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lunedì 22 gennaio 2018

Morto Dave Holland: Dall'Utilizzo Della Drum Machine Alle Accuse Di Pedofilia

Nato a Northampton nel 1948, Dave Holland ribattezzato "pendolo umano" fu il batterista della formazione classica dei Judas Priest, quella dei dischi leggendari e rimasti nella storia del Metal e della musica tutta.
Holland è morto il il 21 gennaio 2018 a 69 anni, per cause ancora sconosciute (risiedeva all’Hospital Universitario Lucus Augusti nella cittadina spagnola di Lugo, nei pressi del quale era ormai ricoverato da tempo).
Batterista dei Judas Priest dal 1979 al 1989, anno in cui lasciò a causa di problemi di salute e anche divergenze musicali sostituito da Scott Travis, tuttoggi nella band.
Con i Judas Priest ha inciso il seminale “British Steel” (1980) e anche altri capolavori quali “Point Of Entry” (1981), “Screaming For Vengeance” (1982) e “Defenders Of The Faith” (1984), per chiudere poi la sua carriera con la band con gli acerbi “Turbo” (1986) e “Ram It Down” (1988).
Il suo drumming solido e pesante (anche se poco vario e poco tecnico) è stato una colonna portante del wall of sound dei Judas e un punto di riferimento nella New Wave Of British Heavy Metal.
Nella sua lunga carriera si contano anche collaborazioni con i Trapeze di Glenn Hughes e Mel Galley (Whitesnake), con Al Atkins (il cantante originale dei Judas Priest), con Tony Iommi (Black Sabbath) e Justin Hayward dei The Moody Blues.


CONTROVERSIE MUSICALI
Due furono le controversie che lo riguardarono: una prettamente musicale, l'altra ben più grave.
Nonostante sia stato accreditato di aver suonato le parti di batteria su quei dischi, pare invece che su alcune canzoni siano state usate delle drum machine.
I maligni parlano di suoni artificiali anche su "Defenders Of The Faith", in realtà ciò non è mai stato confermato e pare non sia così.
Holland suonò davvero quelle parti ma il sound fu "triggerato" per renderlo anni 80.
Discorso diverso invece per "Ram It Down", ascoltare ad esempio "Hard As Iron", "Blood Red Skies", "Heavy Metal", "Come And Get It" o "Fire Burns Below" (registrata nelle stesse sessioni di registrazione dell'album precisamente nel 1988 e comparsa poi su "Stained Class". Si, lo stesso album che fece molto parlare di sè negli anni 80 per il suicidio di due giovani che trascorsero sei ore a bere e a fumare marijuana ascoltando Stained Class appunto. La band venne comunque assolta).
Nonostante sia stato accreditato di quelle parti di batteria, pare che all'epoca Holland avesse problemi di salute.
Anche su "Turbo" del 1986 pare sia stato usato un drumset elettronico.


ACCUSE DI PEDOFILIA
La sua carriera musicale è stata inoltre offuscata da una pesante ombra: nel 2004 infatti venne accusato di pedofilia (per molestie sessuali in particolare sesso orale su una serie di ragazzini a cui insegnava musica, il tutto sarebbe avvenuto nel 2002) e ha scontato la sua pena in carcere fino al 2012.
Durante il processo, Holland si dichiarò non colpevole di tutte le accuse sottolineando di essere semplicemente amico della vittima.
A parte la sentenza di 8 anni di carcere, il musicista dovette pagare circa 14.700 sterline per i costi del processo giudiziario e fu costretto a vendere la sua casa di campagna per estinguere i suoi debiti finanziari.
Nel mentre però, il chitarrista dei Black Sabbath, Tony Iommi, scelse di sostituire le parti di batteria di Holland su "The 1996 DEP Sessions" perché non voleva che una persona accusata di pedofilia comparisse sul suo album.
Poco dopo comunque iniziò a scrivere un libro autobiografico sulla sua carriera musicale, pronto finalmente a far chiara luce sulle pesanti accuse che lo hanno travolto e asserendo di avere le prove della sua innocenza.

martedì 16 gennaio 2018

La Rivalità Tra La Scena Black Metal Norvegese e Finlandese (Anni 90)

Che ci fosse una forte rivalità tra la scena Black Metal norvegese e quella Death svedese era risaputo. Come fecero più volte notare Fenriz dei Darkthrone e Tchort degli Emperor, il Black Metal nasce perchè in Norvegia "si erano stancati di tutta la scena Death Metal".
Si sa anche che Euronymous dei Mayhem inviò diverse minacce di morte ad alcuni dei gruppi di Death Metal più "mainstream" in Europa.
Presumibilmente, un gruppo di fan norvegesi del Black Metal pianificò anche rapine ed attentati per le band Death Metal che si recavano in Norvegia (e non solo) a suonare (si ricordino i problemi avuti dai Deicide e dai Therion ad esempio).
Invece i rapporti tra la scena Black norvegese e quella Black svedese erano ottimi (le usanze erano anche comuni: diverse chiese vennero date alle fiamme anche in Svezia. Dietro questi roghi si sospettò sempre che potesse esserci la mano di Nodtveidt dei Dissection ed It degli Abruptum).
Con la scena Black Metal finlandese invece, c'era una certa rivalità ed addirittura astio puro.


RIVALITA' TRA SCENA BLACK FINLANDESE E NORVEGESE
All'inizio degli anni '90, la maggior parte delle band della scena provenivano dalla Norvegia e in parte dalla Svezia ma a causa dei Beherit (Rovaniemi, 1989) e di gruppi quali Impaled Nazarene (Oulu, 1990) e Barathrum (Kuopio, 1990), la scena finlandese venne sempre più riconosciuta a livello underground.
Furono proprio tutte queste cose a portare ad un conflitto musicale Norvegia-Finlandia, spesso definito come "guerra oscura".


IMPALED NAZARENE
Band atipica della scena che ha saputo mischiare il Black Metal con influenze Death, Grindcore, Hardcore, Punk e Speed Metal.
Il fondatore fu Mika Luttinen.
Il primo disco degli Impaled Nazarene ("Tol Compt Norz Norz Norz" del 1992) aveva su scritto una dichiarazione di "guerra" che diceva "nessun ordine è accettato dalla Norvegia" e "kuolema Norjan kusipäille!" ("death to the Arseholes of Norway!").

Alexi Laiho (fondatore poi dei Children Of Bodom) commentò il conflitto in un'intervista del gennaio 1994 per la rivista Masters Of Brutality: "Quando formammo la band quasi 4 anni fa sapevamo ciò quindi è ok. Ora ci sono più persone contro di noi a causa di queste stupide voci diffuse dai nostri nemici norvegesi...ma non mi interessa più di tanto. E' comunque triste che la scena underground Black Metal sia totalmente divisa"
Il "tradimento" al Black Metal del band avvenne già nel 1994 con "Suomi Finland Perkele" uscito per la Osmose Productions.
L'album viene accolto freddamente da una parte della critica, in quanto il Black Metal era mischiato con influenze ottantiane Hardcore e Punk.
Per gran parte della loro storia, abbandonato il corpse paint, gli Impaled Nazarene a livello di testi si concentrarono sul nazionalismo finlandese (ad esempio nella loro canzone "Total War - Winter War" sulla guerra sovietico-finlandese del 1939 e 1940) dimostrando anche una forte inclinazione anticomunista, come esemplificato nella loro canzone "Healers Of The Red Plague" su Rapture del 1998.
Altri testi ruotavano attorno alla guerra e al satanismo.
La band nel tempo ha anche mantenuto una tradizione di includere in ogni album almeno una canzone che contenesse la parola "goat" nel titolo, che Luttinen ha sempre considerato un "marchio" della band:

"Il nostro primo EP è stato chiamato "Goat Perversion" (perversione di capra). 
In seguito feci una domanda sul nostro sito web ai fans, "Vuoi che continuiamo a fare canzoni con la parola Goat? Sì o no?".
Risposero tutti si, tranne un tizio "Sì, continua con le canzone di capra, vogliamo canzoni di capra". Quindi ho detto "Ok, volete le canzoni di capra, avrete queste canzoni!" Il fatto è che quando stai facendo una canzone con un argomento del tipo "Goat Sodomy", puoi star certo che non sarà un profondo pensiero sociale dei nostri problemi. Le canzoni di capra avranno come protagonista Satana, le capre, retti sanguinanti, sangue, merda, tutte cose che noi amiamo"

L'album "Nihil" (2000) venne invece censurato per i suoi testi anti-religiosi e razzisti (in particolare la canzone "Zero Tolerance" per le sue liriche omofobiche. In molte edizioni il testo non venne pubblicato).
Luttinen dirà "qualcuno sembra avere problemi con noi e sfortunatamente quel qualcuno ha il potere di far annullare i nostri spettacoli". 
La band venne bannata dalla Germania e dalla Polonia (ed anche dai negozi di dischi).
Anche questa band fu afflitta da un tragedia: il 16 marzo 2003, il chitarrista Teemu Raimoranta perse la vita cadendo da un ponte, si parlò di "caduta accidentale provocata dall'alcol".
Nel giugno 2017 vennero bannati dall' Ieperfest (Belgio) dopo le minacce di morte ricevute da alcuni manifestanti.
Il motivo della protesta erano alcuni testi della band, secondo i quali l'omofobia e lo stupro non dovevano essere condannati.


BEHERIT
I Beherit dal canto loro furono una delle prime band Black Metal, essendo attivi sin dal 1989 come detto.
Vennero fondati da Nuclear Holocausto, Black Jesus e Sodomatic Slaughter.
Il nome della band vuol dire "Satana" in siriano.
I loro primi show vedono sempre presenti sul palco capre e teste di maiale.
I testi della band erano disseminati di messaggi inneggianti la chiesa di Satana e il pensiero di LaVey.
La scena norvegese invece si era sempre schierata apertamente contro la chiesa di Satana, in quanto (a loro dire) amanti comunque della felicità e della vita.
Nuclear Holocausto dei Beherit: "Io credo nel diavolo con le corna, una personificazione di Satana. Tutte le altre forme di Satanismo sono merda"

In un'intervista su Orcustus nei primi anni 90, Bard Eithun degli Emperor ribatterà: "Quella chiamata oggi Chiesa di Satana, non è secondo il mio punto di vista, la Chiesa di Satana. E' piuttosto un'organizzazione umanistica che ricerca la vita e la felicità. Io adoro la morte, la malvagità e l'oscurità"

Varg Vikeners su Kill Yourself aggiungerà: "le uniche band vere arrivano dalla Norvegia. Le band finlandesi sono solo degli stupidi clown"

Nuclear Holocausto: "Io non ho alcun interesse nell'appartenere alla Norwegian Mafia. Alcuni degli Enslaved gettarono un sacco di merda su di me e i Beherit"
Nacque addirittura un progetto in Norvegia chiamato "Fuck Beherit", a testimonianza dell'odio che le band finlandesi e i Beherit in primis si erano guadagnati lì.
Per la verità nello stesso progetto furono coverizzate loro canzoni ed una traccia era chiamata "Beherit Are Gods".
Secondo alcune zines, Holocausto dei Behrit, alimentò la rivalità tra band norvegesi e finlandesi facendo una serie di scherzi telefonici a Samoth (degli Emperor) e Mika Luttinen (degli Impaled Nazarene) in cui li chiamava nel cuore della notte cantando filastrocche ad alta velocità su un registratore a cassette.
All'epoca, Luttinen sosteneva che i messaggi erano minacce di morte da parte di metallari norvegesi.
In realtà Holocausto ha sempre negato di aver fatto scherzi del genere.
In ogni caso, per farsi un'idea sulla proposta dei Beherit, va ascoltato almeno "Drawing Down The Moon" del 1993.
Intro ad esempio è presa da "Seventh Satanic Statement" della bibbia satanica di Anton LaVey.
Sul disco sono presenti synth, vocals alterate al computer e suoni elettronici (insomma era molto diverso dal Black Metal tipico dell'epoca).
Nonostante l'ottimo successo, poi la band virerà su suoni Dark Ambient come nei successivi: H418ov21.C del 1994 e Electric Doom Synthesis del 1995 (prima della scissione e poi della reunion della band con Engram uscito nel 2009 che riporta i finlandesi al Black Metal).


BLACK CRUCIFIXION
Anche i finlandesi Black Crucifixion criticarono molto i Darkthrone etichettandoli come band "trendy" in quanto i Darkthrone erano nati originariamente come band Death Metal, prima di cambiare genere.
Effettivamente i Darkthrone si formarono nel 1987 con il nome di Black Death ed erano dediti al Death Metal.
E' solo qualche anno dopo che il gruppo decise di cambiare nome in Darkthrone, prendendo spunto dalla traccia dei Celtic Frost Jewel Throne, contenuta nell'album To Mega Therion del 1985.
Inoltre Nagell (fondatore) cambiò il suo nome in Fenriz, ispirandosi al lupo della mitologia norrena Fenrir, mentre Enger (altro fondatore) assunse lo pseudonimo Zephyrous.
Dopo aver firmato un contratto con la Peaceville, i Darkthrone si recano in Svezia per registrare il loro album di debutto assieme al produttore Tomas Skogsberg: Soulside Journey esce in quello stesso anno e presenta ancora tutte le caratteristiche proprie del Death Metal.
L'album si inserisce all'interno della scena Death Metal, accanto a gruppi quali Entombed, Tiamat, etc in netta contrasto quindi con la scena Black Metal norvegese che si stava in quel periodo radunando attorno al negozio di dischi Helvete ad Oslo, posseduto da Euronymous dei Mayhem.
Già ai tempi però la band si era stancata di suonare Death Metal, in quanto cercava qualcosa di ancora più estremo.
Ben presto infatti la band comincia a frequentare l'Helvete e viene impressionata positivamente dalla scena, tanto da decidere di abbandonare definitivamente il Death Metal.
A seguito di un concerto della band (precisamente in Finlandia), la band torna in Norvegia e decide di comporre dischi Black Metal.
Nilsen, ancora appassionato di Death Metal, viene di comune accordo estromesso dalla band.
Nel 1992 vede la luce "A Blaze In The Northern Sky" il primo album Black della band, caratterizzato da un'estrema violenza sonora e da una produzione davvero scadente.
All'epoca della sua registrazione, la band si era ridotta ai soli Fenriz, Nocturno Culto e Zephyrous, dato che il bassista Dag Nilsen aveva abbandonato il gruppo subito dopo la registrazione del disco.
Dopo la pubblicazione del disco i Darkthrone decidono di annullare un tour previsto in Gran Bretagna, rifiutano di rilasciare interviste, di avere rapporti con i fans e soprattutto di suonare dal vivo, decisione che hanno mantenuto fino ad oggi.
All'inizio del 1993 esce "Under A Funeral Moon", che prosegue sulle linee stilistiche del precedente lavoro e con una produzione sempre scarna e approssimativa.
Nel 1994 esce il manifesto "Transilvanian Hunger", in cui la band si riduce ai soli Fenriz e Nocturno, dato che Zephyrous scompare improvvisamente senza dare più notizie di sé.
Disco che verrà subissato da critiche dai moralisti dell'epoca ma questa è tutta un'altra storia (I Darkthrone, Transilvanian Hunger e La Polemica Sugli Ebrei).

domenica 7 gennaio 2018

Zior e Monument: Una Storia Fatta Di Esoterismo, Occultismo e Mistero

Negli anni 70, spinti dagli insegnamenti di Black Sabbath, Black Widow e Coven, era diventato un po' di moda partecipare attivamente a pratiche quali rituali, magia nera, arti occulte ed altre usanze esoteriche.
Molte band, alla propria musica, aggiunsero testi mistici ed esoterici.
E' il caso dei Monument ad esempio.
Band nata dagli inglesi Zior (Southend), in circostanze che dire particolari è poco.
I quattro dureranno un solo vinile: The First Monument appunto.
Siamo nel 1971.
Circostanze particolari perchè la band nasce da una folle notte etilica che vede coinvolti Jake Brewster (batteria), Marve Fletchley (basso), Steven Lowe (voce e tastiere) e Wes Truvor (chitarre).
Effettivamente, poi, i risultati sono quelli che sono (almeno musicalmente parlando).
Steven Lowe si vantava di essere un membro fondatore di una congrega di streghe nell'Essex, ciò ha plasmato gran parte dei testi dell'album, intrisi di stregoneria e misticismo.
In realtà gli Zior del primo album omonimo si firmarono come: Peter Brewer, Barry Skeels, John Truba e Keith Bonsor.
Tornando al disco registrato come "The First Monument" si tratta di un Hard Rock/Prog Rock inevitabilmente underground, quindi grezzo.
La missione di suonare occulti e mistici è compiuta appieno ma il sound rimane freddo, ovattato e non molto ispirato.
Presente ovviamente l'organo e le vocals sono abbastanza particolari.
Alcuni passaggi sono veramente confusi, l'hammond è spesso distorto all'inverosimile, ci sono influenze e stili diversi.
Il risultato è voluto o non?
Del resto, a quanto si racconta, Stephen Lowe urlava in preda a fiumi d'alcol, torturando l’organo.
“Don’t Run Me Down”, “Give Me Life” e “First Taste Of Love” non sono male.
“And She Goes” è sorretta da un buon riff, anche se banale.
“Overture For Limp piano in C” è sorretta da un pianoforte spettrale ed occulto.
Anche gli Zior non brilleranno certo per originalità, dell'omonimo c'è ben poco da salvare, se non "Love's Desire".

lunedì 1 gennaio 2018

Quando Gli Eternal Decision Vennero Scambiati Per I Metallica (Hunger)

Questa è una storia curiosa successa a fine anni 90, quando ormai il trade taping aveva fatto spazio al file sharing.
E' la storia degli Eternal Decision (band Thrash Metal americana) che venne incredibilmente confusa per i Metallica.
Più che la band, i loro pezzi vennero confusi per canzoni composte da Hetfield e soci.
Ciò per dire che se sino ad ora non avevi mai sentito parlare degli Eternal Decision, ben difficilmente potresti conoscerli (casualmente) nell'immediato futuro.
La band si formò nel 1991 ad Oklahoma City.
Dopo qualche demo, l'esordio discografico omonimo è datato 1997: Eternal Decision.
Con l'esplosione di Napster (sistema che permetteva di scaricare la musica gratis), in particolare la canzone "Hunger" venne etichettata come nuovo pezzo dei Metallica.
In realtà c'erano più versioni: chi diceva che era un inedito recente, chi un pezzo degli anni 80, chi che era una composizione sia dei Metallica che dei Megadeth (effettivamente le vocals in tutto il disco richiamano Hetfield. Il sound un misto tra Megadeth e con spruzzate di Slayer e Pantera quà e là).
Il pezzo comunque si lascia ascoltare ed è dotato di un ottimo riff e sezione ritmica.
Qualcuno ci marciò così tanto sopra che addirittura in un bootleg dei Metallica in Sud America venne inserita la canzone Hunger.

Tommy Torres (chitarrista della band): "non siamo sicuri di come sia successo. Ci arrivavano mail che continuavano a parlare di "Hunger" inserita su un CD bootleg dei Metallica, distribuito in Sud America. Non abbiamo ascoltato il CD, ma le persone che ci hanno mandato le email dicevano di possedere il disco suddetto con la nostra canzone. Apparentemente qualcuno mise quella traccia sovrapponendola ad una folla dal vivo, facendo sembrare che i Metallica stessero suonando quella canzone dal vivo. Evidentemente era qualcuno che cercava di guadagnare denaro ingannando la gente facendogli credere che fosse un pezzo dei Metallica"

"Risen" rimanda un po' a Fucking Hostile e alle accelerazioni di Cemetery Gates dei Pantera.
"Power" sembra una composizione di Slayeriana memoria.
"Imminent Destruction" è apocalittica nel suo incedere (ed anche nel testo, parlando della fine del mondo) ed ha un sound più moderno (cioè Metallica degli anni 90).
Prima dell'album "Death Magnetic" dei Metallica (uscito nel 2008), molti utenti su Limewire (altro sistema di file sharing che permetteva di scaricare musica gratis) cambiarono il nome di questa canzone (Imminent Destruction) etichettandola come "All Nightmare Long" (pezzo poi effettivamente presente sul disco dei Metallica).
"Overflow" rimanda a qualche canzone dei Megadeth dei primi anni 90.
L'unica costante di tutto il disco comunque sono le vocals alla Hetfield.
Anche "Things I Say" e "Turn" sono degli ottimi pezzi.
Oltre ad essere molto derivativi, un difetto del disco è la batteria che è stata registrata senza trigger ed è molto "digitale" quindi il sound un po' freddo ed asciutto.
La band poi fece uscire "Ghost In The Machine" nel 1999 ed "E.D. III" nel 2002.
Le vocals non cambiano, il sound invece è sempre più debitore dei Pantera e degli assoli di Dimebag Darrell (con le dovute proporzioni) .
E' proprio il caso di dirlo: pensando ad alcuni di questi pezzi composti dai Metallica (magari negli anni 80) non si può che rimanere a bocca aperta (anche perchè a fine anni 90 Hetfield e soci facevano uscire i criticatissimi "Load" e "Reload") ma sapendo invece che si tratta "solo" degli Eternal Decision è proprio il caso di chiedersi...ma chi sono e da dove arrivano questi qua?

venerdì 22 dicembre 2017

La Storia Dei Satyricon: Dal Black Metal Ai Tempi Moderni

I Satyricon si formarono nel 1990 in Norvegia, ad Oslo (Eczema) per la precisione.
Il frontman è Satyr (voce, chitarra, tastiere e basso; vero nome Sigurd Wongraven), poi ci sono Vargen (Joakim Jensen), PrimeEvil (Steinar Henriksen), Morfar Blodtann (Anders Ørjebu) e Lord Deadmeat (Gøran Basso).
Quest'ultimo viene sostituito entro la fine dell'anno da un nuovo bassista: Wargod (Vegard Blomberg).
Malgrado ciò, i due membri stabili della band sono sempre stati Satyr e Frost (Kjetil Haraldstad), che nel 1992 andò a sostituire ExHurtum alla batteria.
Satyr, da piccolo, chiese ai suoi genitori di ritirarlo dalle lezioni di religione a scuola.
Nel 1992 fondò l'etichetta Moonfog Records


I PRIMI TRE CAPOLAVORI
Sia come sia, dopo aver prodotto un paio di demo (tra cui "All Evil") l'esordio discografico arriva nel 1993.
Dicevo di Exhurtum: venne espulso dalla band perché "preferiva uscire con la sua ragazza, piuttosto che andare in giro a buttare giù lapidi insieme alla band".

"I am spirit 
I am stone 
and I am immortal" 

Il disco d'esordio "Dark Medieval Times" uscito nel 1994 guadagna subito recensioni di spessore e denuncia tutta la fascinazione del gruppo per il Medioevo e per la contaminazione fra metallo estremo, chitarre acustiche e flauti.
Fu il primo vagito della creatura licenziato dalla Moonfog di proprietà dello stesso Satyr.
Un Black Metal solo all’apparenza scarno e minimale, poichè la tecnica esecutiva dei nostri iniziava a dare i suoi frutti (il drumming di Frost in particolare), spezzato da parentesi di musica medievale suggestiva creata dalla chitarra acustica, dai flauti e dalle profonde tastiere.
Peccato solo per la produzione (opera dello stesso Satyr) abbastanza approssimativa, d’altronde all’epoca era naturale preferire un mood fangoso per preservare l’alone diabolico e l’attitudine incorrotta che il Black doveva comunicare.
“Walk The Path Of Sorrow” (introdotta da un gelido vento) e la titletrack, vedono l'alternarsi di lunghe sfuriate bestiali del Black mitigate da lunghi inserti di ambient medievale profondo ed eroico.
“Skyggedans” e “Taakeslottet” sono invece i brani se vogliamo, più canonici, dove l’anima estrema del gruppo si esprime nello screaming disturbante di Satyr, nei riff ricorsivi e vorticosi e nel drumming totalitario.
“Min Hyllest Til Vinterland”, “The Dark Castle In The Deep Forest” e “Into The Mighty Forest” sono canzoni grezze ma allo stesso tempo ispirate, ma incredibilmente emotivi esempi di Black epico, dove i ritmi si dilatano leggermente e lasciano spazio alle ariose aperture delle tastiere, della chitarra acustica e degli strumenti a fiato, che tessono passaggi grandiosi, ma al tempo stesso malinconici e sobri.
L'anno successivo esce "The Shadowthrone" (1994), in questo disco i Satyricon sono affiancati da Samoth degli Emperor.
Ad aprire le ostilità è "Hviste Krists Dod" ed il suo urlo terrificante che dà il via all’oscuro viaggio.
"In The Mist By The Hills" si mette in mostra anche per le ossessive, ma intriganti linee di basso, che contribuiscono a creare un sottofondo ripetitivo e, appunto, ossessivo, quasi una cantilena, intonata con la consueta malvagità dal frontman della band.
Più veloce è invece la magnifica "Woods To Eternity", a sua volta però nobilitata da tastiere che arricchiscono la proposta musicale dei Satyricon.
"Vikingland", altro masterpiece del gruppo, gioca sul contrasto fra lo scream del singer ed un lugubre, ripetitivo coro, caratterizzandosi inoltre per improvvisi cambi di ritmo dettati tanto dalla chitarra, quanto dalla batteria. "Dominions Of Satyricon" si fa notare per la varietà di soluzioni, portate avanti abilmente dai musicisti, oltre che per la sua lugubre, ma al tempo stesso maestosa atmosfera.
"The King Of The Shadowthrone", ennesima perla, presenta addirittura una chitarra acustica verso la fine, che creano una conclusione di eccezione per un brano che anche nelle parti più pesanti offre il meglio di quanto i Satyricon ci possano regalare.
A chiudere, le tastiere di "I En Svart Kiste": oscure, lugubri, raggelanti.
Nel 1996 arriva "Nemesis Divina", forse il disco per antonomasia dei Satyricon.
Tanto per intenderci parliamo dell'epoca d'oro del Black Metal, l'epoca in cui Satyr poteva permettersi di dire "non ho tempo da perdere per rispondere alle lettere dei fans" (come dirà in un'intervista a Metalion).
Satyr, tra l'altro, ebbe anche una serie di incontri con Euronymous che gli mandò una lettera prima di essere assassinato da Burzum nel 1993.
Il chitarrista "Kveldulv", citato nei crediti, è Nocturno Culto dei Darkthrone.
Il disco incorpora tutto quello che poteva essere etichettato "True Black Metal" in quegli anni e qualche lieve tocco di novità, soprattutto nella produzione (meno grezza rispetto alle canoniche usanze dell'epoca).
Ulteriore elemento da non tralasciare sono le tastiere, utilizzate più per dare respiro alle canzoni che per creare atmosfere catacombali o particolarmente opprimenti.
Si inizia con "The Dawn Of A New Age", un gran pezzo che rappresenta un degno incipit per questo capolavoro.
Indimenticabili le sfuriate della batteria di Frost, in stacchi con velocità al fulmicotone.
La canzone inizia con la storica frase: "This is Armageddon!".
"Forhekset" e "Mother North" da sole valgono l'intero disco.
La prima parte con un arpeggio che si sviluppa progressivamente fino ad arrivare all’apoteosi finale con uno stupendo up-tempo dove piano e chitarra si intrecciano.
La seconda è un perfetto misto di parti sparate e più lente, riflessive, a tratti Doom.
Leggendario ed imponente il riff che sorregge la composizione.
Per questa canzone viene girato un celebre e controverso videoclip, censurato in molti paesi.
I Satyricon fanno interpretare ad una ragazzina biondissima e mezza-nuda la parte della Madre Nord, tra uno spezzone e l'altro alcune scene imperdibili: Frost che mangia il fuoco e lo sputa su una croce di legno capovolta facendola incendiare e Satyr che ne approfitta per leccare la ragazza.
Tornando all'album segue quindi "Du Som Hater Gud", brano in classico stile Satyricon, arricchito con quell'atmosfera misantropica che contraddistingue la band. Pochi riff ben costruiti e strutturati, supportati dalle ritmiche serrate di Frost, e un finale abbellito dall'utilizzo di un pianoforte tanto elementare quanto azzeccato. Si passa a "Immortality Passion", altro pezzo incredibilmente bello, e dalla sconvolgente lunghezza di oltre 8 minuti.
Poi è la volta della title-track, dove la voce di Satyr esprime bene il concetto con tutta la cattiveria possibile.
Si chiude quindi con la strumentale "Trascendental Requiem Of Slaves".


LA PARENTESI STORM
Gli Storm nacquero nel 1993 grazie ad un'intuizione di Satyr (dei Satyricon appunto), Fenriz (batterista dei Darkthrone) e Kari Rueslatten.
"Oppi Fjellet" fu duramente criticata dai media e dalla stessa vocalist Kari Rueslatten per il suo carattere anticristiano e nazionalista.

"Riesci a vederlo? Guarda quel bastardo cristiano: picchialo. E se mai dovessi sentire odore di sangue cristiano sulle montagne, allora prendi la tua ascia e falli a pezzi"

Satyr e la cantante Kari entrarono in conflitto tra di loro, in quanto a dire di quest'ultima era stata ingannata riguardo la vera natura della band, nata con chiari intenti anticristiani, nazionalisti e di estrema destra (Satyr e Fenriz però si sono sempre tirati fuori da queste accuse).


IL CAMBIO DI GENERE
Gli anni successivi della band saranno un calare senza fine, partendo da "Rebel Extravaganza" (1999), che tenta nuove strade sonore e che vede Satyr fare praticamente tutto (eccezion fatta per la batteria di Frost).
"Filthgrinder" e "Tied In Bronze Chains" si lasciano ascoltare comunque.
Il disco successivo ("Volcano", 2002) viene subissato da critiche, non solo per la proposta musicale ma anche perchè è il primo disco dei Satyricon ad essere distribuito da una major discografica (Capitol Records).
"Black Lava" e "With Ravenous Hunger" gli episodi migliori.
La band, dopo aver abbracciato il Black'N'Roll con spruzzate di Punk quà e là si trascina negli anni successivi con pochi alti e tantissimi bassi.
Una sventura per la band capita nel 2006 quando due chitarristi vengono arrestati a Toronto, in Canada, per aver drogato e (secondo le accuse) violentato una donna dopo uno spettacolo al Fun Haus.
La donna affermò di essere stata con AO Gronbech e Steinar Gundersen nel loro tourbus, ma alla fine si è svegliata da qualche altra parte ed è stata aggredita sessualmente.
I due chitarristi sono stati arrestati e gli è stato prelevato un campione di DNA.
Le rimanenti date con i 3 Inches Of Blood vennero cancellate.
Tornando alla musica nello stesso anno esce "Now, Diabolical" per Roadrunner, nel disco si può citare la titletrack e "The Pentagram Burns".
Il periodo così così della band prosegue anche nei due successivi: "The Age Of Nero" del 2008 e "Satyricon" nel 2013 con la particolarissima "Phoenix" (in cui fa la comparsa anche una voce clean).

Frost: "Basta guardare la band oggi sul palco per capire che il face painting non sarebbe più adeguato. Per i pagliacci è fondamentale, ma molte band lo usano a prescindere e non è una cosa che apprezzo. Molte band lo usano per convenzione, perché fa parte del gioco, come se fosse qualcosa che la gente si aspetta. Ma il Black Metal con è fatto di convenzioni. Quando facciamo qualcosa, quando scegli uno stile per quello che fai, dovrebbe essere fatto perché hai avuto un illuminazione, perché vuoi esprimere qualcosa ed era proprio quello che facevamo quando usavamo il corpse painting; fondamentalmente è lo stesso approccio che utilizziamo adesso usando un make up molto più grigio e sfumato, che aderisce meglio alle stile dei brani di oggi.
Il look che hai, quello che porti sul palco deve essere coerente con la musica che stai proponendo. La musica è al centro di tutto e tutto il resto dovrebbe dare qualcosa in più allo show in fatto di forza. Sarebbe stato sbagliato e assurdo continuare ad usare il corpse painting, perché non ha niente a che fare con la musica. Continuare ad utilizzarlo perché lo abbiamo fatto in passato o perché viene considerato una convenzione, sarebbe totalmente contro l’idea generale della band. Per farti un esempio, uso il corpse painting nei 1349 ma perché è parte di ciò che la band vuole esprimere ed aggiunge veramente qualcosa alla performance. Con i Satyricon oggi sarebbe totalmente sbagliato"

Nel 2015 esce anche un live chiamato: "Live At The Opera", che vede la band coinvolta sul palco con un coro di matrice operistica.

Frost: "Vent'anni fa la nostra preoccupazione principale era trovare i soldi per pubblicare un disco e tirare a campare, quindi sicuramente non avremmo potuto ingaggiare un coro da opera lirica! 
Detto questo, fin dall'inizio eravamo molto ambiziosi, e ci chiedevamo dove avremmo potuto portare la nostra musica. Poter registrare con un coro dal vivo, ha reso più epica la musica che comunque era già epica. Non abbiamo cambiato le nostre canzoni per poterle suonare con il coro: è il coro che si è adattato a noi, per creare qualcosa di memorabile, rendere ancora più complete le nostre canzoni di vent'anni fa"
"Deep Called Upon Deep" a dire di Satyr nasce in un fienile.
La band avrebbe voluto registrarlo proprio lì, anche se poi si sono scelti i più tradizionali studi di registrazione.

Frost: "L’idea ci è venuta perché volevamo che l’album suonasse spoglio; che avesse un sound nudo, naturale. Di fatto, suona quasi come un demo. Abbiamo lavorato lì e avremmo davvero voluto registrare in quel fienile, ci avevamo anche portato un sacco di strumentazioni ma poi ci siamo resi conto che sarebbe stato troppo complicato. Così, abbiamo optato per uno studio più professionale"

domenica 10 dicembre 2017

Il Primo Disco Black Metal Composto Da Un Computer: Coditany Of Timeness (Dadabots)

L'intento dei Dadabots (band di Boston) è quello di fare musica attraverso un computer o almeno questa è stata l'idea di Zack Kukowski e CJ Carr, i due fondatori del progetto.
Sono loro, infatti, gli ideatori del primo disco Black Metal realizzato interamente da un computer.

"Usiamo un'architettura SampleRNN modificata per generare musica in generi quali Black Metal e Math Metal.A differenza dei modelli MIDI e simbolici, SampleRNN genera audio raw nel dominio del tempo.
Questo requisito diventa sempre più importante negli stili di musica moderna. Le lunghe composizioni con transizioni rapide tra le sezioni sono possibili aumentando la profondità della rete oltre il numero utilizzato per i set dei dati vocali. Siamo lieti dei peculiari artefatti caratteristici della sintesi neurale. "

L’album è stato intitolato "Coditany Of Timeness".
La band ha utilizzato un algoritmo a rete neurale con alcuni “spezzoni” del terzo disco Black Metal ("Diotoma" uscito nel 2011) della band americana Krallice, poi ha fatto tutto il computer, che ne ha studiato e assimilato i meccanismi.
Ogni brano è stato suddiviso in piccole porzioni che sono state poi date in pasto a una rete neurale, alla quale è stato poi chiesto di scegliere quale poteva essere un eventuale segmento successivo "sensato".
In caso di risposta positiva la rete rinforzava i passaggi che avevano portato a quella scelta, un po’ come quando il nostro cervello rende più salde le connessioni tra i neuroni quando impariamo qualcosa di nuovo.

Carr e Kukowski hanno spiegato il progetto in questi termini:
"All’inizio l’IA generava solo suoni casuali, musica rumorosa e grottesca"
Sono stati necessari tre anni di correzioni, per scrivere un intero EP.
Persino i titolo dell’album e dei singoli brani (ad esempio "Timension", "Wisdom Trippin" ed "Energiveness"), oltre all’artwork in copertina, sono stati realizzati dal computer tramite la catena di Marcov.
Si parla di 5 milioni di tentativi in tre giorni, ciò ha permesso all'algoritmo di comprendere come un brano Black Metal funzioni in termini di sound e struttura.
I pezzi contengono tutti i cliché giusti del genere, dalle intro d'atmosfera alle accelerazioni con doppia cassa e chitarre a "zanzara" oltre ad un'atmosfera molto fredda ed oscura.
Al termine degli esperimenti verrà, poi, pubblicato un saggio da titolato "Generating Death Metal And Math Rock" in occasione del  Machine Learning For Creativity And Design Workshop che avrà luogo a Long Beach, in California.

mercoledì 6 dicembre 2017

La Storia Dei Joy Division e Il Suicidio Di Ian Curtis

"In questo istante vorrei essere morto. Non riesco più a lottare"

Nella storia del Rock e del Punk quello dei Joy Division è un capitolo a parte, intriso di oscurità.
La storia di Ian Curtis inizia a Macclesfield, poco lontano da Manchester, il 15 luglio 1956.
Da ragazzino si divertiva a entrare nelle case delle signore anziane per portare via più farmaci possibili: voleva provarne gli effetti allucinogeni.
La storia dei Joy Division inizia il 4 giugno 1976: dopo un concerto dei Sex Pistols decide con alcuni amici di formare una band.
Il nome deriva da quello dato nei lager alle prigioniere destinate all’intrattenimento sessuale degli ufficiali nazisti.
Nel 1977 in occasione di un concerto all’Electric Circus Ian presentò la canzone "At A Later Date" urlando "You all forgot Rudolf Hess", al quale sembra essere invece dedicato il brano "Warsaw" in cui viene ripetuto continuamente il numero di matricola di prigionia del "delfino di Hitler".
Il primo mini-album ("An Ideal For Living")con quattro brani esce nel maggio del 1978.
Colpisce il suono della band, con sezione ritmica in evidenza, chitarre ridotte al minimo, sintetizzatori, e su tutto la voce baritonale di Curtis.
Più o meno gli stessi elementi del primo disco, "Unknown Pleasures", pubblicato l’anno successivo: 38 minuti, 10 canzoni, in copertina le pulsazioni di luce di una stella appena scoperta e nient’altro, neppure il nome della band.
Troviamo grandi canzoni quali: "She’s Lost Control", "Shadowplay" e "Disorder".
Questo disco cambierà la vita di molte persone: ad esempio i Cure ne trarranno ispirazione per i giri di basso dei loro brani più famosi, da "A Forest" in poi.
Ma non è solo il personaggio di Curtis a trascinare i Joy Division: la batteria tribale di Stephen Morris, le ipnotiche linee di basso di Peter Hook e la glaciale chitarra di Bernard Sumner si amalgamano alla perfezione fra di loro, creando un tappeto musicale che dire oscuro è poco.
La musica dei Joy Division assume una sua identità precisa e riconoscibilissima, completamente innovativa rispetto alle band a loro contemporanee.
I Joy Division diventano così fra i primi esponenti di un genere che verrà definito Post-Punk.
Appena uscito, Unknown Pleasures viene acclamato dalla critica, seppur non registrando altrettanto successo sul mercato.


IL TRADIMENTO DELLA MOGLIE
Durante il tour europeo per pubblicizzare il disco, Curtis conosce e inizia una relazione extraconiugale con una fotografa belga, Annik Honorè.
Ian, insieme agli altri membri della band, aveva studiato un modo infallibile per vincere la noia durante i lunghi trasferimenti sul bus per le date dei tour: mostrare il culo dai finestrini alle auto di passaggio.
La sua tormentata vicenda sentimentale con la belga Annik Honoré, che tanto ferì sua moglie Deborah, era un sintomo di vitalità e di struggimento: "Sono terrorizzata perché crede davvero a quello che canta".


LA DEPRESSIONE E IL TENTATO SUICIDIO
La canzone simbolo dei Joy Division divenne l’ormai leggendaria "Love Will Tear Us Apart" registrata nel marzo 1980.
Ian Curtis già da un po' di tempo soffriva di epilessia fotosensibile.
Questa malattia era diventata per lui un peso insostenibile, e fu per questo che, intorno ai vent’anni, iniziò a soffrire anche di depressione cronica.
Spesso durante le esibizioni live il cantante veniva colpito da crisi epilettiche, si contorceva sul palco, soffrendo; ma il pubblico pensava fosse parte dello show non capendo il dolore che provava.
Ian Curtis con il passare del tempo ricorre sempre più spesso agli psicofarmaci, un paio di volte esagera con le dosi e finisce in ospedale.
Il 7 aprile 1980 tenta il suicidio con i barbiturici; sopravvive, ma nessuno sembra cogliere il segnale di una crisi già gravissima.


IL TOUR MAI INIZIATO E LA MORTE
Intanto l’interesse per i Joy Division cresce sempre di più: il secondo album è pronto, il manager organizza un tour che dovrebbe aprire ai quattro le porte del mercato americano.
La partenza è fissata per il 19 maggio, ma all’alba del giorno prima Curtis si suicida.
Più precisamente, Ian aveva appena litigato con la moglie (derivante probabilmente dal tradimento scoperto con la Honoré).
Lei non vuole ritirare la domanda di divorzio.
Ian la manda via, è notte tarda.
Il cantante decide di guardare "La ballata di Stroszek", ed è ormai quasi mattina.
Si alza e mette sul giradischi “The Idiot” di Iggy Pop, ascolta e ascolta.
Poi va in cucina.
Deborah Curtis torna a casa del giovane marito verso mezzogiorno e lo trova impiccato ad una rastrelliera della cucina.
Curtis muore suicida a soli 23 anni.

Polizia: "Ci dispiace informarla che Ian Curtis si è tolto la vita la scorsa notte. Stiamo tentando di metterci in contatto con Rob Gretton. Se lo sente, potrebbe chiedergli di chiamarci, per favore?"

Peter Hook (bassista della band) "Va bene, e poi mi sono sentito stordito. Lo sono rimasto per giorni, a dire il vero, come se mi si fosse pietrificato il cervello"
"Closer" esce comunque due mesi dopo: è un disco desolato, rarefatto, oscuro, spettrale.
L’autore non ne era soddisfatto (in una lettera da poco ritrovata lo definirà «un disastro»), eppure il suo testamento sarà proprio quell’album bianco con una foto scattata nel cimitero monumentale di Staglieno a Genova.
Dopo il suicidio di Ian Curtis, gli altri membri dei Joy Division decidono di combattere lo shock sciogliendo la band e ripartendo da zero.
Il 29 luglio 1980 tengono il primo concerto a Manchester.
Il loro manager, Rob Gretton gli conferisce il nome di New Order.
Appena Ian Curtis entra nel paradiso degli eroi Rock, gli U2 gli dedicano "A Day Without Me", primo singolo dal loro album di esordio, poi arriveranno gli omaggi di Radiohead e tanti altri.
A ricordarlo sulla terra, una lapide a Macclesfield.
Qualcuno la rubò, qualche anno fa (nel 2008); ora ce n’è una uguale, con un verso della sua canzone più famosa: Love Will Tear Us Apart" (l’amore ci farà a pezzi).