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venerdì 13 aprile 2018

Gli Inquisition, Le Accuse Di Nazismo e Lo Scandalo Di Pedopornografia

Gli Inquisition, band storica Thrash/Black Metal colombiana formatisi nel 1989, sono stati estromessi dal roster della Season Of Mist.
Molto probabilmente, questa decisione è stata presa in seguito agli attuali guai giudiziari del leader e fondatore della band Jason "Dagon" Weirbach, il quale si trova a dover affrontare accuse di detenzione di materiale pedopornografico.
Jason è infatti accusato di aver pubblicato nel 2007, su un noto sito di condivisione immagini, alcune foto particolarmente compromettenti.
La band venne fondata nel 1989 in Colombia, prima di trasferirsi negli USA.
Oltre a Dagon, i primi membri furono John Santa e Cesar Santa, prima che venisse reclutato Incubus nel 1996 (la produzione musicale a livello di full leight inizia qui).
La band è stata autrice di dischi fondamentali quali "Into The Infernal Regions Of The Ancient Cult (1998), "Invoking The Majestic Throne Of Satan" (2002), "Magnificent Glorification Of Lucifer (2004), "Nefarious Dismal Orations" (2007), "Ominous Doctrines Of The Perpetual Mystical Macrocosm" (2010), "Obscure Verses For The Multiverse" (2013) e "Bloodshed Across The Empyrean Altar Beyond The Celestial Zenith".
Inquisition iniziarono come una Thrash Metal band sulla scia di Sodom e Kreator, prima di passare al Black Metal.
Si tratta di riff lenti, oscuri, a volte lenti e con improvvisi cambi di tempo che mischiano Bathory, Burzum e parte della scena estrema polacca.
"Into The Infernal Regions Of The Ancient Cult" per problemi vari (tra cui l'impossibilità di trovare un bassista) suona senza basso.

Dagon: "Abbiamo il minimo indispensabile per creare musica satanica sotto forma di Black Metal: una chitarra, una batteria e una voce. Con questa formula semplicistica, credo che ciò accresca la magia della nostra musica"

Dagon ha sempre ribadito che le sue voci sono intenzionalmente inumane per rappresentare un'entità demoniaca invisibile che trasmette i temi della lirica.
Lo stesso ha sempre citato il ruolo di "De Mysteriis Dom Sathanas" dei Mayhem come influente e fondamentale per il suo approccio vocale.
Un altro elemento degno di nota del sound della band è il blast beat di Incubus, in cui il rullante funziona insieme al charleston o si alternano i due bass drum, invece di alternare il rullante e il kick, la forma più tradizionale.


SATANISMO
Dagon ha sempre definito il Black Metal come "musica che parla per Satana. Il Black Metal in sostanza deve iniziare con il riconoscimento di Satana come fondamento del codice Black Metal. Qui è dove iniziò il Black Metal e così deve essere, sempre. Individualismo, elitarismo, ribellione contro il controllo non necessario, orgoglio per una causa" (queste come virtù celebrate dal satanismo). Dagon citò "l'arte demoniaca come antiche xilografie diaboliche fatte in tempi in cui Satana era una vera minaccia per le persone" così come i libri sull'occulto e la demonologia come ispirazione lirica.
I testi di Dagon sono apertamente satanici e affrontano sia le forme teiste che quelle LaVeyane del satanismo, così come le incarnazioni pre-cristiane del male come Baphomet (demone della religione babilonese).
Per Dagon, "l'energia" di Satana è "ovunque", compresa nella "polvere cosmica che forma il terreno su cui camminiamo e persino su noi stessi".


ACCUSE DI NAZISMO
La band è stata inoltre accusata di essere nazista (supremazia bianca) o comunque di avere membri della banda razzista.
Dagon ha un progetto elettronico/noise chiamato 88MM.
Il progetto prende il nome dall'arma da artiglieria Flak 18/36/37/41 da 8,8 cm utilizzata dalla Germania nazista durante la guerra civile spagnola e la seconda guerra mondiale.
88 è anche usato frequentemente dai neonazisti come un codice numerico per "HH", con H rappresentato come l'ottava lettera dell'alfabeto inglese, che sta per "Heil Hitler".
Il progetto 88MM è stato incluso anche nella compilation chiamata “Declaration Of Anti-Semetic [sic] Terror” con la traccia "14 Showerheads, 1 Gas Tight Door”.
La compilation è stato rilasciato da un'etichetta discografica di supremazia bianca con riferimenti al satanismo "Skinhead Propaganda".
Gli Inquisition sono anche apparsi in una compilation dal titolo "From Columbia With Hate" della Sylphorium Records.
Nel booklet del CD c'è un'immagine della band di fronte a una bandiera nazista.


LE ACCUSE DI PEDOPORNOGRAFIA
Come detto, la band recentemente (2018) è stata travolta anche da uno scandalo di pedopornografia, più precisamente il leader Dagon (anche se per fatti risalenti ad una decina di anni fa).
Dagon: "A tutti i fan, sostenitori e amici, vorrei chiarire dell’orribile disinformazione generata dalla webzine Metalsucks riguardante una mia questione personale risalente al 2007. 
Prima di tutto, bisogna considerare che tutto ciò che Metalsucks ha pubblicato è preso da dei documenti del tribunale che descrivono le accuse piuttosto che ciò che è stato dimostrato o ammesso nel 2007. In secondo luogo, non mi sono mai dichiarato colpevole delle accuse e le accuse originali sono state ritirate dopo che i tribunali hanno esaminato tutte le prove. Non sono un maniaco sessuale e sono assolutamente innocente. Il patteggiamento è stato qualcosa su cui il pubblico ministero ha insistito e per la difesa è stata la migliore opzione per porre fine a un lungo processo legale. Con tutto il mio rispetto per voi, vi invito a leggere la mia dichiarazione che Metalsucks mi aveva assicurato di voler pubblicare: ho fatto delle azioni molto poco sagge nel 2007, che mi hanno portato a problemi legali. Dopo che l’indagine è stata condotta, un anno e mezzo dopo le accuse iniziali, le accuse originarie contro di me sono state ritirate e mi è stato presentato un patteggiamento. L’inchiesta ha stabilito che non avevo fatto nulla che rientrasse sotto l’accusa originale.Il rapporto della polizia sosteneva che avessi cancellato delle prove, cosa che nego di aver fatto, tuttavia l’accusa di ostruzione faceva ancora parte del patteggiamento, così come l’altra accusa menzionata in questo articolo. Quella seconda accusa è legata alla visione di pornografia in un’area pubblica, e questa venne inclusa nel patteggiamento. Per essere chiari, non ho commesso reati sessuali. Quanto avvenuto non ha coinvolto nessun’altra persona oltre a me stesso e dal 2009 sono andato avanti con la mia vita, avendo rispettato tutti gli aspetti della legge.Desidero rimanere concentrato sulla mia musica e sulla mia assoluta dedizione all’arte del Black Metal. Nonostante le opinioni personali che i fan e i sostenitori della nostra musica possono avere, sono una persona riservata e non mi sono mai preoccupato di certo sensazionalismo distruttivo, cercando di mantenere privato ciò che reputo privato.Spero che il mio livello di trasparenza venga compreso e vi ringrazio come sempre per essere così solidali con gli Inquisition.
Con molto rispetto per voi,
Dagon"

martedì 3 aprile 2018

I Megadeth e L'Hangar 18: Alieni, Area 51 e Il Record Di Guitar Solos

"Hangar 18" uscita per l'album "Rust In Peace" (1990) dei Megadeth è ispirata all'omonima base collegata all'Area 51.
L'esistenza di quest'intero sito è stata solo vagamente ammessa dal governo statunitense nel 2013.
Si tratterebbe di una vasta zona militare sita nel Nevada.
Più precisamente l'Hangar 18 si trova presso la base aeronautica di Wright-Patterson vicino a Dayton, nell'Ohio, ed è stato ipotizzato che un velivolo alieno sia stato portato lì, dopo essersi schiantato a Roswell nel 1947.
L'Area 51 è stata fondata ufficialmente nel 1954 come struttura top secret in cui la Lockheed Aircraft Corporation avrebbe potuto sviluppare aerei spia per la CIA (Central Intelligence Agency).
Il nome deriva dalla sua vicinanza al sito di test nucleari Nevada Test Site (NTS).
Il NTS è mappato come una griglia di quadrati che sono numerati da uno a 30 (con qualche omissione).
L’Area 51, che non fa parte di questa griglia ma confina con l’Area 15.
Molti dicono che il sito abbia ottenuto il nome Area 51 trasponendo l’1 e il 5 del suo vicino.
Oggi, il nome ufficiale di Area 51 è Air Force Flight Test Center, Detachment 3, o AFFTC Det. 3 in breve.
A livello di ufficialità, ci sono anche documenti del 1960 e 1970 che si riferiscono ad una struttura denominata Area 51.
Per anni, il governo statunitense ha negato l’esistenza dell’Area 51 fino a quando le immagini sovietiche confermarono quello che molti sapevano già da tempo.
La base esisteva.
Fu il presidente USA Barak Obama nel 2013 a parlarne pubblicamente per la prima volta chiamandola Area 51.


ROSWELL 1947
Le teorie cospirazioniste sull’Area 51 iniziarono a prendere piede dopo l’incidente di Roswell, quando fu diffusa la notizia di un oggetto volante non identificato precipitato vicino ad un ranch nei pressi dell’omonima città del Nuovo Messico.
Erano i primi giorni del luglio del 1947 quando qualcosa cadde dal cielo, lasciando detriti sparsi nel campo.
Furono immediatamente avvisati i militari della vicina base Roswell Army Air Field (RAAF), che si recarono sul posto per raccogliere ed esaminare il materiale.
Ad alimentare il mistero fu il comunicato stampa dell'8 luglio 1947 del RAAF: “un oggetto che sembrerebbe essere un disco volante è stato ritrovato nei pressi di Roswell”.
La smentita dell’areonautica arrivò di lì a poco ma ormai era troppo tardi.
24 ore dopo il comunicato della RAAF, il comandante generale della Eighth Air Force, Roger M. Ramey dichiarò che, di fatto, un pallone meteorologico era stato recuperato dal personale RAAF, non un “disco volante”.
In molti hanno sostenuto che i resti dei corpi “alieni” e dell’UFO furono in realtà trasportati segretamente nell’Area 51, dove iniziarono gli esperimenti su tecnologie extraterrestri.
Gli Ufologi ritengono che nel cosiddetto Hangar 18 venga custodita un’astronave aliena e anche un extraterrestre.
Nel 1987, un uomo di nome Robert Lazar sconvolse il mondo quando andò in televisione affermando di avere fatto parte di un’operazione top secret che ha lavorato su tecnologia aliena.
Dichiarò che il governo americano era in possesso di una decina di astronavi aliene in una base chiamata S-4, non lontana da Groom Lake.
Lazar affermò di essere stato assunto per aiutare il “reverse engineering” della tecnologia nella nave aliena per l’impiego in veicoli militari americani e la produzione di energia.
Sarebbe stata scoperta una nuova sostanza definita “Elemento 115” che alimentava l’astronave aliena.
Ad ogni modo, fu forse il film del 1980 basato su queste teorie che ispirarono il batterista Nick Menza a scrivere i testi per la canzone dei Megadeth.
Poco dopo, il frontman Dave Mustaine compose la maggior parte della musica.
L'introduzione è una versione rapida dell'arpeggio in re minore che Mustaine scrisse per "The Call Of Ktulu" dei Metallica.
La canzone è molto particolare in quanto il basso usa una accordatura diversa dalle due chitarre principali.
Inoltre la stessa (davvero intricatissima) contiene almeno 11 assoli di chitarra (da guinnes record) con continui duelli solistici tra Marty Friedman e Dave Mustaine.
Il video "Hangar 18" è ispirato ovviamente al concetto lirico della canzone.
Esso raffigura lo schianto dell'UFO, la cattura degli alieni, la tortura degli stessi e, alla fine, mostra tutti i membri del gruppo incubati al "freddo".
Il video è stato girato a San Pedro (Los Angeles) nell' edificio Water & Power.

domenica 25 marzo 2018

La Storia Di Selim Lemouchi: Droga, Esperienze Spirituali, Satanismo e Suicidio

"Se guardi nell'abisso troppo a lungo, l'abisso ti trascina dentro"

Selim Lemouchi era un individuo piuttosto oscuro e tormentato.
Nelle interviste si chiedeva sempre come la gente potesse essere triste dopo la morte di amici e parenti.
A suo modo di vedere non era importante la perdita in sè ma l'ammirazione per loro per essere passati a miglior vita.

"Dopo la morte c'è un luogo ed io vorrei andarci e ci andrò. Spero per mia scelta, quando sarà tempo di andarci"

"Quando la tua vita cade a pezzi ha la tendenza a portare tutto con sè: le relazioni si disgregano, la tua vita sociale idem, le persone che pensavi fossero amici diventano nemici. Quando ero depresso non ero in grado di fare nulla. È come essere uno schiavo di ciò che ti circonda; niente viene da te. È l'opposto del solipsismo; tutto ciò che si manifesta si manifesta dall'esterno e non hai alcun controllo su ciò che sta accadendo. Passavo molto tempo a letto in preda alle droghe, all'alcol ed altre situazioni non certo stellari"

Sino in giovane età Lemouchi ci dava dentro con alcol, droga ed era fortemente depresso.
La sua terapia non arrivò da farmaci o dal Cristianesimo ma da esperienze spirituali che lo hanno portato ad abbracciare il Satanismo.

"Durante un'allucinazione ho sentito una voce parlarmi. La voce non mi ordinò di provocare un incendio o di pugnalare mia madre, mi diede invece un'opzione extra ma non posso dire di cosa si tratta precisamente perchè è molto personale. Comunque dopo di ciò non furono più le persone intorno a me a chiedermi cosa stavo facendo ma quella voce dentro di me..."

Oggi questo chitarrista è ricordato principalmente per due band: The Temple Of Azoth (2005-2007) e The Devil's Blood (2007-2013).
L'esordio "The Temple Of Azoth" uscito nel 2007 viene limitato a 100 copie.
Si tratta di un Black Metal velocissimo e molto oscuro (con una produzione abbastanza approssimativa) con influenze anche Noise.
I testi neanche a dirlo sono impregnati di un satanismo old school, alla Dark Funeral (o Deicide, spostandoci in campo Death Metal).
Sempre nel 2007, a distanza di qualche mese, esce il seguito "The Temple Of Azoth II" e qui, a differenza del primo lavoro, troviamo parti più atmosferiche/Ambient come ad esempio "Cut From Ear To Ear, Hung To Bleed And Thrown On The Fire".
Entrambi i dischi furono firmati a nome di "The Voice Of Azoth".


THE DEVIL'S BLOOD
L'altro grande progetto del chitarrista olandese (con la collaborazione della sorella) fu "The Devil's Blood", anche se qui si cambia completamente registro: a farla da padrone influenze Prog Rock, Psychedelic ed Occult Rock degli anni 70.
Dal vivo la band usava cospargere il palco di sangue di animali (e in parte umano) in primis maiali.
Anche le pareti di casa sua erano "abbellite" con dipinti impressi con il proprio sangue, altari e croci rovesciate, utili per propiziare rituali magici ed esoterici.
A livello musicale, nel 2008 uscì l'EP "Come Reap" contenente la meravigliosa "Voodoo Dust" con assoli assolutamente pazzeschi: 10 minuti che non vorresti finissero mai.

Selim Lemouchi: "È come se questa canzone fosse reale ancor prima di averla scritta. La canzone in sé esisteva in precedenza, probabilmente per migliaia di anni, e l'unica cosa che ho fatto è stata toglierla dall'etere e concretizzarla in questo mondo in modo che tutti possano ascoltarla"

L'11 settembre 2009, il gruppo pubblicò il primo album chiamato "The Time Of No Time Evermore", attraverso Ván Records.
Palesi le influenze di Coven, Black Widow e in generale la musica Dark/Prog Rock degli anni 60 e 70 con un occhio di riguardo anche per i Black Sabbath più pesanti/Doom.
L'11 novembre 2011 fu la volta del secondo album "The Thousandfold Epicenter".
Rispetto al disco d’esordio queste nuove composizioni mostrano un’attitudine un po' più accessibile quindi melodica, grazie ad alcuni interventi tastieristici (Hammond incluso) che hanno il compito di ampliare lo spettro espressivo.
Non mancano comunque canzoni più pesanti e simil esordio (“I’ll Be Your Ghost”, “Christ Or Cocaine”) quali “On The Wings Of Gloria” e “Die The Death”, a cui fanno seguito gli entusiasmanti ritmi di “Within The Charnel House Of Love”, certamente una delle canzoni migliori del lotto.
A seguito del rilascio negli Stati Uniti dell'album, la band l'anno successivo intraprese il Decibel Magazine Tour con i Behemoth e i Watain.
Durante il tour, la band ricevette una certa pubblicità dopo che il loro autista presumibilmente corse via con i loro soldi lasciandoli bloccati in un incrocio a San Antonio (in Texas).
Il 25 gennaio 2013 la band annunciò che i The Devil's Blood non esistevano più.
Tuttavia, aggiunsero che il 7 febbraio 2013 avrebbero pubblicato il loro terzo album incompiuto "III: Tabula Rasa O Death And The Seven Pillars", un EP acustico "66: 2", un DVD live e alcune registrazioni dal vivo.
Queste sarebbero state le ultime pubblicazioni della band, poi il gruppo sarebbe scomparso nel nulla, non rilasciando più interviste.
Il terzo disco è aperto da una delle loro tracce più ostiche di sempre, ovverosia la splendida suite “I Was Promised A Hunt”; oltre ventidue minuti psichedelia, influenze settantiane e morbidi tappeti progressivi con influenze Rock e Doom.
Poi ecco arrivare “The Lullaby Of The Burning Boy”, brano più diretto e meno strutturato sempre con la psichedelia più dura e rockeggiante a farla da padrone.
Dopo qualche passaggio a vuoto, si ritorna verso canoni più sessantiani con “In The Loving Arm Of Lunacy’s Secret Demons”, stravolto Heavy psichedelico e vintage, mentre “Dance Of The Elements” mette in evidenza una certa cupezza di fondo che strumentalmente viene espressa attraverso un lavoro di chitarra piuttosto sporco.
Il disco è chiuso da ”Tabula Rasa”, dove i ritmi salgono e si torna in territori più affini all'Hard Rock con l'immancabile sfuriata psichedelica e Prog.


IL SUICIDIO DI SELIM LEMOUCHI
Nel marzo 2014 Selim Lemouchi, fondatore della band, venne trovato morto.
Fu rivelato che la causa della sua morte fu il suicidio per overdose.
Pare che fosse depresso da tempo ed abusasse ormai da anni di alcol e droghe, inoltre lui trovò conforto nel dedicare la sua vita e la sua arte ad un'entità molto più oscura di quanto la maggior parte di noi sia a conoscenza: Selim era un devoto satanista.
Selim in vita si è dedicato veramente alla creazione di musica che riteneva aprisse un canale tra sé e Satana.
Selim  Lemouchi: "Quando abbiamo gettato via tutti i legami con la nostra carne ed ego, il passo logico successivo di quest'iniziazione è la morte. 
Nel mio caso non cerco un'unità con Dio. Sto cercando unità con il caos, per essere liberato tra le fiamme. Questo è ciò che mi distingue dai cristiani e dai buddisti.
Per un cristiano lo scopo ultimo è quello di diventare uno con Dio, quello che un cristiano chiama Paradiso o un buddista chiama il Nirvana. È la fine del samsara della vita, la fine delle reincarnazioni o la fine di una vita fatta di sofferenza e piena di sensi di colpa. 
Stiamo cercando di essere collegati al fuoco da cui siamo venuti
La morte è l'ultima iniziazione a uno dei più grandi misteri dell'universo. Ma non è qualcosa che mi spaventa. È un qualcosa che mi chiama in lontananza, come un paradiso sicuro, come il porto, sai? La mia vita è nei mari, e un giorno metterò la mia nave nel porto e percorrerò le colline infinite. È una cosa molto gioiosa e allegra a cui pensare. Sarà il momento decisivo della mia vita.
Credo che dipenda dal proprio destino, anche se è difficile da dire. 
Ma spero di essere in grado di fare la scelta da solo"
[l'intervistatore poi gli chiede se ha mai pensato al suicidio e nel caso come lo attuerebbe]
"Non c'ho mai pensato ma probabilmente m'impiccherei"

Era un uomo che, proprio come quelli della più pesante fede cristiana, si vantava di condividere le sue convinzioni e la sua fede con chiunque ascoltasse la sua musica.
La sua musica era piena di riferimenti a Satana, al caos, alla liberazione, alla morte.
La canzone "He Is" dell'album "Meliora" dei Ghost è dedicata proprio a lui, uno dei Namaless Ghoul dirà: "Ci sono vari significati personali in quel pezzo. Uno è legato a Selim, il quale ha deciso di togliersi la vita. Vivevamo lontani ma ogni volta che ci incontravamo, stavamo molto bene assieme. Il pezzo esisteva da tempo e sapevamo che i testi presenti sulle demo erano piuttosto stupidi. Poi, quando Selim è morto, i nuovi testi hanno preso vita automaticamente e tutto ha avuto un senso"

martedì 13 marzo 2018

I Sadistik Exekution e La Loro Follia: Alcol e Risse Sul Palco

Formatisi nel 1985 a Sydney, i Sadistik Exekution sono sempre stati considerati una band di eccentrici ubriachi, profondamente antisociali, con autentici problemi mentali ed impulsi trasgressivi patologici, che vivevano in celle sotterranee, i cui concerti erano solitamente cancellati dopo maxi risse o per via di tour bus distrutti.
Già raccontare come la band si formò è tutto dire.
Nel 1985 Dave Slave incontrò Rok ad un concerto degli Iron Maiden presso il padiglione di Sydney Hordern.
Dave notò Rok mentre era ricoperto di sangue e indossava un grembiule da macellaio mentre sputava addosso alla gente.
La band nasce da quest'incontro perchè poi i due si tennero in contatto.
Dopo aver pubblicato un volantino in un negozio entrano in contatto con un tizio di nome Kriss (Reverend Kriss Hades) che entrò nella band e si unì all'altro chitarrista Vahdanni.
Poi fu la volta di Sloth Monkey che stava collaborando con un cugino di Dave "Sloth": era un batterista estremamente bravo che stava cercando un vocalist e un bassista.
Per Dave e Rok l'occasione era troppo ghiotta, così i due si trasferirono a Sydney: la prima formazione dei Sadistik Exekution è nata!


I LIVE ESTREMI
Vahdanni se ne andò subito, bloccando quindi l'attività della band.
Tuttavia, il comportamento oltraggioso della band sul palco aveva già conquistato una loro fan base molto prima dell'esordio discografico.
Slave e Rok erano noti perchè intimidivano la gente facendo "cose ​​disgustose" davanti a loro.
L'esordio "The Magus" venne finalmente rilasciato nel 1991 dall'etichetta Sydney Vampire Records.
Si trattava di un Black/Death/Grind velocissimo e violentissimo.
La band decise di non pubblicare mai i testi ma si possono facilmente immaginare (Fuck, Cunt, Kill, etc).
L'impressione è che le varie tracce sono state registrate in sessioni diverse con toni di chitarra dissimili.
Gli show della band vedevano il pubblico buttare di tutto sul palco, il cantante e il bassista invece erano soliti andare tra gli spettatori e provocare maxi risse.
Rok era anche un amico di Quorthon dei Bathory.
Rok inviava a Quorthon delle immagini demoniache, quest'ultimo rispondeva inviando lui ossa (scheletri) di animali.


IL TITOLO SBAGLIATO
Nel 1993, Sloth lasciò la band mentre stavano registrando il secondo disco.
Il full venne inviato all'etichetta francese Osmose Productions.
L'album si sarebbe dovuto chiamare con il nome della band ma Hades scrisse "We Are Death...Fukk You!" sul disco credendo che fosse una costante delle band Black Metal (cioè insultare la proprio label); l'etichetta scambiò quelle parole per il titolo dell'album e lo pubblicò con quel nome.
Esso divenne rapidamente un best-seller dell'etichetta, malgrado l'incredibile estremismo sonoro.
È stato durante questo tour che si verificò uno degli episodi più famosi della storia della band.
I Sadistik Exekution stavano condividendo un tour bus con altre due band, quando Dave Slave perse il controllo, distruggendo il tour bus.
Il tour proseguì il giorno dopo con il chitarrista che suonò il resto degli spettacoli con un dito rotto. Al loro ritorno in Australia, i Sadistik Exekution cessarono tutte le attività per oltre un anno.


BAND RITIRATA DAL METAL FOR THE BRAIN PER RISSA
I Sadistik Exekution ritornarono nel 1997 con il loro terzo album, "KAOS".
Più veloce e più grezzo di qualsiasi altra cosa  prodotta in precedenza, l'album diede il via ad un periodo particolarmente attivo per la band con un flusso costante di esibizioni dal vivo e altri progetti.
A fine dell'anno, i Sadistik Exekution suonarono a Capodanno dicendo che fosse l'ultimo concerto della loro storia.
In realtà la band spesso pubblicizzò le loro esibizioni in questo modo.
Infatti, pochi mesi dopo risalirono sul palco di nuovo al Globe Theatre di Sydney.
In realtà questo spettacolo era destinato a essere l'ultimo concerto di Sadistik Exekution.
La band effettivamente rimase inattiva per il resto dell'anno mentre Hades andava in tour con Nazxul e gli altri membri si occupavano ancora una volta di progetti personali.
La band sostenne che era finita come live act, ma quando venne invitata al Metal For The Brain di quell'anno, cambiarono subito idea.
Mentre l'attesa tra i fan era altissima, Dave Slave si ruppe una gamba in una rissa poco prima dello show e la band fu costretta a ritirarsi.


I DUE FUCK
In seguito sono stati registrati altri due album: "Fukk" uscito nel 2002 e il secondo, chiamato semplicemente "Fukk II", apparso due anni dopo.
Cosa dire del primo, se non che si tratta di uno degli album più estremi, violenti e malati di sempre? “Fukk” si propone come un caso unico ed irripetibile nel suo genere: un mostro di originalità e sperimentazione, che cozzano vistosamente con il fardello di quella stessa tradizione di cui i nostri sono tuttora eredità.
Il violentissimo Black/Death Metal degli esordi era ormai completamente intriso e violato dalla sperimentazione violenta e caotica che sfocia nel puro rumorismo ed in movimenti claustrofobici prossimi Doom più marcio.
“Spiritual Dinamix” (aperta da un riff lentissimo e delle vocals malatissime, e spezzata poi da continui e schizofrenici beatblasting ed un uso acido/distorto e realmente deviato dell’effettistica), “Fukking Death” (con chiare influenze Grindcore), la monumentale “The Final Exekution” (che si muove in territori di pura ambientazione Industrial), o le folli “Sister Valerie” ed “Organized Sadistik Abuse”.
"Fuck II" un po' come tutti i loro dischi o lo si ama o lo si odia ma come non si fa ad amare pezzi come "Inner Spiritual", "Homicidal Sewerside", "Arkhon The Grave Robber" e il manifesto "Fukking Death Metal"?
Le influenze poi sono le stesse di sempre Black, Death, Grindcore, spruzzate di Industrial e vero e proprio rumorismo sonoro.

domenica 4 marzo 2018

La Storia Dei Celestial Bloodshed e L'Omicidio Di Steingrim Torson

I Celestial Bloodshed nacquero da un incrocio bestiale tra i primi Gorgoroth (soprattutto per il modo di approcciarsi al Black Metal) ed i Mayhem (quelli veri dei primi anni 90).
La band si formò nel 2000 a Trondheim grazie a Steingrim Torson (vocalist), Luctus (chitarrista e bassista), Danilex Hegror (chitarrista) e Tiller (batterista).
Danilex Hegror lasciò subito la band che divenne a tre componenti.
La carriera della band fu fulminea perchè come spesso è capitato per la scena Black Metal, le tragedie...sono dietro l'angolo.


L'ESORDIO
Dopo l'EP omonimo uscito nel 2006 (diviso in Side A: Hate, Side B: Depression), l'esordio "Cursed, Scarred And Forever Possessed" esce nel 2008 e sembra inspirato a "De Mysteriis Dom Sathanas" dei Mayhem (lo stile chitarristico di Luctus si rifà ad Euronymous) e a canzoni sparse dei Darkthrone ed Urgehal.
6 tracce per mezz'ora scarsa.
Pergamene mezze stracciate in copertina e disco molto amatoriale (almeno negli intendi e produzione) diviso anche qui in Side A e Side B (come si faceva negli anni 90 in Norvegia).
Dopo l'intro, la titletrack parte con un riff lento e angosciante per poi sfociare nella classicissima doppia cassa a mille.
In "Truth Is Truth, Beyond The God" viene ripresa la lezione dei Darkthrone di "Under A Funeral Moon"con uno screaming che riprende il miglior Nocturno Culto e un riffing glaciale ed oscuro, ma anche debitore dei Nargaroth.
"Gospel Of Hate" è violentissima e con uno screaming assolutamente indiavolato.
"All Praise To Thee" inizia lentissima con vocals asfissianti in cui Steingrim si lancia in un cantato cantilenante simile a quello di Attila Csihar, segue un momento molto tirato al quale, nel finale, si sostituisce una lenta parentesi atmosferica veramente inquietante.
Il disco alterna angoscia, dolore (notate il suono di catene che viene ripreso durante tutto l’album), rabbia, oscurità ed odio.
Un prodotto che segue i canoni ben stabili del Black Metal più puro.


IL MISTERO DELLA MORTE DI STEINGRIM TORSON: ASSASSINATO
Ai tempi 25enne Torson viene trovato morto tra il 30 aprile - 1 maggio 2009, per ferita da arma da fuoco allo stomaco.
"I resoconti dei testimoni suggeriscono che è stato commesso un omicidio", ha detto l'ispettore della polizia Alf Rune Nilsen a VG Nett.
A commettere l'omicidio il suo migliore amico, ai tempi 20enne.
Incriminato per omicidio, lui ha sempre sostenuto che si sia trattato di un incidente.
"Non ha alcuna spiegazione di come sia partito il colpo" , ha detto a VG Nett il suo avvocato, Morten Aalberg.
Secondo le ricostruzioni e le confessioni dell'amico il colpo di pistola è stato sparato a distanza ravvicinata e Torson sarebbe caduto all'indietro, ma lo stesso non riuscì a ricordare altri dettagli dell'episodio fatale (accaduto nell'appartamento del sospetto a Byåsen, un distretto nella città di Trondheim in Norvegia).
La notizia della morte di Torson sconvolse la florida scena Black Metal di Trondheim, dove risiedeva anche il cantante.
Adresseavisen descrisse Torson come un cantante di talento.
La band fu costretta a sciogliersi.


IL DISCO POSTUMO
Tuttavia, 4 anni dopo la morte di Torson, uscì il secondo full postumo tale "Ω" (2013).
Più precisamente si tratta di un disco commemorativo contenente vecchi inediti e registrazioni prima della morte del vocalist.
I ritmi continuano ad essere oscuri ed estremi ma allo stesso tempo lenti e macabri.
Le atmosfere sono sulfuree e maligne.
Questo album è identico al suo predecessore in termini di lunghezza, ma l'intera aura che lo circonda è abbastanza diversa.
In questo caso, la band dà un tono evocativo alla musica, con canzoni lente e distorte se vogliamo. 
Riffs ripetitivi caratterizzano le linee di chitarra e basso di questo lavoro. 
La voce di Torson sotto certi versi si rifà sempre ad Attila ma segue una forma relativamente libera e a volte diventa "più pulita". 
"The Aorta Of My Thoughts" e "Deathsquad Alliance" sono davvero dei gran pezzi. 
Il secondo è veloce e aggressivo e vede la presenza di Hoath Torog dei Behexen e di altri membri del Celestial Bloodshed alle vocals. 
Degno di menzione è anche "Spiraculum Mortis", "Manifested Darkness, Bloodred Sunrise" (il break centrale rallentato fa davvero paura) e "Begone, Chains Of Life" sorretto da un riff semplice, oscuro, ripetitivo ma efficacie.
La produzione di questa registrazione è ottima perché, combinata con i testi, dà risalto al carattere satanico di questo disco. 
Tutti gli strumenti sono ben bilanciati e la batteria è solida, mantenendo il ritmo con facilità. 
L'unica eccezione è la traccia di chiusura, "Trosbekjennelse", che è stata registrata nel 2006 e ha una produzione e un suono ben diverso.

lunedì 26 febbraio 2018

La Storia Di Nick Drake: I Flop Commerciali, La Depressione e La Morte


"In caduta rapida e libera, cerchi di trovare un amico. In caduta rapida e libera, questa potrebbe essere la fine" (da "Harvest Breed")

Nick Drake ha rivoluzionato, in soli quattro anni, la musica inglese degli anni '70, anche se con uno stile molto diverso da quello delle star del Rock dell'epoca (principalmente era un'artista Folk ma era anche un grande appassionato di Blues e Jazz).
Ma fu una rivoluzione di cui pochissimi all'epoca si accorsero.
Inglese ma nato in Birmania nel 1948, trascorse un’infanzia relativamente tranquilla, dimostrando un grande interesse per la musica.
Dopo qualche anno, la famiglia tornò in Inghilterra e si trasferì a Tanwoth in Arden, vicino a Birmingham.

Il padre di Nick: "Sembra che niente gli importasse davvero. Era come se ci fosse qualcosa che lo distraesse continuamente"

Finite le superiori si trasferì a Londra, dividendo un appartamento con la sorella, conoscendo nuovi amici e conducendo uno stile di vita bohemien, dove la buona musica e la marijuana non mancavano mai.
Gli amici lo descrivevano come persona timida e riservata, ma socievole con le persone che conosceva, dotato di un grande senso dell'humour.
Nel 1967 fu ammesso al Fitzwilliam College di Cambridge per studiare letteratura inglese, dove trovò un nuovo gruppo di amici intellettuali un po’ hipster con cui si trovava regolarmente a suonare le canzoni di Bob Dylan e Van Morrison, fumando marijuana.
All'epoca registrò anche un Blues sulla marijuana dal titolo "Been Smoking Too Long" (Ho fumato per troppo tempo) in cui evidentemente trovava aspetti autobiografici:

"Nightmare made of hash dreams/Got the devil in my shoes/Tell me tell me what have I done wrong/Ain’t nothing go right with me/Must be I’ve been smoking too long"
(Incubi fatti di sogni di fumo, ho il diavolo nelle scarpe, dimmi cosa ho fatto di male, niente funziona in me, devo aver fumato troppo)

Nel 1968 l’incontro con il produttore londinese Joe Boyd lo portò a firmare il primo contratto discografico.
L’album d’esordio "Five Leaves Left" uscì nel 1969 e doveva il titolo alla scritta contenuta nelle cartine Rizla (usate tipicamente dai fumatori di cannabinoidi), che avvertiva quando stavano per finire.
In un periodo dove gli artisti inglesi (come i Rolling Stones ad esempio) tendevano a ispirarsi alla musica americana, Drake proponeva un suono più europeo.
I testi, che parlavano d’amore, desiderio e identità, sembravano più ispirati dalla lettura dei poeti romantici, che da storie di strada americana.
Il disco contiene la canzone "Fruit Tree" che è quasi una profezia di una gloria che verrà raggiunta solo dopo la morte:

"Safe in your place deep in the earth, That’s when they’ll know what you were really worth"
(Al sicuro nel tuo posto nelle profondità della terra, solo allora riconosceranno il tuo vero valore)

Il disco ha anche spruzzate country come "Time Has Told Me", imprevedibili mantra (Cello Song, Three Hours), Folk jazzato ("Saturday Sun"), raggiungendo picchi stratosferici con la nebbiosa e delicata "River Man", la già citata dolente "Fruit Tree" e una soave "The Thoughts Of Mary Jane".
Le vendite del primo disco, ma anche dei successivi, non furono però buone, anche a causa della grande difficoltà dell’artista di esibirsi dal vivo e di una certa diffidenza per le interviste.
Non riuscì a portare a termine il minitour che il manager gli aveva organizzato, sia per la timidezza di esporsi di fronte a sconosciuti, sia perché non riusciva a tollerare di trovarsi a suonare di fronte a persone che chiacchieravano, bevevano e non avevano il giusto rispetto per la sua musica.
Deluso dall’attività live, l’anno successivo prese in affitto una stanza ad Hampstead e iniziò a lavorare al secondo disco "Bryter Layter", pronuncia cockney della frase delle previsioni del tempo Brighter Later (sereno più tardi), titolo che pareva contenere un messaggio di speranza e che riscosse buone critiche, ma vendette pochissimo (15mila copie).


LA DEPRESSIONE
In concomitanza al vivere da solo e al secondo fiasco discografico lo stato psicologico di Nick iniziò gradualmente a peggiorare, con vissuti di fallimento.
Era assillato anche da preoccupazioni economiche visto che riceveva dalla Island Records solo 20 sterline a settimana, una cifra davvero misera per vivere a Londra.
L’aver interrotto gli studi per dedicarsi alla musica e l’avere ottenuto risultati inferiori alle aspettative potevano essere alla base della profonda tristezza dell’artista.
L’amico Robert Kirby raccontò in un’intervista al Guardian:

"Il fatto che Nick avesse interrotto gli studi prima della laurea lo portava a temere di aver deluso il padre, abbasando molto la sua autostima"

Nick iniziò a ritirarsi sempre di più in se stesso, divenendo una persona molto silenziosa, che riusciva a parlare prevalentemente attraverso le canzoni e anche i rapporti con il produttore Joe Boyd iniziarono ben presto a deteriorarsi a causa del flop delle vendite dei dischi.
Nel 1971 i genitori accompagnarono il figlio da uno psichiatra che fece diagnosi di depressione e prescrisse una cura farmacologica a base di amitriptilina.
L’artista non era assolutamente propenso a curarsi con gli antidepressivi per una questione di vergogna nei confronti di amici e parenti, per il timore degli effetti collaterali e delle possibili interazioni con la marijuana che assumeva regolarmente.
Non si può escludere che anche l’abuso massiccio e protratto di cannabinoidi abbia giocato un ruolo nell’insorgenza della depressione dell’artista, considerato che il consumo cronico di cannabis, oltre a causare la cosiddetta “sindrome amotivazionale” (stanchezza, introversione, apatia, difficoltà a mantenere l’attenzione, mancanza di ambizione e di progettualità) può favorire l’insorgenza di disturbi psichiatrici come depressione, disturbo bipolare e psicosi.
Certamente l’uso cronico di cannabis può avere amplificato questi aspetti del suo carattere con effetti gravi sull’umore.
Tornò a vivere a casa dei genitori nel Warwickshire, dopo la difficile e solitaria permanenza a Londra, ma la protezione della famiglia non lo aiutò più di tanto.
Pareva vivere un profondo senso di solitudine anche in compagnia degli amici e delle persone care.
Sempre l’amico Robert Kirby descrive una delle sue visite:

"Arrivava e non diceva niente, si sedeva, ascoltava la musica, fumava, beveva, dormiva lì la notte e dopo due o tre giorni se ne andava. Poi tornava dopo tre mesi"

Spesso capitava che i genitori dovessero andarlo a recuperare a pochi chilometri da casa perché non riusciva a fare benzina o si era perso.
Con il passare del tempo anche l’aspetto fisico e l’igiene erano sempre più trascurate, a conferma di un grave stato depressivo.
Nel 1972 pubblicò "Pink Moon", l’ultimo disco, realizzato con chitarra e voce in un paio di serate e che voleva essere una rappresentazione di sè.
La canzone che dà il titolo al disco ha un testo criptico e visionario, che nuovamente pare far riferimento alla morte e all'aldilà.
Una storia che circola sul disco narra che Nick portò una copia dell'album appena registrato agli uffici della Island, lasciandola alla reception senza presentarsi neppure.
In realtà David Sandison, che lavorava alla Island in quel periodo, ha raccontato in una intervista che risale alla metà degli anni 90 che le cose andarono diversamente:

"Lo vidi nella reception quando tornai dalla pausa pranzo. Stavo parlando con qualcuno e notai una persona seduta. Lo riconobbi subito, era Nick. Sotto il braccio aveva un disco sotto il braccio. Gli chiesi «Vuoi una tazza di tè?» E lui rispose «Sì». «Vuoi salire?», gli chiesi. E lui rispose, «Sì». Andammo nel mio ufficio, che si trovava in fondo al pianerottolo. Era un pianerottolo che portava a un grande ufficio con un grande tavolo rotondo su cui lavoravano Chris e tutti gli altri e dove c'era un grosso impianto audio. Restò lì nel mio ufficio per circa mezz'ora. Passò mezz'ora e disse: «È meglio che io vada». Gli risposi «Ok, è stato un piacere vederti» e se ne andò"
Qualche anno dopo, John Wood raccontando le notti di registrazione agli studi della Sound Techniques, a Londra, disse:

"Era determinato a farne un disco spoglio, nudo. Voleva che assomigliasse a lui il più possibile. E credo che, in qualche modo, Pink Moon è decisamente più simile a Nick rispetto agli altri due album"

Dopo la consegna dei nastri alla segretaria della Island, Nick scompare nel nulla.
Non si fa vivo, nessuno sa dove sia, dove abiti.
Poco dopo Pink Moon, che rappresentò il terzo flop commerciale, l’artista ebbe un momento di grave crisi nervosa che lo portò al ricovero in un ospedale psichiatrico per 1 mese.
Il postricovero fu caratterizzato da un grande stato di apatia e di disinteresse per tutto, compresa la musica.
Nel 1973 Nick ricontattò il proprio produttore, che nel frattempo si era trasferito in America, perché si sentiva pronto a registrare nuovo materiale.
In realtà non stava affatto bene, ma l’intenzione di registrare ancora sembrava un ultimo disperato tentativo per ottenere il riconoscimento che non era mai arrivato.
Secondo la testimonianza dell’ingegnere del suono John Wood, le performance in studio furono più scadenti rispetto ai dischi precedenti, in quanto l’artista non riusciva a registrare.

Drake: "Non riesco a pensare alle parole. Non provo più niente. Non voglio né piangere, né ridere. Mi sento morto dentro disse in quella circostanza"

Riuscì a registrare solo quattro brani, tra cui "Black Eyed Dog" (cane con gli occhi neri), in cui il protagonista della canzone potrebbe rappresentare metaforicamente la depressione o forse la morte:

"A black eyed dog he called at my door/A black eyed dog he called for more/A black eyed dog he knew my name"
(un cane con gli occhi neri ha bussato alla mia porta/ un cane con gli occhi neri mi ha chiesto di più/ un cane con gli occhi neri conosci il mio nome)

Nel mentre la depressione di Nick aumentava sempre più, caratterizzato da un’indifferenza quasi totale nei confronti del mondo circostante e da momenti di blocco psicomotorio (come quando fu trovato dalla polizia, fermo da un’ora di fronte alle strisce pedonali).
Verso l’autunno dello stesso anno l’artista rimase sconvolto dalla notizia del suicidio del fratello di una sua cara amica, affetto da una depressione cronica.


IL SUICIDIO
Nick fa perdere le tracce di sè, passano i giorni e giunge qualche notizia: il cantautore ha mollato, è tornato per sempre ad abitare dai genitori, nella campagna di Tanworth.
Riceve raramente amici, passa le giornate a leggere, a fissare il soffitto e ad ascoltare vecchi vinili di Bach.
L'amata chitarra giace in un angolo, trascurata.
In questo stato d'animo di rassegnazione e isolamento tutte le voci e le critiche extra-musicali sembrano lontanissime.
Un lungo anno trascorre in questa maniera, tra ricoveri per collassi nervosi e viaggi in macchina solitari.
La notte del 24 novembre 1974 andò a dormire presto, dopo aver trascorso il pomeriggio insieme ad alcuni amici.
La madre quella notte lo sentì armeggiare in cucina, dove spesso si recava di notte a mangiare una tazza di cereali e prendere qualche sonnifero, per poi tornare a letto.
Fu la stessa madre che lo trovò morto la mattina successiva.
Non c’erano note suicidiarie anche se Nick lasciò una lettera per Sophie Ryde, una ragazza con cui aveva una relazione piuttosto platonica negli ultimi mesi.
Venne trovata anche una copia in francese de "Il mito di Sisifo" di Camus, riflessione esistenziale secondo cui un senso alla vita risiede nel tentare...più che nel riuscire.
In un'altra chiave di lettura si riconosce l’assurdità dell’esistenza e si celebra la figura mitologica greca come un uomo che nella condanna accetta e sopporta il suo infausto destino, evitando di togliersi la vita.
La chiusura delle indagini fu “Suicidio previa ingestione incongrua di amitriptilina” (trenta pastiglie, rispetto alla dose prescritta di tre), un antidepressivo triciclico con profilo sedativo, che si assume tipicamente la sera perché aiuta il sonno e che a dosaggi elevati può causare la morte per aritmia e arresto cardiaco, oltre che causare convulsioni.

domenica 18 febbraio 2018

La Storia Dei Watain: Rituali Satanici, Sacrifici Di Animali ed Accuse Di Nazismo

"Siamo stati forgiati con il fuoco e sta a voi decidere se esso debba illuminare il vostro percorso o se preferite esserne bruciati. Ma una cosa è certa: nessuno sfuggirà alle fiamme..."

I Watain si formarono nel 1998 ad Uppsala, in Svezia.
Il nome deriva dalla canzone omonima dei Von. A formare la band furono Erik Danielsson, Pelle Forsberg e Håkan Jonsson (anche se dal 2015 Jonsson non si esibisce più dal vivo, sostituito da Emil Svensson).
Oltre che musicalmente parlando (eredi dei defunti Dissection), la band è diventata famosa per le loro vedute sataniste e per gli spettacoli estremi dal vivo che includono fuochi, candele, talismani, rituali satanici, carcasse di animali e tanto sangue.
Inoltre la band fa parte del Misanthropic Luciferian Order (la setta svedese che vedeva tra i fondatori proprio Jon Nodtveidt dei Dissection) che supporta omicidi e torture di animali.

"Il livello più alto di satanismo è la coalescenza con l’essenza Satanica. In che modo ciò debba essere raggiunto sta al Satanista, e per alcuni il suicidio può essere un cancello che porta verso il raggiungimento di questo obiettivo"

"Non mi interessano davvero gli atei. Preferisco discutere con un cristiano o con qualcuno che almeno abbia una concezione più spirituale della realtà. Non ho davvero nulla da discutere con questo tipo di persone. Non significano niente per me. È come parlare a un muro, in un certo senso. Non sono qui per illuminare gli atei. Sono i benvenuti ad ascoltare la nostra musica, ma se vogliono parlare del concetto spirituale, allora devono allentare le loro menti ed aprirsi verso una diversa percezione della realtà. Altrimenti, cosa c'è da discutere? Ho altre cose da fare"


DISCHI
Ad oggi la band ha pubblicato 6 album, oltre a tre album live.
"Rabid Death's Curse" venne registrato nell'aprile del 2000 allo studio Necromorbus, di proprietà di Tore Sjerna (che più tardi si unirà agli stessi Watain).
"The Limb Crucifix" è carica di una negatività senza pari, memore del Black dei tempi che furono. La melodia è inserita in questo assalto sonoro con chiare influenze svedesi.
Nonostante i continui rallentamenti e le successive accelerazioni, il brano non presenta cali di tensione. Nella successiva, il testo prospetta un'apocalisse senza fine.
Il titolo della canzone, naturalmente, è "Rabid Death's Curse". Le battute di apertura sono lente e si insinuano sotto la pelle dell'ascoltatore.
Ottimi riff, rallentamenti catacombali, bast beat ed oscurità assoluta.
"On Horns Impaled" è un brano Black al 100%. Sia da un punto di vista testuale, le cui invettive sataniche non lasciano dubbi, sia da quello musicale, dove i Watain sembrano tributare un omaggio ai gruppi più noti ed intransigenti della loro terra. Si continua su questa falsariga con "On Horns Impaled".
Forti sentimenti di autodistruzione stanno alla base di "Life Dethroned".
Questa è forse la canzone che più risente dell'influenza dei Dissection.
La violenza è alternata alla melodia.
"Walls Of Life Ruptured", nonostante gli immancabili momenti di violenza incontrollata, è un brano pregno di malinconia. La melodia è desolatamente cupa.
"Agony Fires" parla dell'abbandono di dio. Il ruggito di Erik apre questa composizione inquietante facendoci subito percepire odore di zolfo. E quando sembra che il lento avanzare della musica stia per soffocarci come le spire di un serpente, ecco la canzone accellerare.
"On Horns Impaled" ed "Angelrape" sono grezze e rozzissime.
"Mortem Sibi Consciscere" è la canzone conclusiva dell'album contraddistinta da atmosfere malsane.
"Casus Luciferi" uscito nel 2003 è un album incredibilmente ispirato, con basso in evidenza ed un'ottima produzione.
Musica angosciante, violentissima, oscura, sempre in bilico tra violenza, melodia e rallentamenti oscuri, in cui i Watain hanno il merito di saper donare ai brani di Casus Luciferi quell'alone di misticismo che ha caratterizzato da sempre il genere, mostrando un songwriting di fattura superiore.
Un susseguirsi di esplosioni infernali, ferocia nell'esecuzione, ispirazione ai massimi livelli.
Sì perchè la principale caratteristica di Casus Luciferi è la carica emotiva che riesce a sprigionare, che rinvigorisce ad ogni passaggio, presentando sempre sfumature diverse, sempre più disperate e sinistre, a testimonianza della grande cura del terzetto svedese nel saper bilanciare al meglio tutte le influenze in canzoni dalla presa immediata, la cui tensione non cala minimamente col susseguirsi degli ascolti.
Che siano le sfuriate dell'opener "Devil's Blood", le ritmiche ipnotiche e violentissime di "Opus Dei (The Morbid Angel)", quelle oscure di "Puzzles Of Flesh", i rallentamenti di "Black Salvation" o lo splendido finale di "I Am The Earth".
Assolutamente spettacolare anche la title-track, 8 minuti e mezzo di classe purissima, la sensazione è quella di avere tra le mani un disco straordinario, genuino, composto e suonato da musicisti incredibilmente ispirati.
Nel 2007 esce "Sworn To The Dark" e chi si aspettava il proseguo di Casus Luciferi rimarrà fortemente deluso, ma dopo qualche ascolto quel senso di disperazione e negatività di cui i Watain vogliono farsi bandiera, emerge senza dubbio.
Che l'aria sia cambiata la si capisce già da "Storm Of The Antichrist" che abbraccia anche sonorità Thrash old school (che affiorano a più riprese nel disco), stoppando le sfuriate presenti quasi sul più bello, rallentandole e giocando su contrapposizioni ritmiche.
L'opener "Legions Of The Black Light" è otto minuti di violenza, bordate in blast beat, aperture melodiche e chitarre irresistibili.
La successiva "Satan's Hunger", che sotto il riffing ossessivo riesce a farsi apprezzare per una forte sensibilità, grazie a una produzione (finalmente) perfetta che permette al basso di donare il giusto feeling ai brani.
Buona "Underneath The Cenotaph" e la lenta "The Light That Burns The Sun".
La title-track "Sworn To The Dark" è impreziosita da ottime variazioni o "The Serpent's Chalice" con un crescendo da pelle d'oca e di classe.
"Stellarvore" è contraddistinta da oscuri cori in sottofondo.
Un disco che non raccoglierà i consensi del predecessore, ma che deve essere visto e valutato sotto una luce completamente diversa.
"Lawless Darkness" del 2010 è Black metal primordiale, violentissimo, nichilista.
Note feroci e blasfeme, blast-beats a go go ("Death's Cold Dark"), rallentamenti e accelerazioni del ritmo ("Four Thrones"), linee vocali deliranti ("Reaping Death").
Le fondamenta del sound sono raffigurate da un guitarwork improntato principalmente sulla ricerca di atmosfere sulfuree ed asfissianti.
Le parti soliste sono abbastanza melodiche ("Malfeitor").
Il mood, oscuro e morboso, si mostra manifestamente nella lugubre "Wolves Curse", tagliata e cucita nella classica veste Heavy dal lavoro delle chitarre.
La title-track si evolve su un robusto mid-tempo che dà il tempo al buio di calare con angosciante gradualità. C’è tempo pure per l’headbanging con il Black mischiato con il Rock di "Total Funeral" (molto ultimi Darkthrone e Satyricon o Venom anni 80) che riprende per mano la furia demolitrice messa, prima, in temporanea attesa.
Sino alla furibonda "Hymn To Qayin".     
I due ultimi brani (a parte la cover dei Death SS), sono impregnate da ottime linee chitarristiche ("Kiss Of Death") e da una gelida pioggia scrosciante in "Waters Of Ain" (lunga, articolata e pregevole suite impreziosita da un solo chitarristico di gran classe e dall’ottimo gusto musicale).
Questo disco, anche per via della lunghezza, necessita di numerosi ascolti prima di essere adeguatamente apprezzato.
"The Wild Hunt" esce nel 2013 e i Watain iniettano il sound di arie occulte inframezzate da influenze sperimentali.
Le canzoni di "The Wild Hunt" sono per i Watain le armi con cui affrontare una battaglia contro il declino stagnante in cui versa buona parte del Black Metal del nuovo millennio.
L’opera nasconde sotto una coltre di aggressività una miriade di suoni intrecciati, break a tratti eleganti o sperimentali ma più spesso epici, oscuri e malinconici.
I Bathory son ben presenti, superfluo anche citare i Dissection, primi numi tutelari del gruppo sin dagli esordi e qui prontamente omaggiati nella poderosa "De Profundis".
In molti parleranno di "They Rode On", primo esperimento di Erik Danielsson e soci sul versante “ballad” (con voce pulita), splendida canzone che richiama addirittura James Hetfield; tuttavia, è tutta la tracklist ad offrire piccole sorprese e spunti suggestivi.
"All That May Bleed" e "The Child Must Die" sono i brani che racchiudono buona parte dell’essenza Black Metal degli albori.
"Sleepless Evil" invece è un Black/Death feroce ma allo stesso tempo di classe.
Ci troviamo di fronte a un suono tanto abrasivo quanto rifinito e preciso, che non perde mai nulla in spontaneità: qualcosa che, dal vivo, è sempre in grado di diventare un’esperienza memorabile. L’ennesima conferma del talento visionario e della versatilità di questa band, se mai ce ne fosse stato bisogno.
Dopo alcuni esperimenti nel penultimo album, nel 2018 esce "Trident Wolf Eclipse" che già dalla copertina si presenta come un album di puro e semplice Black Metal pienamente devoto ai canoni della tradizione.
Otto tracce per soli 35 minuti di ascolto in cui i Watain manifestano un’urgenza espressiva molto Metal estremo anni 80 e 90.
Parte bene il singolo "Nuclear Alchemy", che nei suoi poco più di 3 minuti di durata vomita tutta la rabbia della band, con i suoi ritmi velocissimi e un sound dannatamente feroce. La chitarra di Pelle Forsberg ci inonda di cascate di riff, lo screaming stridulo e inconfondibile di Erik Danielsson fa spesso salire il vocalist/bassista sugli scudi.
Brani come "Sacred Damnation", "Furor Diabolicus" e "Ultra (Pandemoniac)" sono mazzate Black violentissime.
Durante questo disco non troverete tastiere o parti atmosferiche, eppure la band propone questa visione del Black oltranzista in modo ragionato, lasciando che alcuni sporadici rallentamenti ed aperture epiche rendano brani come "A Throne Below" e "The Fire Of Power" avvincenti e particolari, pur senza uscire da un contesto ferale.
"Towards The Sanctuary" è forse il manifesto dell'album.
In definitiva un disco molto diverso dal precedente e più simile ai loro precedenti 4 lavori.


ACCUSE DI NAZISMO
Nel 2006, i membri della band fecero il saluto di Hitler indossando le t-shirt della band NSBM Absurd (dopo il loro concerto al German Party.San Open Air). Ovviamente si tirarono addosso un sacco di accuse di essere una band nazista.
Accusato di ciò, Erik Danielsson in un'intervista diede una risposta evasiva, ma quando gli è stato chiesto del NSBM, così risposte: "Il NSBM è uno scherzo, un approccio disperato di persone incapaci di comprendere la perversione e la follia del Black Metal. Cercando di apparire estremi, limitano se stessi nella concezione di quel tipo di società che descrive qualcosa di cui non ci importa nulla oggi. Fanculo al mondo!"

Danielsson: "Scavando un po' più a fondo si capisce che saremmo stati in prima fila ad essere sparati durante il Terzo Reich; quello che noi vogliamo è il caos, l'anarchia, il disordine e il mondo in fiamme. Ciò che Hitler voleva era un piccolo paradiso in cui sarebbe dovuta fiorire la razza ariana, dove la legge e l'ordine sarebbero dovuti essere il comune denominatore della società. Questo è un po' ridicolo per me"
L'anno successivo, furono annullati diversi concerti dei Watain in Germania.
Tra il leader Danielsson e il promoter ci fu un curioso scambio di mail di seguito riportato:

Promoter: "Hail Eric! Non so cosa dire.
Ieri ho ricevuto una telefonata dalla polizia nella quale mi è stato detto che due band non possono partecipare al festival. Le band sono gli Eternity e i Watain.
Sono davvero dispiaciuto, ma la polizia mi ha avvertito che se una di queste band suonerà il concerto verrà interrotto.
Andrò alla polizia per riferirgli che non siete un gruppo nazista, che non siete mai stati e che non lo sarete mai.
Per fare ciò ho bisogno di una tua dichiarazione, quindi se possibile dovresti mandarla via fax o email al più presto.
Spero che ciò ci aiuti ad avere il permesso per farvi suonare"

La band rispose così: "VAFFANCULO! Lo scorso anno siamo stati in tour in Europa, USA, Messico e Sud America e MAI abbiamo sperimentato in queste nazioni la stessa ostilità e la stessa riluttanza ad accoglierci che riscontriamo in quel buco di culo di Germania. Perchè cazzo pensate che ci interessi il nazismo quando l’unica cosa che vogliamo è ridurre in cenere il vostro patetico paese? Non incolpateci per gli errori dei vostri nonni, noi pisciamo sulle loro tombe! Hail Stalin!"


IL COLLASSO SUL PALCO
Nel 2010, durante un concerto a Santiago (Cile), Danielsson collassa sul palco dopo 3 canzoni.
Viene portato in ospedale e pare non sia niente di grave, se non un esaurimento nervoso.
Quel concerto è anche ricordato perchè appena lo show venne interrotto, 18 persone furono accoltellate.
L’accoltellatore era un giovane fan che aveva forgiato una lama speciale per l’occasione.
Così il personale dell’ambulanza che si stava occupando di Eric nel backstage, dovette correre via per assistere i feriti nei pressi del palco.


ALTRI PROBLEMI DAL VIVO
Poco prima del 2011, la band venne mollata dalla Booking Agency RTN Touring in quanto erano ormai loro preclusi molti festival estivi. La decisione venne presa sempre a seguito di un concerto in Germania, dove un promoter aveva annullato uno show perchè preoccupato da fuochi ed incendi che divampavano sul palco durante le esibizioni della band.
In seguito scoppiò una rissa con la security e la band invitò i fans a dare fuoco al locale.
La band ebbe problemi simili anche in Austria e Svizzera, tra risse ed altri concerti annullati.


CARCASSE DI ANIMALI, SANGUE E SACRIFICI DAL VIVO
I Watain come già detto sono noti per esibirsi dal vivo usando candele, fuochi pirotecnici, arti e ossa di carcasse di animali.
Molto controverso è il modo in cui i Watain ottengono le carcasse e il sangue degli animali.
Secondo alcune accuse piovute negli anni sulla band, pare che i membri abbiano ucciso piccioni, maiali e persino tentato di comprare cani (da senzatetto) per ottenerne il sangue.
Pare inoltre che in passato siano stati eseguiti dei veri e propri sacrifici di animali sul palco.
Erik Danielsson che in passato aveva fatto intendere ciò, oggi lo nega.
In una famigerata performance dal vivo a Brooklyn nel 2014, il pubblico fu sommerso da sangue di maiale contenuto in un teschio di capra. Molta gente vomitò o comunque si sentì male durante lo show.