raggiunto da Brock e compagni: la hit "Love In Space" rivela addirittura massicce contaminazioni con la musica elettronica del decennio.
Segue In Your Area (tracce dal vivo e in studio) nel 1999 e Spacebrock nel 2000.
In seguito vengono realizzati Take Me To Your Leader (2005) che vede la collaborazione con Lemmy dopo il licenziamento del 1975, e Blood Of The Earth (2010), doppio in parte in studio (con inediti e nuove versioni di canzoni già pubblicate) e in parte live (con una versione di "Long Gone" di Syd Barrett).
Il 25esimo album in studio (e ultimo, per il momento) è Onward uscito nel 2012.


L'ABUSO DI DROGHE ED ALTRE STRANEZZE
Dave Brock era solito allontanarsi dalla band per vagare nudo per le campagne, era contrario a pagare le tasse ed aveva un debole per le studentesse.
Una volta Terry Ollis, preda di tranquillanti ed altre droghe, cadde dal furgone della band, nessuno se ne accorse e proseguirono il loro viaggio(con ciò testimoniando l’alta "reattività" di tutti).
Moorcock era solito appendere dietro la porta amichevoli cartelli con scritte come: ”Se non rispondo al primo suono del campanello non suonate ancora, altrimenti esco e vi ammazzo. Significa no, non sono in casa o comunque non ho voglia di vedervi, andate a fare in culo, sto scrivendo, lasciatemi fottutamente in pace”.
Una volta Dikmik e Lemmy, completamente fatti di Dexedrina, pensarono di calmarsi col Mandrax, poi per riprendersi presero altra anfetamina, il tutto prima di un concerto. 
Giunti alla Roundhouse si fecero di cocaina, poi presero alcune pillole di eccitanti ed un po’ di acido. Arrivato il momento di suonare non riuscivano più a muoversi, col risultato che i roadies gli inchiodarono le scarpe al palco per impedire che cadessero. 
Sembra sia stata una delle migliori esibizioni degli Hawkwind.

La Storia Dei Motorhead e Di Lemmy: Una Vita Fatta Di Eccessi

"Dimenticate Keith Richards e gli altri stronzi sopravvissuti a se stessi, diventati miliardari tra lussi e modelle. Lemmy non ha mai smesso di scrivere canzoni e andare in tour: è lui il maestro, il vero cattivo, il Rock'N'Roll".

I Motorhead si formarono a Londra nel 1975 grazie a Ian "Lemmy" Kilmister.
Motorhead sta normalmente ad indicare un individuo amante dei motori, ma anche, in gergo, chi s'impasticca in dosi massicce.
Pare che il nome scelto inizialmente fosse "Bastard".
Nacque a Stoke ma visse in Galles: lì gli inglesi vengono chiamati "Lemmy" (caproni) e Kilmister era fiero di ciò.
Ispirarono l'Heavy Metal inglese e il Thrash/Speed americano degli anni 80 e furono una vera e propria forza della natura.
Lemmy nato il 24 dicembre 1945 a Stoke-On-Trent, cittadina dell'Inghilterra tra Manchester e Birmingham, Kilmister approdò in giovane età alla musica psichedelica con la sua band: gli Hawkwind.
Kilmister ne fu il bassista tra il 1971 e il 1974 (negli album capolavoro "Doremi Fasol Latido", "Space Ritual", "Hall Of The Mountain Grill") e vi trovò tutta l'ispirazione per quella musica violenta e martellante che sarà in seguito dei Motorhead.
Lemmy, lascia (causa problemi personali legati alla droga) gli Hawkwind, dopo aver registrato per loro il singolo, guarda caso, "Motorhead".
In realtà viene allontanato dalla band perchè arrestato (viene trovato in possesso di amfetamine ed altre sostanze stupefacenti).
Per chiarirsi comunque: non che gli Hawkwind facessero una vita "pulita".
Ed è così che, in seguito, nascono i Motorhead: Lemmy suona il basso ed urla bestemmie (voce raschiata da milioni di sigarette) come nessun altro, con una forza, e un impeto selvaggio mai visti prima, Eddie Clarke è il chitarrista con le sue sferzate taglienti, Phil "Animal" Taylor è il batterista più potente dell'epoca.
Lo scopo dichiarato del gruppo quando si formò fu di essere la "peggiore e più rumorosa band del mondo".
Lemmy alcolista e misantropo sposò, con una notevole dose di brutalità primitiva e autoironia, tutti gli eccessi autodistruttivi di Jimi Hendrix e simili.
Il suono dei Motorhead, la band più volgare e politicamente scorretta della storia, é: semplice, potente, inarrestabile, Rock N'Roll.
Mischiano l'Heavy Metal, il Rock e il Punk ed influenzano, come detto in precedenza, lo Speed Metal americano.


I DISCHI
Nel 1976 è prodotto "On Parole"(uscirà però solo nel 1979), nell'anno seguente "Motorhead".
Ok non sono esordi che lascerebbero presagire quello che, poi, la band sarà.
I suoni sono, si, abbastanza potenti ma compositivamente parlando siamo lontani dagli anni successivi.
La produzione è bassa e sporca, i testi già volgari, offensivi, malvagi, ironici, iperrealistici.
Ci sono anche influenze Blues negli assoli.
Nel 1979, è la volta di Overkill.
La titletrack inizia martellando e finisce in modo terremotante, essa è basata su un ossessivo susseguirsi di accelerazioni, dove trova però posto la sguaiata voce di Lemmy.
Sul finale del pezzo la canzone si ferma un secondo, e quando riparte lo fa come un incontenibile terremoto che travolge tutto grazie ai tre strumenti ben in vista.
Non che "Stay Clean", "I'll Be Your Sister" e "Capricorn"( l'atmosfera si incupisce) siano da meno.
"No Class" diverrà un altro classico della band.
"Tear Ya Down" rallenta i ritmi, idem "Metropolis" e il suo incedere sabbathiano.
Anche "Bomber" esce nel 1979 ed è un altro grande capolavoro.
"Poison", "Stone Dead Forever" sono incredibilmente Motorhead, "Talking Head" sorprende per la sua melodicità, "Sweet Revenge" sembra prendere da Black Sabbath ed Hawkwind.
"Step Down", è Heavy ma quasi Country nel suo incidere.
"Bomber" è la "No Class" della situazione.
Un album vario, particolare, introspettivo.
"Ace Of Spades" esce nel 1980 ed è il disco in studio che ha avuto più successo dei Motorhead: il suo motto è quello di Lemmy (dal brano omonimo e d'apertura dell'album): "Born To Lose - Live To win".
La produzione e il mixaggio sono perfetti.
Le atmosfere Country/Western rimangono ma la potenza la fa da padrone.
"Shoot You In The Back" sottolinea proprio l'amore di Lemmy per i Western.
La titletrack grazie al suo riff e non solo diviene un inno generazionale, "The Hammer" è duro e puro Heavy Metal, invece in "Live To Win" troviamo un Taylor super ispirato alla batteria.
"Fast And Loose" e "(We Are) The Road Crew", altro classico del gruppo, con una buona performance di Lemmy al basso.
Non che "Fire, Fire" e "Jailbait" siano da meno (molto rivalutate con il passare degli anni).
La band ad inizio anni ottanta era una vera e propria macchina da guerra live e "No Sleep 'til Hammersmith" ne è la prova: la chitarra velocissima di Eddie "Fast" Clarke, il basso pesantissimo e la voce rauca di Lemmy e, non ultima, la batteria incredibile di "Animal" Taylor.
Tutti i classici del gruppo sono raggruppati in questo concentrato vinilico di metallo pesante.
In seguito i Motorhead danno alle stampe "Iron Fist" (1982), dove si distinguono la titletrack e "Loser".
Ma c'è anche "Sex And Outrage", che rimanda forse ad "Ace Of Spades".
O l'ottima "Speadfreak" e le sue distorsioni.
Questo disco sembra mostrare un po' la corda: c'è la componente del clichè, del superfluo, forse dell'autoplagio.
Su "Another Perfect Day" (1983) la nota più importante è la dipartita di Eddie Clarke, che potrebbe essere presa a simbolo anche della fine del periodo classici del gruppo.
L'album vede inoltre una ricerca della melodia e del ritornello, a scapito dell'impatto sonoro.
Ok "Dancing On Your Grave" e "Rock It" non sono male ma sembra che il meglio della band sia ormai passato.
Su "Orgasmatron" (1986) Lemmy è rimasto il solo della formazione originaria.
Adesso il suono del gruppo è meno grezzo di quello passato e sicuramente meno potente.
L'epica "Claw", "Mean Machine" e "Doctor Rock" mantengono livelli accettabili, la titletrack strana e particolare verrà rivalutata in seguito (coverizzata anche dai Satyricon).
In "Rock And Roll" (1987), con Taylor di nuovo alla batteria, i Motorhead fin dal titolo ribadiscono ancora la loro natura irriducibile e senza compromessi.
"Stone Deaf In The USA", "Wolf", "Dogs" sono discreti pezzi che ovviamente non dicono nulla di nuovo nè aggiungo pepe alla carriera della band.
"1916" (1991) prova ad innovare e segna una piccola svolta nella carriera della band.
"Shut You Down" è il brano più potente, "Love Me Forever" una ballata, "On To Sing The Blues" la confessione di cosa si cela dietro il Rock.
"Going To Brazil" e "Angel" sono poi due tipici brani Rock, invece "R.A.M.O.N.E.S." è un tributo all'altra grande band amata da Lemmy.
"March Or Die" (1992) sembra la solita minestra riscaldata, rivitalizzata da "Bad Religion" e "Jack The Ripper", dei ritmi veloci e fuoriosi sembra non esserci più traccia comunque.
Niente che passerà alla storia.
"Bastards" (1993) riaffila le lame e si ritorna ai grandi ritmi (più o meno), alla violenza, al sound grezzo del passato.
L'album grazie a pezzi come "Death Or Glory" e "I'm The Sword" sembra promettere bene, poi si perde.
La particolarità del disco è che è l'unico autoprodotto della band e che "Born To Raise Hell" aprirà le porte del mainstream alla band (grazie anche alla comparsata nel film "Airheads").
"Sacrifice" (1995), l'album del ventennale di attività, rallenta, abbrutisce e incupisce il suono.
La titletrack è ottima, idem la velocissima "Sex And Death" e "Over Your Shoulder".
"All Gone To Hell" e "In Another Time" con i suoi assoli si lasciano ascoltare.
Disco che presenta più buone tracce che filler, sicuramente tra i migliori degli anni 90 della band.
"Overnight Sensation" (1996) ripunta tutto sulla velocità e come su "Aces Of Spades" in copertina troviamo una foto della band (che per l'occasione torna anche come trio).
Ai buoni ritmi e discreti ritornelli troviamo alternate anche influenze Blues ("Crazy Like A Fox" e "Broken") e ballad (come "I Don't Believe A Word").
"Snake Bite Love" (1998) è una collezione di eccessi e di canzoni abbastanza veloci e con ritmi furiosi che sembrano rimanadare ai primi anni della band.
"Better Off Dead", "Desperate For You", "Dogs Of War" si lasciano ascoltare.
Dopo di questo disco, segue il più pacato "We Are Motorhead" (2000) accompagnato da "Slow Dance", il Rock N'Roll banaluccio della titletrack, l'orecchiabilità di "Out Of Lunch" e la cover dei Sex Pistols "God Save The Queen".
"Hammered" (2002) insiste sull'introspezione piuttosto che sulla pesantezza e lo sfondamento.
E' un buon disco Hard Rock con brani non di certo che rimarranno nella leggenda ma sicuramente non si può dire che si tratti di una band commerciale.
"Down The Line" e il singolo "Brave New World" sono buoni pezzi, "Serial Killer" è una canzone molto particolare.
Troviamo come bonus anche la canzone "The Game" (utilizzata dal wrestler Triple H).
"Inferno" (2004) è un'ennesima massiccia porzione di ritmi Rock e sporchi.
"Terminal Show" vede la partecipazione come ospite di Steve Vai(idem in "Down On Me"), invece "Killers", "In The Black" e "In The Name Of Tragedy" sono Motorhead al 100%.
"Whorehoude Blues" è appunto una canzone Blues al 100% con Lemmy che suona addirittura l'armonica.

Steve Vai: "L’ incontrai al Rainbow Bar and Grill e gli dissi: “Allora, quando mi chiederai di suonare un assolo in un disco dei Motörhead?”. 
Lui disse: “Sarò da te mercoledì a mezzogiorno”. Ci vollero alcune ore per registrare gli assoli, ma dopo noi due ci siamo seduti e abbiamo parlato per almeno dieci ore. Ha bevuto una grande quantità di alcool ma non ha balbettato neanche una volta, non ha mai parlato in modo strano e non ha mai perso il suo brio. Era acuto, sveglio e straordinariamente presente in ogni momento. Non riuscivo quasi a crederci. Il disco nel quale ho suonato per lui era “Inferno” e alcuni giorni dopo Lemmy mi spedì un accendino con una scritta incisa. E’ bello, vero? Le storie che raccontava erano affascinanti e mi sono reso conto di quale persona eccezionale fosse". 

Nel 2006 esce "Kiss Of Death", ennesimo esercizio di stile Motorhead che nulla aggiunge a quanto Lemmy propone da trent’anni neanche nulla toglie.
Pezzi Rock, altri Blues, ballad e via dicendo.
In "Goind Down" troviamo sul finire della canzone anche una citazione in italiano.
Stesso discorso per il successivo "Motörizer" (2008) trainato da "Rock Out" e, in particolare, per "The Wörld Is Yours" del 2011, loro ventesimo album, tra boogie distorti (“Born To Loose”), influenze Punk (“I Kow How To Die”, “I Know What You Need”), ritornelli viziosi (“Get Back In Line”, che, in ogni caso, ha il piglio del vero classico), pezzi Metal (“Outlaw”) e trascinanti “Devils In My Hand”, con il chitarrista Philip Campbell e il batterista Mikkey Dee perfetti nell’assecondare la voce rauca ma, comunque, non ancora consumata dal tempo dell’inossidabile Kilmister.
Il 21 ottobre 2013 esce "Aftershock", registrato a inizio anno, ovvero prima dei problemi salute di Lemmy, che lo terranno lontano dai palchi per un po’.
Non manca niente: elettrizzanti assoli ("Coup De Grace", "Do You Believe"), Blues ("Lost Woman Blues", "Dust And Glass"), canzoni velocissime ("End Of Time", "Going To Mexico", "Queen Of The Damned").
Chiude (forse in modo definitivo) la loro carriera "Bad Magic" (2015), infatti dopo 4 mesi dall'uscita del disco il 28 Dicembre 2015 Lemmy passerà a miglior vita.
Una band che, appunto, sembrava immortale.
Riguardo il disco: tra mid tempos rocciosi("The Devil"), assoli, up tempo e ritornelli viziosi ("Electricity") si toccano buoni livelli compositivi.
Poi tra rallentamenti ed assoli Blues, si giunge alla ballad struggente "Till The End".
La verità qual è? Che pur non cambiando radicalmente sound nè copertine ed aggiungendo qua e la piccole variazioni i Motorhead sono stati protagonisti di una carriera assolutamente indimenticabile tra gli alti degli esordi, la rispettabilità nella carriera di mezzo e il Blues negli ultimi anni.


I CONTRASTI CON GLI W.A.S.P. E BLACKIE LAWALESS
Nel 1997 i Motorhead partirono in un'importante tournée mondiale con gli W.A.S.P.
Questo tour fece scalpore per il violento contrasto che nacque tra i due gruppi, conclusosi addirittura con una rissa.
Motorhead e W.A.S.P. si erano accordati prima di iniziare il tour per alternarsi il ruolo di headliner durante le varie tappe.
Gli W.A.S.P. però (forse per incomprensioni) non avevano del tutto accettato questa divisione e iniziarono ad ostacolare i compagni di tour.
In un primo momento gli W.A.S.P. cercarono di discutere verbalmente di questo fatto con gli stessi Motorhead, che però non accettarono di lasciare il ruolo di attrazione principale in mano solo alla band statunitense.
Così, non dandosi per vinti, Lawless e compagni sabotarono il sistema di amplificazione della band inglese, sperando che il gruppo subisse un ritardo organizzativo tale da assicurargli lo spazio musicale dell'intero spettacolo
La band continuò inoltre ad infastidire i Motorhead spargendo nei loro camerini piume di gallina e altre sorprese, rendendo di fatto la vita on tour della band insopportabile.
Inoltre durante il tour, dopo un concerto a Cincinnati, Blackie Lawless attese Lemmy Kilmister giù dal palco, lo aggredì e si presero a pugni.
Blackie Lawless intervistato in merito alla vicenda non ha confermato né smentito, limitandosi ad affermare di essere in buoni rapporti con Lemmy Kilmister.
Il comunicato ufficiale degli W.A.S.P. nascose i fatti accaduti giustificando l'abbandono dei Motörhead per motivi di soldi.
Infatti pare che gli incassi del tour, che sarebbero stati da spartire tra W.A.S.P. e Motorhead, non erano così elevati da soddisfare entrambe le band, e quindi questi ultimi, avendo calcolato circa 40.000 dollari di perdita, decisero di concludere il tour in anticipo.

Nel 2012 Blackie Lawless, leader degli W.AS.P., tornò a parlare della vicenda: "Si son dette tante corse circa l’alterco che ho avuto con Lemmy.
C’era molta tensione tra noi due durante il tour e alla fine si è scatenata una discussione parecchio accesa.
Conoscevo Lemmy da tanto tempo e i nostri problemi non erano gravi. 
Andavamo assieme per night club per cui gli attriti che c’erano durante il tour erano molto strani, per non dire altro.
Dopo che il tour era terminato l’ho incontrato durante le riprese di uno speciale VH1. 
Abbiamo parlato e discusso un po’ riguardo ciò che era appena successo e ne è venuto fuori che uno degli organizzatori mi aveva detto una cosa e un altro organizzatore aveva detto a Lemmy l’esatto opposto. Questa incertezza sullo svolgimento delle cose ha messo tensione del tutto inutile in un tour che diversamente sarebbe stato molto divertente.
Queste persone che hanno organizzato il tour ci hanno usati come meglio credevano. 
Dopo aver parlato con Lemmy ero davvero arrabbiato con queste persone. Mi avevano usato!
Con Lemmy ci siamo abbracciati e mi ha detto di chiamarlo il giorno successivo.
Sono felice di poter dire che è un mio amico.
Vorrei poter tornare indietro e cancellare tutto ciò che è successo in quel tour.
Tra l’altro, qualche mese fa, eravamo entrambi in tour in Romania. 
Faceva incredibilmente caldo quel giorno! 
Sono andato nel suo camerino a fine concerto e gli ho detto: “Lemmy, qualunque cosa tu faccia, accertati di essere perfettamente idratato o sverrai sul palco!“. 
Mi ha mostrato un bicchiere di Jack Daniels e ha risposto: “Ho intenzione di essere perfettamente idratato là fuori, ci sono un sacco di cubetti di ghiaccio in questo bicchiere!“. Non ho potuto far altro che ridere! Questo è il Lemmy che conosco e che amo!".


LEMMY KILMISTER: TRA ECCESSI DI OGNI TIPO
"Fu un periodo incredibile l'estate del '71: non ricordo più un cazzo, ma non la dimenticherò mai!"

Rigorosamente vestito in nero, camicia, giubbotto, pantaloni stretti, stivali da cowboy, capelli lunghi, basette che diventano barba coprendo solo in parte i due giganteschi nei sulla guancia sinistra.
Voce roca, tanto whiskey(Jackdaniels, Bourbon, etc), due pacchi di sigarette al giorno.
Nei 70 chitarrista vagabondo, ribelle, roadie di Jimi Hendrix ("tra i miei compiti c'era quello di recuperare gli acidi per lui e la band").
Eccessi ed effetti collaterali di ogni tipo, alcool, droghe e tante donne.
Durante la premiazione per il disco d'argento guadagnato per "Bomber", Lemmy è svenuto nel backstage e hanno dovuto far di tutto per ripigliarlo perché doveva suonare il bis. Lui disse che non sapeva perché fosse svenuto, ma poi raccontò ai giornalisti che in realtà poteva immaginarsi la ragione: quei tre pompini che gli avevano fatto appena prima del concerto.
Nel 1986 i Motorhead pubblicano Orgasmatron, la tournée li porta in America.
A New York Lemmy incontra due ammiratrici, le porta in un motel e per far colpo su di loro inizia giocare con le sue katane. Tra whisky, anfetamine e cocaina la situazione degenera e Lemmy fa a fette tende e divani. Le ragazze ridono, si spogliano, si concedono.
Lemmy si sveglia nel cuore della notte e si rende conto del disastro combinato, la cocaina è ancora sparsa sulla moquette.
Allora preferisce dare fuoco a tutto.

"Io faccio quello che voglio da quando sono ragazzo e non smetterò certo in tarda età. Alle rockstar dico solo che basta evitare di promuovere il consumo di droga e di annoiare il mondo quando se ne esce. Mi spiego: quanti ne ha ammazzati Lou Reed con quella stupida canzone ("Heroin")? E perché oggi mi devo sorbire le menate di Eric Clapton e di tutti quelli ripuliti dopo decenni da strafatti?. 
Un solo limite però e riguarda l'eroina. La odio, perché ho visto troppa gente morirne. E so che ora è tornata di moda: anni fa mi hanno invitato a parlarne al Parlamento gallese, però non so se è piaciuto quel che dissi. Parlai di legalizzare l'eroina, tramite somministrazione controllata, ovvio. Ma legalizzerei tutte le droghe: il proibizionismo non ha mai funzionato, e ci si fa perché piace, mai sentito qualcuno che volesse drogarsi per stare male. Il problema oggi è la stupidità diffusa, anche a scuola, dove i ragazzi non imparano più nulla".
Tony Iommi(Black Sabbath): "Lemmy ha sempre vissuto uno stile di vita selvaggio. Ha messo in pratica tutto: sesso, droga e rock and roll. Ha vissuto davvero quella vita e l’ha apprezzata molto.
E’ vero quel che si dice sul fatto che bevesse una bottiglia di Jack Daniel’s al giorno. 
In tour...i Motörhead sono venuti con noi molte, molte volte probabilmente una trentina di volte nel corso degli anni. Avevamo a che fare col loro conto perché loro avrebbero dovuto farci sapere cosa avrebbero preso da mangiare e da bere. Non c’era quasi mai cibo; c’erano sempre due bottiglie di Jack Daniel’s, due bottiglie di vodka, un paio di casse di birra. Questo era il mondo in cui erano. E non è una  novità. La gente sapeva come hanno vissuto. Hanno davvero vissuto quello stile di vita".

Lemmy diede lezioni di basso a Sid Vicious ("ma solo per tre giorni, poi gli dissi che non era roba per lui e invece i Pistols lo presero") e decise di non sposarsi ("ma ho scopato più che potevo e sono felice così").
Il logo dei Motörhead ha fatto ovviamente storia: "Avessimo venduto tanti dischi quante magliette, tatuaggi e tutto il resto saremmo diventati davvero ricchi... C'è gente che ha dato il mio nome ai propri bambini".

"A livello musicale negli anni si è perso il divertimento, oggi tutto è più controllato. E non sto parlando della quantità assurda di telecamere in una città come Londra. Prima ai concerti, nel backstage, avevamo tutta la nostra gente intorno: amici, fan, ragazze ovvio. Poi, per l'ossessione della sicurezza l'accesso è diventato più controllato, limitato".

"Li vedo deboli questi ragazzi delle nuove generazioni, quasi nessuno tra loro ha la forza per fare cose pazze, andare contro le regole, ribellarsi e fare ciò che vuole davvero della propria vita".  

"Detesto i politici, di qualsiasi formazione: perché anche le migliori persone vengono corrotte dal potere, dal denaro. Il Rock'N'Roll non è di destra e nemmeno di sinistra e non dovrebbe avere niente a che fare con la politica. Io ho cose più interessanti da fare che andare a cena con Bush o con Obama. 
Certo, ad esempio Bono degli U2 si impegna e sarei davvero felice se riuscisse a cambiare qualcosa, ma non ci ho mai creduto. E la maggior parte dei concerti benefici raccolgono soldi che non arrivano mai a destinazione. Ma quello che mi fa davvero paura sono le masse che seguono ciecamente qualcuno o qualcosa. Ora si stanno finalmente scoprendo gli episodi di pedofilia: è disgustoso, e la Chiesa cosa faceva, cosa fa? Sposta i preti da un posto all'altro, li nasconde, protegge. Ma fare quelle cose a un bimbo è un crimine orrendo".  

Nel corso della loro carriera i Motorhead sono stati a volte accusati di propaganda nazista.
Il simbolismo ben presente anche nella mascotte Snaggletooth (caratterizzata, perlopiù, da una Croce di Ferro, ovvero il simbolo della Germania durante la prima e seconda guerra mondiale) o indossato spesso da Lemmy come collana.
Kilmister dal canto suo, ha sempre ammesso di avere una maestosa collezione di oggetti della seconda guerra mondiale, in modo particolare opere tedesche del periodo nazista, come il suo pezzo più pregiato, che è un pugnale Damascus della forza aerea tedesca Luftwaffe.
"Sono nato nel '45, l'anno in cui la guerra finì. Per me non è storia antica. Comunque Hermann Goering è l'unico che ammiro. Il suo suicidio a Norimberga fu fantastico. Hitler invece era un bastardo".


LA MORTE DI PHIL TAYLOR (NOVEMBRE 2015)
Phil Taylor era stato batterista dei Motorhead dal 1975 al 1984 e dal 1987 al 1992.
Meglio noto come "Philty Animal", ovvero "Animale Schifoso", Taylor si spense a 61 anni dopo una lunga malattia.
Philty, un po' come Lemmy, aveva condotto quasi tutta la sua vita da ribelle.
La sua condotta sregolata lo ha portato a problemi con la legge(arresto) e alla rottura del collo nel 1980.
Nel 1992, quando è stato licenziato definitivamente dalla band(per la sua vita fatta di eccessi ma soprattutto perchè non aveva imparato le sue parti di batteria), ha suonato per altri gruppi.

Fast Eddie Clarke: "Conoscevo Phil da quando aveva 21 anni ed era uno di carattere, insieme abbiamo suonato musica fantastica e ho tanti bei ricordi con lui".

Lemmy: "Mi sento molto triste in questo momento, sono devastato, è morto uno dei miei migliori amici. Mi manca. Il suo nome era Phil Taylor, o Philthy Animal, per due volte è stato il nostro batterista. 
Ora è morto e quel che veramente non mi va giù è che se ne andato uno come lui e invece George Bush è ancora vivo".
L’ultima apparizione di Phil Taylor con i Motorhead risaliva al concerto di Birmingham nel 2014, quando si era unito in via del tutto straordinaria alla band guidata da Lemmy.


I PROBLEMI DI SALUTE E LA MORTE DI LEMMY (DICEMBRE 2015)
Lemmy invece, nel corso della sua carriera musicale, era stato dato per morto diverse volte.
La prima nel 1987, quando di lui si persero le tracce per una settimana.
Qualche giorno prima lo avevano visto, collassato, lasciare un locale di Londra sorretto a stento da due persone.
La seconda volta è successo nell'ottobre del 1990: la polizia inglese ritrovò la Triumph Bonneville del cantante che bruciava lungo una strada costiera in Cornovaglia.
Le autorità cercarono il cadavere per oltre trenta ore, ma non lo trovarono.
La BBC diede la notizia del decesso il giorno dopo, e nessuno si sentì di smentire.
Qualcuno diceva che era depresso, che se ne era andato da un locale dicendo "non mi vedrete più".
La band non commentò la notizia, si chiuse negli studi in attesa di conferme.
Lui apparve tre giorni dopo, in taxi con due ragazze, la barba tagliata e vestito in giacca e cravatta.

"Sono due linguiste di Oxford, abbiamo parlato molto di letteratura. Ah, la moto me l'hanno rubata una settimana fa, mi sono dimenticato di denunciarlo".

O quando sorpreso dalla polizia assieme all’autista della band (un raffinato intellettuale noto ai più come "John il cesso"), per non essere arrestato per possesso di 50 pillole di anfetamine, pensò bene di ingoiarne per la gran parte.
Tornato a casa entrò in stato comatoso, tanto che gli altri membri della crew lo credettero morto.
Dopo un po’ si riprese da solo, ed era anche piuttosto contrariato per il riposo inopportunamente interrotto.
Nel 1995 Lemmy collassa sul palco e nella caduta si ferisce al braccio.
Viene portato in ospedale, eccesso di alcol e anfetamine, dicono i medici.
Subisce una lavanda gastrica, viene suturato, sedato e tenuto in osservazione per alcuni giorni.
Il livello di tossine che gli trovano nel sangue di Lemmy sarebbe letale per una buona parte della popolazione mondiale.
Ma lui si riprende e poche settimane dopo, in un concerto in California si rivolge alla folla: "Mi hanno detto che stavo messo male, ma sono qui ancora a cantare, forse sono immortale".
Dopo decenni di stravizi, Lemmy ha avuto l'ennesimo tracollo nello scorso 2013, che lo ha portato a un intervento d'urgenza al cuore e a scoprire di avere un gravissimo problema con il diabete (malattia diagnosticatagli nel 2000, ma sempre trascurata).
Sono seguiti annullamenti di tour e cancellazioni di concerti, fino alla decisione di prendere una pausa per riacquistare le forze.
Il manager della band Singerman  ha raccontato con una certa precisione come Lemmy stava vivendo questo momento non propriamente idilliaco:

"Lemmy ha un diabete molto grave e le cose cambiano giornalmente. Gran parte delle difficoltà sono dovute al fatto che deve eliminare le cattive abitudini, le cose che ora non deve più fare. Ha smesso di fumare, ma probabilmente si spara di nascosto qualche Jack e Cola. Se lui vi dicesse che ha smesso, direbbe una bugia. Ha cercato di sostituirlo con il vino, e sono sicuro che ci va più calmo con l'anfetamina. Pensa che il vino sia migliore del Jack, ma è comunque pieno di zuccheri. Non capisce che sta semplicemente sostituendo una cosa negativa con un'altra. Eppure è stato l'unico compromesso che ha fatto coi dottori sostituire il Jack col vino. Il problema è che lui non dice loro che beve due cazzo di bottiglie al giorno. Queste sono le battaglie che stiamo combattendo ora".
"Dobbiamo ricordarci che queste sono le sue abitudini da sempre, fin dai tempi di Hendrix. 
E ora è il momento di pagare il conto. 
E' una cosa tristissima per lui, perché l'ha fatta franca per tutto questo tempo.
Il punto è che deve trovare un equilibrio e mantenerlo per qualche mese. Ma non riusciamo a trovarlo. Ha giorni molto positivi e altri in cui fa tutto sbagliato. E ogni volta che sbagli, fai un passo indietro".
Poi tra alti e bassi e problemi di salute, negli ultimi mesi del 2015 i Motorhead avevano cancellato diversi eventi e concerti per le condizioni di salute di Lemmy, che si credeva soffrisse di un’infezione polmonare.
Durante un concerto in Texas lo scorso primo settembre, Lemmy a un certo punto si era interrotto e aveva abbandonato il palco.
La band aveva poi fatto sapere di voler tornare a fare live a Febbraio del 2016.

Tra il 28 e 29 Dicembre 2015, dalla band viene diramato il seguente comunicato:
“Non c’è un modo semplice per dirlo...il nostro forte e nobile amico Lemmy è morto oggi dopo una breve battaglia con un cancro estremamente aggressivo. Aveva appreso della malattia il 26 dicembre, a casa, seduto davanti al suo videogioco preferito, insieme alla sua famiglia. Non possiamo nemmeno cominciare a esprimere il nostro choc e la nostra tristezza, non ci sono parole. Diremo qualcosa in più nei prossimi giorni, ma per adesso, per favore ascoltate forte la musica dei Motorhead, ascoltate gli Hawkwind, ascoltate la musica di Lemmy. Fatevi un drink o due. Raccontatevi storie. Celebrate la vita che questo uomo amabile e meraviglioso ha celebrato così bene per primo. Lui vorrebbe proprio questo".

"Guarda che potrei andarmene stanotte e non avrei nessun rimpianto".
"Ma non ho nessuna intenzione di andarmene all'altro mondo, chiaro?!".  


Lemmy Kilmister
1945 -2015
"Nato perdente, visse da vincente”

martedì 22 dicembre 2015

La Storia Dei Lynyrd Skynyrd: Incidente Aereo, Maledizioni ed Accuse Di Razzismo

I Lynyrd Skynyrd si formarono a Jacksonville (in Florida) nel 1964.
La band acquistò importanza durante gli anni 70, capeggiata dal cantante e principale autore dei testi Ronnie Van Zant.
Autori di un Southern Rock, sulla scia degli Allman Brothers Band.
Inneggiavano a risse, whisky e uno dei loro slogan più famosi era: “Vivi di corsa, lavora duro, muori giovane”.
Questo slogan, in un certo senso, anticipava gli eventi e divenne una vera e propria maledizione per la band.


I DISCHI
Curiosa la formazione: voce, tastiere, basso, batteria e ben tre chitarre.
I Lynyrd Skynyrd, dopo una serie di cambi di formazione, incidono e pubblicano prima "Pronounced Leh-Nerd Skin-Nerd" (nel 1973) che conteneva tra le altre "Free Bird" (che divenne un grande successo), "Simple Man", "Tuesday's Gone" poi, l'anno successivo, il loro disco più famoso: "Second Helping".
A spalancare l'accesso ai piani alti delle classifiche, un singolo che entrerà nella storia.
Si intitola "Sweet Home Alabama" e nasce come risposta a due brani di Neil Young: "Alabama" e "Southern Man".
Ma anche altre canzoni quali "I Need You", "Don’t Ask Me No Questions", "Workin’ For MCA" (ironico omaggio alla propria casa discografica e alle promesse del mondo dello show business), "The Ballad Of Curtis Loew" raggiungeranno un grande successo.
Arrivano i dischi di platino e la notorietà è tale che gli Who, in tour negli States, si rifiutano di salire sul palco dopo che i Lynyrd Skynyrd hanno smesso di suonare, ma vengono ancora invocati a gran voce dal pubblico.
Il successo continua con "Nuthin' Fancy", grazie al singolo "Saturday Night Special" che permette all'album di entrare in Top Ten.
La band pubblica altri due lavori ("Gimme Back My Bullets"del 1976 e "Street Survivors" del 1977) che sanciscono il declino della band.
Intendiamoci, la titletrack, "Cry For The Bad Man" e "Double Trouble" sono buoni pezzi così come "I Know A Little" e "That Smell" di Street Survivors ma comunque siamo ben lontani dai primi tre dischi.


LA TRAGEDIA AEREA DEL 1977 E LO SCIOGLIMENTO DELLA BAND
Era giovedì 20 ottobre 1977 il Convair 240 numero N55VM della Western Airlines accende i motori e si alza in volo da Greenville, Carolina del Sud.
A bordo, oltre all'equipaggio del veivolo, salgono i Lynyrd Skynyrd.
Sono le 18.42 e l'aereo si trova nei pressi di Gillsburg, in Mississippi.
Il pilota comunica ai passeggeri che bisogna allacciare le cinture e segnala all'aeroporto di McComb che il velivolo è a corto di carburante.
Un minuto dopo, il carburante finisce.
Il comandante deve portare a terra 24 passeggeri e tenta un atterraggio di fortuna su un appezzamento di terreno nel mezzo delle paludi.
Sono le 19.00 e la visibilità è fortemente limitata.
L'impatto è violentissimo e, per molti, sarà fatale.
Dunque a tre giorni dall'uscita di "Street Survivors", il volo charter che stava portando la band in Louisiana per una data del tour, finisce il carburante e si schianta in una palude.
Perdono la vita il cantante Ronnie Van Zant, il chitarrista e cantante Steve Gaines, la corista Cassie Gaines, l'assistente all'organizzazione del tour Dean Kilpatrick oltre al pilota e al co-pilota del velivolo, gli altri componenti rimangono feriti gravemente.
La notizia fa il giro del mondo non si riesce a non interpretare la copertina del quinto ed ultimo album del gruppo "Street Survivors", come un terribile presagio.
Infatti in copertina ci sono i sette componenti della band avvolti dalle fiamme con il chitarrista Steve Gaines al centro con gli occhi chiusi ed il volto coperto dalle fiamme.
In segno di rispetto, la copertina originale fu ritirata e sostituita dalla casa discografica con un’altra in cui al posto delle fiamme si ha uno sfondo nero e soltanto dopo 30 anni dalla tragedia l’originale è stato di nuovo distribuito.
Un'altra anologia che viene in mente è quella di "The Day The Music Died": l'altro incidente aereo in cui persero la vita Buddy Holly, The Big Bopper e Ritchie Valens.
L’incidente aereo spezza la vita di tutti e segna per sempre quella dei sopravvissuti ed il futuro del gruppo che infatti si scioglie non riuscendo a sopportare il peso di quanto il destino gli ha riservato.
Sulla sciagura aerea  viene aperta un’inchiesta per far luce sulle eventuali responsabilità che in questi casi possono essere attribuite a cause imprevedibili (eventi atmosferici) o ad un errore umano dei piloti oppure ad eventuali inadeguati controlli sul mezzo.
In realtà in questo caso le indagini sembrano accollare gran parte della responsabilità ai piloti dell’aereo i quali non avrebbero controllato, come dovuto, il livello del carburante  anche se viene pure accertato un disfunzionamento tecnico di una spia proprio del livello del carburante che, forse, potrebbe aver indotto in errore i piloti.
Sembra che qualche mese prima dello schianto l’aereo sia stato ispezionato anche dal manager di un’altra band, gli Aerosmith, che però decide di scartarlo in quanto ritenuto poco affidabile anche a causa dei membri dell’equipaggio.


LA REUNION, LA MALEDIZIONE E LE ALTRE MORTI
A fine anni ’80, però, i sopravvissuti Rossington, Powell, King e Wilkeson si riuniscono anche con il fratello minore di Van Zant ma le condizioni fisiche di Collins gli permettono di partecipare solo come direttore artistico anche se solo per poco perché ancora una volta il destino non abbandona il gruppo.
Infatti Collins viene colpito da una polmonite nel 1989 e muore nel 1990.
Negli anni a seguire una vera e propria  maledizione sembra perseguitare il gruppo e tutti coloro che in qualche modo si avvinano ad esso: il nuovo bassista Leon Wilkeson muore per problemi renali nel 2001, il chitarrista Hughie Thomasson muore nel 2005 per un attacco cardiaco cosi come il tastierista Billy Powell nel 2009.
La scia di morte continua sempre nel 2009 con il nuovo bassista Donald Evans e nel 2010 con Jojo Billingsley, ex corista del gruppo.


GLI STATI SUDISTI
Nei testi dei Lynyrd Skynyrd si leggevano veri e propri inni allo stile di vista Sudista, inoltre usavano la bandiera degli stati confederati e venivano etichettati come "Redneck".
Il Sud degli USA viene comunemente definito come gli stati che stanno al di sotto della "Mason-Dixon Line", ovvero quella linea tracciata nel 1767 da Charles Mason e Jeremiah Dixon, separando gli "yankee" del Nord dal "Dixie" del Sud.
La loro linea si fermava agli Allegheny, ma idealmente può essere continuata fino al Texas, e comprendere Georgia, le due Caroline, Tennessee, Alabama, Mississippi, Louisiana, Arkansas, Florida.
Basta aggiungere la Virginia per ottenere la "formazione" degli undici stati che dichiararono la Secessione nel 1860.
Un vecchio detto vuole che il Sud sia "uno stato mentale" (protestante, conservatore, razzista e violento) più che un'entità  geografica.
Il Sud "e'" l'atteggiamento primitivo del "Redneck", del bianco rude e isolato che crede nella famiglia, nel whisky e nel suo fucile.
Quelli che vanno tra fine del 1800 sino a metà del 1900 erano anche gli anni del Ku Klux Klan che imperava negli stati del Sud del paese.
Il Ku Klux Klan s'inserisce in ogni modo nel clima xenofobo e antifederale che seguì alla guerra civile americana.
Nel 1944 era presente nel Sud del Paese anche un altro movimento che, riunitosi sotto le bandiere dell' "American Party", meglio noto come il "Know Nothing Party", aveva dato voce all'ondata xenofoba bianca e cristiano-protestante contro la liberazione dei neri dalla schiavitù e contro l'ondata di immigrati che arrivavano dall'Europa.
Il Ku Klux Klan fa quindi parte a pieno titolo di quella filosofia americana che vedeva l'Identità Nazionale e Cristiana del Paese minacciata dalla presenza di cattolici, ebrei e neri liberati.
Cominciano così col mascherarsi con tuniche e cappucci a punta bianchi e, con cavalli bardati come ad un torneo medievale, iniziano a sfilare per le vie seminando il panico fra i neri del luogo tramite gesti intimidatori, aggressioni ed incendi.
Come detto, furono attivi principalmente negli stati del Sud e in particolare in Florida e nella Carolina del Sud.
Per quanto riguarda la bandiera degli stati Confederati(usata dai separatisti sudisti durante la Guerra Civile, per la verità le cause scatenanti la guerra furono anche altre e non solo "separatiste/razziste"), dopo la fine della guerra di secessione americana l'uso ufficiale di queste bandiere e di altre derivate da essa è continuato ma con alcune controversie.
Ad oggi comunque le bandiere nazionali del Mississippi e della Georgia sono basate sulle bandiere confederate.
La bandiera della Carolina del Nord è basata sulla bandiera adottata dallo stato nel 1861, che risale alla fondazione della Confederazione e appare essere basata sulla prima bandiera confederata.
Le bandiere dell'Alabama e della Florida sembrano di ispirazione confederata.


L'AMBIGUITA' POLITICA E LE ACCUSE DI RAZZISMO
La scelta di intitolare una delle loro canzoni all’Alabama, uno degli stati simbolo del profondo Sud, e quella di cantare in concerto davanti a grandi bandiere degli stati Confederati avevano all’epoca un significato politico.
In quegli anni infatti, negli stati del Sud, era ancora in vigore la segregazione tra bianchi e afroamericani, mentre il movimento per i diritti civili aveva cominciato le sue manifestazioni.
L’altro elemento, presente nella canzone come in quasi tutta l’opera del gruppo, fu una certa ambiguità per cui non era facile distinguere da quale parte si fossero schierati.
All’inizio i Lynyrd Skynyrd furono subito arruolati nel campo dei conservatori.
Nel testo, infatti, ci sono diversi riferimenti che fanno pensare che il gruppo avesse scelto come parte politica la destra conservatrice:

Ho sentito il signor Young cantare di lei (l’Alabama)
Ho sentito il vecchio Neil mortificarla,
Spero che il vecchio Neil Young si ricordi
che un uomo del sud non ha bisogno di averlo intorno

Con queste parole Van Zant voleva rispondere a Neil Young, un cantante molto liberal e vicino al movimento per i diritti civili, che in un paio di canzoni aveva parlato proprio dell’Alabama e degli uomini del Sud, criticando entrambi per le loro scelte segregazioniste ed etichettandoli come razzisti.
In un’altra strofa, i Lynyrd Skynyrd sembrano apprezzare l’allora governatore dell’Alabama, l’ultraconservatore George Wallace (razzista).
In un’altra strofa ancora, infine, sembrava che il gruppo esprimesse il suo disinteresse per lo scandalo Watergate che aveva appena colpito il presidente repubblicano Nixon.
Per quanto riguarda il governatore Wallace, il gruppo spiegò che nessuno aveva notato come dopo la strofa in cui si diceva che a Birmingham (sede di molte manifestazioni di diritti civili e di un attentato in cui morirono quattro bambini afromericani) “amano il governatore”, seguiva un coro di «boo boo boo».
Ma su questi temi il gruppo rimase sempre ambiguo.
Un giorno i musicisti dichiaravano di non approvare le scelte del governatore Wallace a proposito degli afroamericani, ma poco dopo dicevano di rispettarlo e che era un uomo di solidi principi.
L’ambiguità era probabilmente fondamentale per il gruppo: essere apertamente segregazionisti li avrebbe portato forse problemi nella scena liberal dell'epoca, mentre prendere posizioni di sinistra avrebbe tenuto lontano il loro pubblico.


MALEDIZIONI E PROFANAZIONE DELLE TOMBE
Probabilmente per questi motivi, fin dalla sepoltura di Ronnie Van Zant nel 1977, sono sempre circolate voci secondo le quali lo stesso fu sepolto con una T-shirt di Neil Young addosso, quale segno di maledizione nei suoi confronti.
In molti credono che tra Ronnie Van Zant e Neil Young ci fosse dell'astio, poiché come detto Sweet Home Alabama fu la risposta di Van Zant alle già citate "Alabama" e "Southern Man" di Young.
Questi, a sua volta, rispose con "Play It All Night Long".
Qualche fan sostiene che questo sia il motivo per cui le lapidi di Ronnie Van Zant e Steve Gaines furono profanate il 29 giugno 2000 a Orange Park (Florida).
Altri credono che il motivo dell'atto sacrilego sia la canzone "A Commercial" del 1986 dei Dead Kennedys, che faceva riferimento in modo scherzoso all'esumazione dei corpi dei Lynyrd Skynyrd.
La bara di Van Zant fu disseppellita, ma non aperta.
I resti cremati di Gaines, contenuti in una busta di plastica dentro a un'urna, furono sparsi sul terreno circostante.
La gran parte delle ceneri fu recuperata.
Le famiglie decisero di spostare i resti dei due musicisti altrove, lasciando il mausoleo come luogo di commemorazione per le visite dei fan.


ANNI RECENTI
Lasciando da parte l'eventuale diatriba con Young, nel 2012 la band decise di non esporre più la bandiera della Confederazione in dischi e concerti, ma in seguito a una forte protesta dei fan la riabilitò affermando che si trattava di un'eredità storica e non di un simbolo d'odio razziale.
E' un'eredità troppo pesante, infatti, quella associata al vessillo creato nel 1863 da un Atto del Congresso degli Stati Confederati è utilizzato dagli Stati del Sud durante la Guerra di Secessione: la "Stainless Banner", proprio per le sue implicazioni storiche, è da decenni utilizzata da gruppi di suprematisti bianchi e segregazionisti di ogni estrazione.
Cosa che all'ultimo elemento originale della band, Gary Rossington, proprio non va a genio.
"Nel corso degli anni il Klu Klux Klan, i naziskin e gruppi del genere sottratto il vessillo Dixie/Southern alla propria tradizione e allo spirito con il quale fu creata", ha dichiarato il chitarrista alla CNN: "Questo è quanto. Non vogliamo che i nostri fan pensino, vedendo questo simbolo sui nostri dischi o ai nostri concerti, che il nostro gruppo supporti in qualsiasi modo le istanze razziali ai quali spesso viene erroneamente associato".
Comunque i Lynyrd Skynyrd di oggi continuano a glorificare la loro immagine di conservatori "Redneck" scegliendo per esempio di suonare per la convention Repubblicana del 2004 e utilizzando sul palco proiezioni in cui la bandiera confederata si sovrappone e copre la bandiera statunitense.
Spesso prima di Sweet home Alabama viene suonato l'inizio di "God Save The South", l'inno confederato. Molti fan si presentano ai concerti avvolti nella bandiera Confederata e Johnny Van Zant fa lo stesso nella seconda parte dello show.

domenica 20 dicembre 2015

La Storia Dei Led Zeppelin: Alcool, Droga ed Occultismo

«Se il tuo sound si basa solo sulla tecnica, suonerai come chiunque altro. Ciò che conta è essere originale».

I Led Zeppelin si formano nel 1968 a Londra.
Oltre ad aver rivoluzionato la storia del Rock furono noti anche per il loro stile di vista oltre le righe e quindi per i loro eccessi: da camere d'albergo distrutte ad eccessi di alcool e droghe passando per la sfrenata attività sessuale e il misticismo ed occultismo che li contraddistingue.
Jimmy Page, John Baldwin meglio noto come John Paul Jones, Robert Plant e John Bonham.
Page è senza ombra di dubbio uno dei chitarristi più influenti della storia del Rock, autentico creatore di uno stile e di una concezione del ruolo dello strumento (sia sul piano ritmico che solistico) che sono diventati un codice universale.
Jimmy Page ha avuto un ruolo molto importante nello sviluppo delle tecniche di registrazione e di produzione della musica.
Prima di entrare nel grande giro, nella seconda metà degli anni '60, prima con gli Yardbirds e poi con i Led Zeppelin, Page è stato, insieme a Big Jim Sullivan, il più richiesto chitarrista degli studi di registrazioni inglesi.
Dietro il suono dei Led Zeppelin c'è uno studio accuratissimo della disposizione dei microfoni e degli spazi necessari per ottenere determinati risultati.


LA NASCITA DELLA LEGGENDA
Nel 1966 Jimmy Page, chitarrista britannico, si unisce agli Yardbirds, band inglese che suonavo un Rock Psichedelico misto a Blues.
Il gruppo, nell'estate del 1968, si scioglie, nonostante fosse impegnato in una tournèe in Scandinavia.
Jimmy Page, per mantener fede agli impegni presi, fonda una nuova band, i New Yardbirds, assieme al bassista John Paul Jones, al batterista John Bonham e al cantante Robert Plant.
Sul palco, tra i quattro membri dell'improvvisato gruppo, l'alchimia è totale e i concerti scandinavi si rivelano un grande successo; la band, al rientro, decide di cambiare nome e assume quello che la farà entrare nella storia e nella leggenda del Rock: Led Zeppelin.
Alcuni mesi dopo, alla fine di un breve tour negli Stati Uniti, i quattro entrano in sala di incisione per il loro primo disco.
La tecnica di registrazione è inusuale: Jimmy Page infatti fa tenere i microfoni a distanza per dare, anche all'album, un effetto simile a quello dei concerti live.
La band mescola il Blues all'Hard Rock.
Le allusioni sessuali nei testi sono esplicite, la musica è di grande impatto.
La chitarra di Jimmy Page, i ritmi di John Paul Jones, la terremotante batteria di John Bonham e il falsetto di Robert Plant creano qualcosa di mai udito prima.
I Led Zeppelin sono protagonisti di concerti incredibili, con più di 300 milioni di dischi venduti, seppur la loro politica si discostava nettamente da quella del marketing musicale degli anni ’70.
Furono infatti, i primi a raggiungere il successo senza dipendere dalla programmazione radiofonica.
Fino ad allora, radio e televisione erano state dominate dalle hit parade, dal 45 giri.


I DISCHI
Led Zeppelin I” esce il 12 gennaio del 1968: il disco, registrato a Londra, contiene brani Rock con evidenti richiami al Folk e al Blues.
Page, riesce a creare un suono a dir poco geniale, riproducendo il sound utilizzato durante i concerti dal vivo. Ascoltando il disco si ha la sensazione di assistere ad un concerto live, poiché si avverte lo stesso coinvolgimento e la stessa intensità nel suono.
Il disco è impregnato di Blues: dalle cover "You Shock Me" a "I Can't Quit You Baby" a brani inediti come "Good Times Bad Times" e "Communication Breakdown" sorretti da riff epici che resteranno nella storia.
Senza scordarci di "Babe I'm Gonna Leave You" o"Dazed And Confused", uno dei brani simbolo del gruppo (Blues misto a Psichedelia pura).
Completano l'album la ballata "You're Time Has Gonna Come", lo strumentale per chitarra classica "Black Mountain Side" e la lunga "How Many More Times".
I testi, infine, sono il lato più trascurabile del disco: scritti ancora da Page, sono colmi di frasi a doppio senso, che a volte scadono nella misoginia (come non ricordare "Molta gente parla, ma pochi di loro sanno che la donna è un essere inferiore", da "Dazed And Confused").
Nonostante l'album non abbia nemmeno un singolo a rappresentarlo, Led Zeppelin scala le classifiche americane e in tornati in patria sono già nella leggenda.
Nello stesso anno dell’uscita di Led Zeppelin I, il 1968 esce anche il secondo album, intitolato “Led Zeppelin II”.
Il gruppo presentò il loro album facendo concerti in giro per il mondo.
Il disco è introdotto da una brevissima risata e un semplice riff di tre sole note.
Saranno proprio quelle tre note a far entrare i Led Zeppelin nella leggenda.
Il brano è "Whole Lotta Love", destinata a diventare uno degli inni per antonomasia del Rock.
Sorretto totalmente da quel riff devastante, evolve nella parte centrale in un brano Psichedelico, tra percussioni tempestose, deflagranti distorsioni di chitarra e le urla istintive di Plant.
"The Lemon Song", è un Blues lento e pesante, ma dalle improvvise accelerazioni.
"Thank You", ballata con organo in evidenza, in cui Plant, nel primo testo scritto per il gruppo, omaggia la moglie.
Il primo lato è completato dalla delicatezza acustica di "What Is And What Should Never Be", in cui emergono anche tendenze jazzistiche.
Il lato B si apre con un'altra canzone che rimarrà nella leggenda per il ruo riff devastante(e non solo): "Heartbreaker" con l'assolo centrale privo di accompagnamento, che sperimenta uno dei primi tapping della storia.
Segue l'aggressiva "Living Loving Maid (She's Just a Woman)", chiudono "Ramble On" e "Bring It On Home" inframezzate dalla strumentale "Moby Dick", contenente uno degli assoli di batteria più celebri della storia.
Il terzo album “Led Zeppelin III” contiene brani più soft dei precedenti emergendo il lato Country di Plant e quello Folk di Page.
L'album alterna una prima facciata elettrica a una totalmente acustica.
S'inizia con la terremotante "Immigrant Song" ma subito dopo arriva "Friends", primo assaggio acustico dell'album, sorretto da una sezione di violini, il cui testo, incentrato su amore e fratellanza, si sposa bene con la cultura hippie dell'epoca.
"Celebration Day" torna su territori più Rock e lascia il passo a un altro capolavoro, il super Blues "Since I've Been Loving You", qui tutto è perfetto: dai soli ai riff chitarristici, passando per gli acuti vocali.
La seconda parte dell'album ci trasporta in atmosfere completamente diverse: i toni si fanno più pacati, la batteria scompare quasi del tutto, in favore di strumenti tradizionali come il banjo.
A introdurci è "Gallows Pole", tradizionale che parte in modo lento e si trasforma in un brano dal ritmo sfrenato, che incita al ballo.
"Tangerine", è una ballata acustica.
Le ultime due tracce sono "Bron-Y-Aur Stomp" altra ballata Folk e "Hats Off To (Roy) Harper".
La diversità portò a commenti poco piacevoli della critica e dei media perciò il gruppo decise di non fare alcun tour e dedicarsi alla stesura e registrazione del quarto album.
Led Zeppelin IV”, così chiamato in maniera impropria (in realtà questo album non ha un titolo preciso, perché viene chiamato anche “Four Simbols”, “ZoSo” oppure “Runes Album”).
La copertina, a differenza delle precedenti, non ha stampata alcuna parola che possa far riconoscere gli autori del disco.
Fu un escamotage creato per andare contro la stampa, che definiva ancora la band “una montatura pubblicitaria” senza riconoscerle i dovuti meriti; così, Page ed i suoi compagni avevano deciso di non dare un nome al proprio album. I fan riconobbero quattro simboli sulla copertina, ognuno dei quali doveva rappresentare un singolo membro del gruppo (forse).
I simboli, che l’immaginario collettivo maggiormente ricollegano al gruppo, rimangono comunque i due sigilli e le due rune che compongono il titolo, appunto, del loro quarto album.
Page e Plant hanno realizzato i propri disegni di loro pugno, anche se il simbolo scelto da Page è stato probabilmente preso dall’alfabeto magico del matematico alchimista Girolamo Cardano, mentre Jones e Bonham li hanno trovati su un antico libro di rune.
Questo disco include brani Rock e Folk, e sicuramente tra le canzoni più conosciute della band: ovviamente  “Stairway To Heaven”, che la band stessa considera il loro “inno personale”.
L'aura di leggenda che circonda "Stairway To Heaven" verrà amplificata dalla credenza che, suonandola al contrario, si possa sentire un messaggio satanico.
Comunque l'onore di aprire questo capolavoro tocca a Plant con il suo urlo selvaggio e sensuale, "Black Dog" è il tipico Rock/Blues sorretto da un riff mitico e da assoli senza precedenti.
"Rock And Roll" è aperta da un drumming da antologia di Bonham: ritmi impazziti, inutile aggiungere altro.
L'atmosfera cambia radicalmente con "The Battle Of Evermore", misteriosa ballata medievaleggiante.
"Misty Mountain Hop" rispolvera l'anima Rock del quartetto, "Four Sticks" seppur valida non dice molto, poi si torna all'eccellenza con la splendida ballata "Going To California" e il possente Blues "When The Levee Breaks", cover di Memphis Minnie.
Verranno vendute oltre 10 milioni di copie.
"Houses Of The Holy", pubblicato nel 1973, è un album che in parte delude i fan.
Qui troviamo meno influenze Blues ed un maggior utilizzo di suoni elettronici.
Si alternano canzoni solari e allegre come "The Song Remains The Same" e brani particolari come "Over The Hills And Far Away" e "Dancing Days" in cui Page sperimenta soluzioni sempre nuove.
Presente anche la malinconica ballata "The Rain Song", molto articolata dal punto di vista degli arrangiamenti e l'Hard Rock di "The Ocean".
Bella anche l'oscura "No Quarter" tra hammond, voci filtrate ed influenze Jazz.
Da menzionare anche la particolarissima “D’yer Mak’er” con influenze Reggae.
Il primo album doppio con la nuova etichetta discografica,  esce nel 1975 e si intitola “Physical Graffiti”, e contiene sia brani dei precedenti album, sia recenti incisioni.
Il successo di questo disco è buono.
Oltre ad inediti provenienti da vecchie incisioni, troviamo anche brani nuovi ormai sempre più articolati e lunghi. Accanto ad altalenanti brani come "Ten Years Gone", "In The Light" o la lunghissima "In My Time Of Dying", dove si tenta un ritorno al Blues tradizionale, si piazza il gioiello "Kashmir", maestoso inno sorretto da un misterioso riff di chitarra, su cui si appoggiano un'orchestra d'archi e un mellotron orientaleggiante, su cui Plant declama un testo pieno di luoghi fantastici e antiche civiltà.
Spicca anche l'allegra "Trampled Under Foot".
Dal 1976 in poi, però, qualcosa comincia a cambiare.
Durante il faraonico tour di supporto, Robert Plant, nell'isola di Rodi, è vittima di un brutto incidente d'auto, che lo costringe sulla sedia a rotelle per un lungo periodo.
Dopo l’incidente avvenuto a Robert Plant e sua moglie, il gruppo si trova costretto ad interrompere le tournèe e si mette a lavorare per produrre il settimo album, intitolato “Presence”, che però non è all’altezza dei precedenti.
L'album si apre con l'ultimo vero capolavoro del gruppo, "Achille's Last Stand".
Nel 1978 i Led Zeppelin incidono l’album “In Throught The Out Door”, che pare avvicinarsi al Prog Rock.
Da questo momento (dopo circa 20 anni di successo) in poi, comincia il declino della band.
Chiudiamo con "Coda", l'album che verrà pubblicato solo postumo (dopo lo scioglimento della band).


I PROBLEMI DI ALCOOL E DROGA ED ALTRE STRANEZZE
Pare che Jimmy Page fosse solito partire per viaggi lunghissimi in auto-stop, in compagnia della sola chitarra, e che una volta in un viaggio particolarmente lungo sia arrivato fino in India.
Altre voci, raccontano di una storia amorosa con una 14enne, dal nome Lori Maddox, che faceva parte del giro di groupie a Los Angeles.
Page ha confermato la storia, ammettendo che persino all’epoca sarebbe stata considerata illegale, se resa nota.
In seguito il chitarrista lasciò la Maddox dopo due anni, per poi mettersi con la maggiorenne Bebe Buel.
Il chitarrista ha inoltre ammesso l'uso di droghe pesanti già dagli anni 70.

« Non posso parlare anche per gli altri membri della band, ma per me le droghe sono state parte integrante di tutta la faccenda, fin dall'inizio, fino alla fine »
« Oh, ognuno è andato sopra le righe un paio di volte. So che ho fatto e, per essere onesto con te, io in realtà non ricordo molto di quello che è successo »

Nel 1975, Page ha cominciato a usare l'eroina.
Nel Led Zeppelin tour del 1977 negli Stati Uniti, la dipendenza di Page dall'eroina stava iniziando ad ostacolare la sua performance live.
In questo periodo il chitarrista aveva perso una notevole quantità di peso.
Suo malgrado, anche Robert Plant, si trovò protagonista di un universo condito da vita sregolata, folle oceaniche acclamanti, orge con le groupie, lussuose camere d'albergo completamente distrutte ed eccessi di ogni tipo.
Divenne inoltre un sex-symbol senza precedenti, dalle pose e dagli atteggiamenti sfrontati al limite dell'osceno, vestito con abiti attillati e lustrini e dotato di una lunghissima criniera di riccioli biondi.
In riferimento al Tour del 1969 (di Led Zeppelin II), è legata la leggenda più famosa sui Led Zeppelin, risalente al concerto della band per il Seattle Pop Festival, tenutosi il 27 luglio dello stesso anno.
Dopo essersi esibiti, i quattro musicisti alloggiavano al Edgewater Inn, un hotel che affaccia su un lago e dal quale ai clienti era permesso pescare direttamente dalla finestra della propria camera.
Pare che i Led Zeppelin in quella serata estiva, si appartarono con una groupie molto attraente, probabilmente dai capelli rossi, in una delle stanze dell’albergo, e passarono la serata infilando pezzi di squalo nei suoi orifizi.
Ciò venne raccontato dal biografo Davis che ha dichiarato di aver appreso questo singolare aneddoto dal manager della band, Richard Cole, che secondo un’altra versione è l’unico responsabile del deplorevole episodio.
Durante il tour di supporto a III i Led Zeppelin scenderanno in Italia per un concerto.
Il 3 luglio 1971, al PalaVigorelli di Milano, il gruppo è ospite del Cantagiro, e dovrebbe esibirsi dopo gli artisti italiani.
In quell’occasione, appena iniziata l’esibizione, la folla di ragazzini, accorsa ad ascoltare i propri idoli, si riversò impazzita sul palco ma improvvisamente i responsabili della sicurezza cominciarono a lanciare fumogeni contro la folla senza motivo.
Richard Cole respinse le prime ondate di ragazzi che cercavano di mettersi in salvo sul palco assieme ai roadies, ma dopo un po’, capendo che la situazione stava degenerando, prese il suo gruppo, e sfondata la porta di un camerino ci si rifugiò assieme ai musicisti fino a che non si calmarono le acque.
La strumentazione del palco fu distrutta, e non venne mai più fatta nessun’altra data italiana in tutta la carriera della band.

Secondo David Zard, impresario Rock nei primi anni 70, la colpa dei disordini fu proprio dei Led Zeppelin: "Avevamo concordato che avrebbero chiuso la giornata del Cantagiro intorno a mezzanotte, dopo l'esibizione degli altri artisti. Invece, intorno alle 20, quando c'era ancora una lunga fila di gente in attesa di entrare, mi annunciarono che volevano suonare subito. Tentai di farli ragionare, inutilmente. Il concerto iniziò scatenando l'ira di chi era ancora in fila per i biglietti. Furono inevitabili, quindi, le cariche della polizia". 

Indipendentemente dalla colpa, i disordini furono incredibili.
Prima, la violenta contestazione a fischi e lattine verso band italiane del Cantagiro, che aprivano la serata. Poi, durante l'esibizione dei Led Zeppelin, il putiferio: Robert Plant non fa in tempo a completare il primo brano, che la musica si ferma, la polizia spara candelotti lacrimogeni, si alza il fumo.
Alla terza canzone, altri lacrimogeni e una carica della polizia, con la gente che, in preda al panico, invade il palco.
Plant dirà: "Quella sera credemmo di morire. Fummo costretti ad abbattere una porta per rifugiarci nei camerini. Quando cercammo di recuperare gli strumenti, scoprimmo che era stato tutto distrutto. Non verremo mai più a suonare in Italia".

Durante gli anni ’70, i Led Zeppelin spesso in tour in America, amavano soggiornare all’Andaz West Hollywood Hotel, a Los Angeles.
Le leggende raccontano che, durante un loro soggiorno in questa struttura, dopo aver affittato tutte e sei i piani dell’albergo, il batterista John Bonham si sia messo a correre nei corridoi e nelle stanze, niente poco di meno che con una motocicletta!
Nel 1977 parte un nuovo tour americano.
Nei primi quattro mesi tutto procede liscio, poi in una escalation di eventi tragici Page ha un collasso sul palco, Bonham, Grant e due roadie sono arrestati per aver picchiato due promoter dello staff dell'impresario Bill Graham.
Infine, il gruppo riceve la notizia della morte del figlio di Plant, Karac, di cinque anni.
La tournée viene interrotta tra polemiche e strascichi giudiziari.
Come se non bastasse, di lì a poco Bonham si frattura il polso in un incidente d'auto.


L'OCCULTISMO DI JIMMY PAGE E LE STRANE MORTI
Riguardo le rune su Led Zeppelin IV:
"Quei caratteri che racchiudono il titolo non sono islandesi, quello è un equivoco che circola, e solo i due di mezzo sono realmente caratteri runici. Accadde che ciascuno di noi si scelse un simbolo e tutti insieme andarono a costituire il titolo del disco. 
Robert disegnò il suo: la piuma, simbolo base di tutte le filosofie con un retaggio molto interessante... ad esempio rappresenta il coraggio, per le tribù pellerossa. 
Il simbolo di John Paul Jones, il secondo da sinistra, è tratto da un libro sulle rune, rappresenta la fiducia e l'abilità (infatti è difficile da disegnare con precisione). Quello di John Bonham è tratto dallo stesso libro (i tre cerchi). Il mio simbolo l'ho disegnato io stesso, ma molti l'hanno confuso con la parola "zoso", e negli States c'è stato chi ha messo in giro la voce che il titolo dell LP era "ZoSo", il che fu un peccato perché non si doveva supporre che fosse una parola completa, ma qualcosa del tutto differente...e con un differente significato".
A fine anni 70 iniziano a circolare voci secondo cui la causa del declino del gruppo sia l'interesse di Page per l'occulto.
In realtà le radici di Page nel misticismo e nell'occulto son ben più antiche.
Il chitarrista era ossessionato ed estremamente interessato ad Aleister Crowley, da alcuni considerato il fondatore del moderno occultismo e fonte di ispirazione per il satanismo e ciò ha spesso condotto i fan a credere che il chitarrista fosse un seguace di satana: in molti hanno persino ipotizzato che Page avesse stretto un patto col diavolo per diventare famoso.
Fu così che nacque la diceria che egli abbia fatto firmare ai partecipanti della band un contratto con il demonio, e che questa fosse la causa delle disgrazie e dei successi capitatigli.
Si dice, inoltre, che John Paul Jones non sia stato coinvolto in questa spirale di distruzione perché non persuaso dal chitarrista a firmare il contratto.
Non ci sono prove che dimostrino che Page fosse un satanista, sebbene fosse un seguace della filosofia di Crowley sulla liberazione personale, al punto da riportare il detto “Do what thou wilt”, “fa ciò che vuoi”, all’interno del vinile di “Led Zeppelin III”.
In effetti, questa sua ossessione lo portò nel 1971 ad acquistarne la casa a Loch Ness, in Scozia.
Page, in seguito, svelò che quella casa era infestata.
“La casa era stata di proprietà di altre due persone prima di Crowley”, disse Page nel 1975, “all’inizio era una chiesa, ma fu bruciata assieme a tutta la congregazione che la occupava. Sono successi fatti strani là dentro, ma non hanno nulla a che vedere con Crowley. Vi erano vibrazioni negative già prima che Crowley ne diventasse proprietario. Un uomo è stato impiccato dentro quella casa, e alle volte potevi sentire la sua testa che rotolava per le scale”.
Negli anni, Page non ha mai smentito le dicerie sul suo conto, forse perché benefiche per gli affari: “non voglio rendere pubblico il mio personale credo o un mio ipotetico coinvolgimento in fatti sovrannaturali”.
Non a caso il brano Stairway To Heaven è stato anche bersagliato per un presunto contenuto di messaggi subliminali di matrice satanica.
Secondo alcune interpretazioni un verso della canzone, ascoltato al contrario, conterrebbe un inno satanico.
Per forza di cose, anche il resto della band, fu influenzato da queste tematiche.
Ad esempio Robert Page era affascinato dalla magia nera.
Questi ed altri fatti hanno fatto sì che la devozione di Page per Crowley creasse attorno agli Zeppelin un'aura malefica che non li ha abbandonati fino allo scioglimento.
Furono tante le disgrazie accadute negli anni '70 ai componenti del gruppo e ai loro amici e colleghi.
Nel 1976, il socio dei Led Zeppelin, Keith Harwood, morì in circostanze misteriose.
Keith Relf, ex membro degli Yardbirds, che formarono poi il nucleo dei Led Zeppelin, si suicidò.
La moglie dell'amministratore di tournée, Richard Cole, perse la vita anche lei.
Nel 1977, un bambino di 5 anni, Karac, figlio di Robert Plant, contrasse un'infezione virale mentre il gruppo era in tournée in America e morì.
Nel 1979, Philip Hale, un fotografo amico di Jimmy Page, morì in una villa di Page dopo aver ingerito una quantità eccessiva di morfina, cocaina e alcool.
Nel 1980, in un'altra ancora delle ville di Page, John Bonham incontrò la sua fine prematura (come vedremo sotto).
Ad esempio Graham Bond, uno dei migliori organisti di R&B in Inghilterra, sentì anch'egli una forte attrazione per Aleister Crowley (per un certo periodo Bond era stato cantante di un gruppo chiamato "Magick"). Negli anni '70, lo scarso successo incontrato parve sommarsi alla sfortunata convinzione che lo ossessionava di essere il figlio illegittimo di Crowley. Nel 1974, quest'illusione prese il sopravvento nella sua mente malata e il giovane si uccise gettandosi sotto un treno mentre "era in uno stato di estremo squilibrio mentale.
Inoltre, nel 1975, come detto Plant e la moglie ebbero un terribile incidente stradale mentre erano in viaggio sull'isola di Rodi.
Il 27 settembre 1980, l'Evening News, in un articolo intitolato «La magia nera dei Led Zeppelin», scrisse:

«Robert Plant e tutti quelli che sono vicini al gruppo sono convinti che le pratiche di magia nera di Jimmy Page siano la causa della morte di Bonham e delle altre tragedie. I tre membri rimasti dei Led Zeppelin, ora, saranno un po' spaventati al pensiero di ciò che potrebbe accadere la prossima volta». 




GLI SBALZI D'UMORE DI JOHN BONHAM: ALCOL, RISSE E MORTE
Il batterista John Bonham veniva etichettato anche come "Bonzo", in riferimento alla sua tranquillità da sobrio.
Gli stessi membri del gruppo raccontavano però che, una volta ubriaco, il batterista era preda di violenti cambiamenti di personalità al punto da guadagnarsi il soprannome anche di "The Beast" (La Bestia).
A farne regolarmente le spese erano stanze d'albergo, locali, camerini e ignari malcapitati che osavano tentare di riportarlo alla ragione.
Per questo, da un certo momento in poi, gli altri membri del gruppo iniziarono a prenotare negli alberghi in cui si recavano delle stanze apposite, non note al batterista, ove trovare riparo in attesa che la sbornia gli passasse.
Bonham non era solito rendersi protagonista di particolari danni, quando andava da solo per locali, dopo i concerti, semplicemente si sedeva a bere.
Anche se spesso le serate si concludevano inevitabilmente con risse, orge, alberghi devastati, locali puntualmente sfasciati e molto altro.
Forse, tra tutti i Led Zeppelin, era quello meno gestibile...tant'è vero che gli altri accortasi dei suoi "sbalzi di umore" quando in preda all'alcool, spesso lo escludevano dai parti più chic: "non ditelo alla Bestia".
Una sera, nel 1976, Bonham si presentò, dietro le quinte di un concerto dei Deep Purple al Nassau Coliseum di Long Island, ubriaco e assai eccitato, faceva fatica a stare in piedi.
Bonzo notò, dietro al palco, un microfono libero e salì davanti alla platea prima che i roadies dei Deep Purple potessero afferrarlo.
Il gruppo smise di suonare stupefatto, mentre Bonham urlava al microfono: “Sono John Bonham dei Led Zeppelin e voglio semplicemente annunciarvi che abbiamo un nuovo album in uscita: si chiama Presence e, “cazzo”, è fantastico!”.
Quindi, si girò per andarsene ma prima si voltò verso il chitarrista dei Deep Purple e lo insultò gratuitamente: “E per quanto riguarda Tommy Bolin, non sa suonare un cazzo!”.
La svolta negativa che segna la band e di fatto ne provoca la fine avvenne dopo le prove del gruppo nel settembre del 1980.
John Bonham fu trovato morto la mattina del 25 settembre a casa di Page, dopo una giornata passata a bere e a suonare.
Aveva solo 32 anni.
Stando a quanto dichiarato dal medico legale, il batterista aveva in corpo l’equivalente di 40 shot di vodka.
Bonham aveva bevuto talmente tanto da essere ancora ubriaco quando il suo corpo aveva cominciato a buttare fuori quell’enorme quantità di alcol: ecco perché gli altri componenti lo trovarono morto soffocato dal suo stesso vomito.
Dopo la morte di John Bonham, i tre “superstiti” del gruppo decisero di interrompere la loro attività artistica: è il 4 dicembre 1980 quando i Led Zeppelin si sciolgono ufficialmente.