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giovedì 13 luglio 2017

La Storia Di Nargaroth: Dalle Accuse Di Razzismo e Nazismo Al Cambio D' Identità

La one man band Nargaroth è stata formata in Germania negli anni 90 da Rene Wagner meglio conosciuto come Kanwulf (chitarrista, bassista e cantante).
La parola Kanwulf deriva probabilmente da Beowulf o Arkwulf.
Dal vivo Kanwulf si circondava di session-man che si davano il cambio, tra un concerto e l'altro.
Kanwulf inizia a suonare il basso nel 1989 ma è solo due anni dopo che con un suo amico chiamato R.S. forma gli Okkultis che saranno la primissima spina dorsale di Nargaroth.
Il primo demo distribuito in 150 copie (Orke), contenente sette tracce interamente strumentali (a causa della mancanza di attrezzature per le parti vocali) uscirebbe nel 1991 (almeno a dire di Kanwulf).
La band poi non produsse nulla per 3 anni e, in seguito al suicidio del migliore amico di Kanwulf (il già citato R.S.), a questi seguiranno altri 4 anni di silenzio.


LE CONTROVERSIE SULLA DATA DEI PRIMI DEMO
In realtà i Nargaroth nascono nel 1996 e non nei primi anni 90.
Wagner aveva affermato che Nargaroth erano stati formati nel 1989 e la demo strumentale di Orke era stata rilasciata nel 1991, invece Herbstleyd nel 1993.
Dopo molte accuse della scena Black Metal internazionale dichiarò dal suo sito web (www.nargaroth.de) che la genesi di Nargaroth era datata 1996 dopo che la band Exhuminenz, formata inizialmente da lui stesso, dal compianto R.S., Charoon e Darken (da non confondere con Rob Darken dei Graveland) si divise.
I suddetti demo targati Nargaroth sono stati completati e registrati non prima del 1998 con l'aiuto di Charoon alla chitarra e una drum machine.
La parola comunque è un unione tra Narg (in riferimento alla natura) e Gorgoroth (la famosa Black Metal band norvegese di cui Wagner è un grande fan).


LE ACCUSE DI NAZISMO E RAZZISMO
Il primo full-length Herbstleyd esce come detto nel 1998.
Più che per le sue qualità musicali il disco fece parlare di sè per la presenza di tre frasi nel booklet:

"Zur höheren Ehre des deutchen (sic) Soldaten der Wehrmacht 1933–1945. Die Negierung ihrer Leistungen sowie das Augenverschließen vor ihrer Opferbereitschaft, gerade im letzten Kriegsjahr, ist die Schande unserer Nation!" (sostanzialmente una frase in onore della Wehrmacht di Adolf Hitler)
"German hateful and misanthropic Black Metal, made from White man for White man" (con evidenti connotati razzisti)
"Absurd, good to know yeah [sic] out of jail!"


I TRIBUTI AD EURONYMOUS E BRODRESKIFT
In seguito viene inciso Black Metal Ist Krieg (A Dedication Monument) (2001) con l'aiuto dei due drummers Butcher ed Occults Mors.
La traduzione del titolo è "il Black Metal è guerra".
Sicuramente si tratta di uno dei migliori dischi composti da Kanwulf, essendo stato considerato un inno al Black Metal più puro e senza compromessi.
La titletrack riprende il riff di End Of Life degli Strid (1993) e The Day Burzum Killed Mayhem è anticipata dalle news che riportano appunto l'assassinio di Euronymous da parte di Burzum.
Erik May You Rape The Angels, riprende il riff di The Sun No Longer Rises degli Immortal, essendo dedicata alla memoria di Eric Brodreskift (ex Immortal, Gorgoroth, Borknagar) morto suicida nel 1999.
Vanno citate anche le due ottime Possessed By Black Fucking Metal e Seven Tears Are Flowing To The River.
Anche questo disco subisce un mare di critiche e censure perchè venne etichettato come una propaganda nazista, essendo state incluse fotografie di suoi parenti che avevano servito la Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale.
Successivamente, vengono pubblicati nell'ordine un EP, Rasluka Part II (2002), il full-length Geliebte Des Regens (2003) con canzoni che vanno dai 10 ai 17 minuti, il live album Crushing Some Belgian Scum, l'EP Rasluka Part I e nel 2004 il quarto full-length, Prosatanica Shooting Angels.

Kanwulf: "Dopo il suicidio di R. S. nel 1995 mi isolai completamente. 
Tuttavia stavo già lavorando parallelamente e ormai da lungo tempo al progetto musicale che in seguito prese il nome Nargaroth. 
La mia influenza principale era l’idea ossessiva di creare qualcosa di musicale che potesse essere considerato come uno strumento per iniziare un dialogo col mio Io interiore. 
Ero una persona giovane e strana, guidata da desideri che ora come ora non posso più capire del tutto"
Kanwulf: "La serie Rasluka (I e II) ha lo scopo di interpretare una delle esperienze più difficili della mia vita, cioè la perdita dell’unica persona che tuttora posso chiamare mio amico. 
Inoltre, la serie contiene pensieri sulla vita e la morte di uno degli ultimi ribelli, Ronald Belford Scott (9.7.1946 – 19/20.2.1980) che dopo una nottata in cui era ubriaco morì soffocato dal proprio stesso vomito, uno che ha giocato un importante ruolo su di me, dalla mia adolescenza ad oggi senza la minima perdita di intensità. 
Rasluka è la versione fonetica della parola che in russo significa “strade separate”.
Così quest’ opera e Rasluka Part I sono dedicate a R.S. (25.9.1976 – 9.9. 1995) che si è impiccato e a R.B. Scott. 
Ricevetti la notizia della morte di R.S la sera del 9 settembre 1995; subito dopo in un impeto di dolore “rimodellai” nuovamente il mio appartamento, non sospettavo quanto intensamente mi avrebbe influenzato questo evento. 
Ho represso e cercato di dimenticare quel che era successo, ma malgrado ciò mi sono imbattuto in una sostanza infetta, che proveniva direttamente dal regno della Depressione, che manipolò il mio spirito tanto che oggi oso dire che l’origine della mia incapacità sociale e coesistenziale sia da ritrovare indietro nel tempo, in quella sera di Settembre.
Poche ore prima della tragedia, R. era venuto da me chiedendomi se poteva lasciare qui dei pezzi del suo HiFi perchè un funzionario del tribunale stava andando da lui e non era preparato a dargli via tutto. 
Dopo poco che lui se ne fu andato io fui curioso di vedere che pezzi aveva lasciato in cantina, ma non volevo farlo alle sue spalle e violare la proprietà che lui mi aveva affidato. 
Qualche settimana dopo il suo suicidio, Charoon era con me e abbiamo parlato, accadeva spesso, verso la sera. 
Così abbiamo deciso di portare su i suoi cartoni che stavano in cantina e di aprirli, ma appena arrivati fuori dalla cantina ho capito che c’era qualcosa di strano. 
Perchè mentre Charoon teneva facilmente un cartone con la mano, il peso del mio scatolone mi stava dando diversi problemi. 
Come li aprimmo trovammo in una scatola qualche T-shirts e magliette a maniche lunghe di R. e nell’altra la sua intera collezione musicale, dai Cd alle cassette alle videocassette. 
Non c’è bisogno di spiegare come quel momento mi abbia distrutto. 
Ancora oggi mi chiedo se avessi potuto prevenire questa tragedia se avessi lasciato perdere la mia correttezza, nel giorno in cui R. mi portò i suoi scatoloni, e li avessi semplicemente aperti"

Kanwulf: "Ho fatto cinque anni di psicoanalisi per cercare di uscire dal mio caos interiore. 
L’uomo deve sapere accettare i suoi peccati e dimenticarli, non nascondersi dietro falsi “onore e gloria”. 
Per questo motivo, nella mia visione del mondo la politica non trova spazio e la mia valutazione: quoto un commento che feci su di una intervista fatta nel 2001 per un magazine americano: la politica è fatta dall’uomo, e pertanto inefficace e fondamentalmente sbagliata"


IL CAMBIO D'IDENTITA'
Nel 2007, Renè abbandona totalmente l'identità di Kanwulf, per adottare un soprannome che ormai sente più suo, quello di Ash.
Ed è con questo nome e con un rinnovato spirito battagliero, che nello stesso anno pubblica il suo quinto album dal titolo Semper Fidelis, che si contraddistingue dal precedente per il cambiamento della chitarra (ripresa la stessa che lo aveva portato nel mondo della musica nel 1992).
In questo disco Ash rimpiange con disillusione gli anni in cui, a suo parere, il Black era degno di essere definito tale.
Il disco contiene anche cori gregoriani ed ecclesiastici, riff monotematici, canzoni molto lunghe e basso quasi assente.
Ottima Hate Song.

Kanwulf: "Ash è il mio nome. Chiunque negli ultimi 20 anni mi chiama così. 
Riflette più questo la mia personalità che qualsiasi altra cosa. 
Ma sono comunque ancora Kanwulf. 
“Lui” è ancora da qualche parte in me. 
Lui è ed era la mia rabbia, le mie contrarietà, ignoranza, bugie, odio, vanità. 
Lui era la mia verità dal 1996 al 2001 ed essere lui mi ha tenuto vivo in quegli strani, malati anni. 
Ma ogni cosa lascia il suo tempo. Ho fatto molte cose nella mia vita che ricollego a questo nome che ho scelto di mettere a tacere. L’ho fatto nell’album “Semper Fidelis” nella canzone “I Got My Dead Man Sleep”. 
Ora sono io, Ash, che prende il sopravvento"

Nel 2009 rilascia un full-length, Jahreszeiten, che si contraddistingue per un sound molto più pulito dei dischi precedenti.
Il tema trattato nel disco sono le 4 stagioni e le relative implicazioni che hanno sull'anima di Ash.
Il disco viene anche rilasciato come doppio LP limitato a 100 copie (red), 100 (white), 100 (splatter red/black), 100 clear (tutte numerato a mano) e un'altra quantità non meglio precisata (black).
La versione vinile di questo album è formata anche da un'introduzione per tutte le canzoni, derivanti dal libro "Between The Stones".
Ash non ha ovviamente mai considerato quest'album Black Metal, ma un'interpretazione concettuale delle stagioni dell'amore umano rispetto alle classiche stagioni dell'anno.

Kanwulf: "Ho passato molto tempo nella giungla vicina al vecchio sentiero di Ho Chi Min, nei pressi del confine con il Laos. 
Camminavo tutto il giorno facendomi strada con un machete. 
La notte catturavo rane per mangiare e asciugavo la mia uniforme americana al fuoco, disteso su un’amaca, mentre ascoltavo i rumori della giungla. 
E’ stato uno dei periodi più costruttivi della mia vita. 
Finalmente ero in quel luogo su cui avevo fantasticato per anni e disteso sulla mia amaca guardavo le stelle attraverso l’apertura della tenda. 
Quei momenti hanno cambiato qualcosa in me, per sempre. 
Ho lasciato nella giungla alcuni miei demoni e la mia voglia di combattere e resistere agli ostacoli della vita è tornata in pieno.  
Poi ho visitato il villaggio di My Lai dove vi fu un massacro compiuto dai soldati degli USA. 
Alla fine ho raggiunto Saigon. 
Lì ho conosciuto dei soldati vietnamiti che avevano combattuto a fianco degli americani. 
Uno di loro, membro della marina, ha fatto il mio tatuaggio che rappresenta appunto il simbolo della Marina Militare Americana. 
Pensa che eravamo nella sua baracca e ha usato un rasoio elettrico modificato. 
Naturalmente ho anche provato ogni maledetta arma di quel periodo e ho speso 2000 dollari in munizioni. 
Non sono mai stato così soddisfatto di aver fatto una cosa tanto stupida!
All’inizio la gente mi prendeva per scemo o pazzo. In molti non credevano nemmeno che io avessi fatto una cosa simile. Ma io sono un uomo che cerca di fare sempre quel che desidera, anche se può sembrare strano. E non c’è giorno della mia vita in cui non mi manchino il Vietnam e la giungla"
Nel 2010 la band fu costretta ad annullare un tournee in Francia per le continue accuse di nazismo e per presunti collegamenti con la scena NSBM.
Nel 2011 Kanwulf pubblica il suo settimo album dal titolo Spectral Visions Of Mental Warfare il cui tema portante riguarda la nascita filosofica e musicale del Black Metal nel Nord Europa nei primi anni '90.
Nel 2017 esce l'ottavo album all'attivo della band, Era Of Threnody disco composto tra il 2004 e il 2016, suonato e ben prodotto.

domenica 2 luglio 2017

Paul Chain e L'Edizione "Morente" Di Satan's Future (Radical Matters Record)

"L'antica filosofia della morte o magia viola"

Paul Chain, ex membro dei Death SS, il 5 aprile 2003 aveva dichiarato la sua morte artistica.
Nel 2016 pubblicò per il suo progetto solista un'edizione limitata (a 50 copie) e "morente" di Satan's Future (inedito del 1981).
Compilation comprendente il singolo Satan's Future (in LP) ed un secondo disco con 5 tracce (la gi citata prima, Brain Sea, Ghosts In The Past, Electric Line ed Oblivious Part II).
L'etichetta discografica RMEDL (Radical Matters – Editions/Label) è specializzata in edizioni d’arte e da collezione, sound objects e multipli d’arte.
In particolare per quanto riguarda LP si tratta come detto di un'”edizione morente” (disco in ceramica a sette pollici, riproducibile con un qualsiasi giradischi) che si consuma con gli ascolti.
L’oggetto sonoro in ceramica sui cui si basa l’edizione, è stato progettato per "distruggersi".
Consumerà via via le onde sonore incise attraverso il processo stesso di riproduzione, che avviene per frizione meccanica della puntina del giradischi sul disco stesso.
A ogni passaggio della puntina l'effetto della frizione meccanica "asporta" dai solchi una piccola quantità di materiale ceramico che, alla fine del brano, si presenta come un velo di polvere bianca sulla superficie del disco.
Il processo avviene ogni volta che si ripete l'operazione, fino a raggiungere il punto-massimo in cui la musica viene fatalmente sostituita dal puro fruscio, in quanto i solchi vengono completamente "consumati" meccanicamente nel corso dei ripetuti ascolti.
Dunque lentamente, ascolto dopo ascolto, rimarranno solo le ceneri.


Radical Matters: "Ogni parte di questa edizione concettuale è stata progettata seguendo i suggerimenti lasciati dall'autore, il quale crede fermamente che il potere nascosto di queste registrazioni dovrebbe essere lasciato morire. 
Questa "edizione morente" rappresenta così l’inumazione concettuale di questo corpo artistico, la sua sepoltura finale.
Questa edizione d’arte, e gli elementi che la compongono, sono stati progettati per deperire nel tempo, fino al  loro completo disfacimento, alla loro totale consunzione, fino a svelarne la forma "sublime", per diventare così oggetto di pura contemplazione.
La particolare terra che compone l'opera, ricca di materiale organico, è l'elemento chimico catalizzatore di tale processo. 
Allo stesso modo, l’oggetto sonoro in ceramica contenuto nell'edizione, consumerà via via le onde sonore incise attraverso il processo stesso di riproduzione, che avviene per frizione meccanica della puntina del giradischi sul disco stesso. 
Lentamente, scompariranno ad ogni ascolto, lasciando solo mute ceneri. 
Questo nuovo "corpo artistico" così sublimato, potrà essere conservato ed ammirato nella sua nuova natura di reliquia".


Fulvio Zagato (team manager del fan club): "Ho accolto con vivo interesse, e con un certo entusiasmo, questo singolare progetto culturale di Sandro Gronchi e della sua Radical Matters. 
Vorrei in special modo porre l'accento sulla parola “culturale”, poiché definirla semplice operazione discografica sarebbe oltremodo riduttivo, e non renderebbe giustizia al suo valore oggettivo e simbolico. 
Valore che non è rappresentato solo dal pur lodevole intento di riportare alla luce, e all’attenzione del pubblico, alcuni brani semisconosciuti del Maestro pesarese; e neanche dall’aver interpretato, con un simbolismo così originale, la morte e la consunzione di un mito e della sua arte; ma anche e soprattutto per la volontà e l’ardire di collocare il tutto a un livello artistico così elevato; oserei dire, anzi, intellettualmente raffinato. 
L’ambizione di Sandro (a mio giudizio brillantemente conseguita) è stata infatti quella di attribuire all’opera di Paul Chain lo status di arte a tutti gli effetti, declinandone il valore specifico non soltanto attraverso l’intuizione e la concettualizzazione già di per sé geniali delle “edizioni morenti” impresse artigianalmente sulla fugace ceramica (e accompagnandole con preziose riproduzioni fotografiche, stampate a mano da Andrea Sozzi). 
Alla fine di tutto, però, resta il rammarico di trovarsi al cospetto, fatalmente, di un riconoscimento “postumo”.


Paul Chain nel 1996: "Per me la morte è la base di tutto. 
Anche il cimitero è un luogo molto importante per me; di esso ne ho sempre sfruttato tutto. 
La gente ha un'opinione distorta del cimitero, crede che sia la porta dell'aldilà o chissà cosa; invece esso è solamente il posto dove vengono deposti i cadaveri, mentre l'energia si è già trasferita da un'altra parte. 
Quindi nel cimitero c'è questa assenza d'energia che col tempo sono riuscito a percepire e grazie alla quale ho capito molte cose".

giovedì 22 giugno 2017

I T.O.M.B. e Le Canzoni Registrate Con Ossa Umane In Cimiteri e Manicomi

I T.O.M.B. acronimo di "Total Occultic Mechanical Blasphemy" si formarono nel 1998 grazie al misterioso No-One.
Poi si aggiunsero Zimymay e Samantha Viola.
Sotto certi versi, questa band oltrepassa il concetto di musica per arrivare a sonorità Ambient/Noise emanate direttamente da case infestate, cimiteri abbandonati o dalle fauci infernali.
Temi cardine sono l'esoterismo, l'occultismo, rituali, la morte, attività paranormali e la magia.
Le sooarità derivano da registrazioni create in cimiteri, manicomi e prigioni.
I suoni registrati sono realizzati con un registratore a quattro piste e strumenti diversi, tra cui mausolei e porte di cripte usate come percussioni, lapidi, ossa umane e animali (in primis carogne di un coyote, teschi di mucche ed orsi), atti di rituali e anche cadaveri.
Questi suoni sono ipnotizzanti e profondamente oscuri, la pesantezza dei mondi spirituali di cui parlano e palpabile, grazie alle basse frequenze create.

No-One: "Ho registrato in località come Waverly Hills (Kentucky), il Mental Hospital di Essex (New Jersey), il manicomio di Pennhurs, di Byberry e di Norristown (Pennsylvania) e vari cimiteri negli USA e in giro per il mondo"

L'attività della band inizia con “Macabre Noise Royal”, nel 2002 cominciarono ad uscire delle demo come "Total Occultic Mechanical Blasphemy" e "Sacrilegium" del 2005.

No-One: "Nel 2008 ho viaggiato in Norvegia ed ho incontrato Hellhammer a Olso. 
Da lì siamo arrivati ​​al Ski Kirkegård Cemetery dove Euronymous è stato sepolto. Ho poi registrato diverse tracce di canzoni sulla sua lapide"


DISCHI REGISTRATI IN CRIPTE ABBANDONATE, MANICOMI E CAMERE MORTUARIE
"UAG" ("Undercovered Ancient Gateways") è il primo album ad uscire per la Crucial Blast (i primi dischi uscirono tutti autoprodotti o per minuscole label di cd-r) nel 2012.
La titletrack è scandita da percussioni metalliche, il tutto su uno scenario di morte e distruzione (il disco è stato registrato, non a caso, in cripte abbandonate, sanatori, camere mortuarie) dove pare non esserci redenzione per i vivi.
Lasciatosi alle spalle ogni residuo di Black Metal, No-One si butta a capofitto in sinfonie follemente percussive memori di Z'ev ("Mausoleum Witchcraft", uno di vertici del disco, ne è un esempio lampante) e nella musica industriale ("Cadaver Transmission" e "Perverse Crematory Pleasures").
"TORMENT" è immersa in una fitta nebbia oscura, dove ogni cosa è impenetrabile.
"EMPLEH" e "Serpent Moon Seance" sono brani costruiti mediante riverberi e refrain psichedelici.
"Graveyard Requiem" è l'episodio più statico, il più classicamente legato al Dark Ambient sound.

No-One: "La canzone Cadaver Transmission è stata la prima sessione di registrazione completata usando un "cadavere" come strumento. Sono stato in grado di ottenere l'accesso a un cimitero per un certo periodo di tempo e ho usato alcune tecniche di registrazione sul cadavere.
La capacità di condurre questo tipo di registrazione ha confermato che è possibile usare la morte, come mezzo per creare musica"
No-One: "Quando abbiamo avuto la possibilità di aprire per i Sunn O)), abbiamo ricevuto la giusta apparecchiatura audio per eseguire pienamente la nostra musica live
Le nostre prestazioni quella sera comprendevano l'uso di oggetti oscuri e metallici, amplificati contro una lapide, insieme ad altre apparecchiature elettroniche per invocazioni occulte. 
Il 15 giugno 2014, ci è stato chiesto di aprire per i Watain al New York's Brooklyn Bazaar. 
Abbiamo orchestrato un'eruzione sonora di 23 minuti di stregoneria ipnotica, dedicata ai Watain e al loro rituale di quella sera. Le nostre prestazioni alteranti hanno zittito il pubblico. 
Abbiamo creato un effetto paralizzante, di stato trance sul pubblico. Questa è stata una benedizione della morte temporanea, al battesimo di sangue della congregazione di Watain. Vorremmo mostrare gli altri, aprendo nuovamente a queste bande, le nostre capacità audio"

In seguito il trio americano ha pubblicato altri album (tra demo, compilation e split), sino all' ultima oscura e diabolica release: “Fury Nocturnus”.
Lo scopo di questo disco è quello di provocare disturbo con suoni che vanno dai più lievi e angoscianti sospiri a caotiche e angoscianti vibrazioni: chitarre e basso assumono distorsioni talmente estreme da essere a malapena riconoscibili, così come la tastiera.
La batteria (ospite Hellhammer dei Mayhem) scandisce ritmi cupi e freddi e le vocals sono un alternarsi di growl e scream.
Fury Nocturnus deve essere valutato nella sua interezza e nel suo concept.
Il tutto è da ricondurre ad uno studio ed una ricerca musicale di sonorità legate al mondo dell’occulto, dell’esoterismo e dell’oscurità umana e divina.
Solo la metà delle tracce comprende testi cantati che vanno al di là delle strazianti urla di sottofondo: Awake... e Darkness, seconda e terza traccia del disco, proclamano una sorta di mantra malefico ad evocare chissà quale demone, Belial invece, è una sorte di preghiera.
Ignite The Torch Again è malsana anche da un punto di vista strumentale.
Oblivion Dawn e la title track Fury Nocturnus scandiscono riff e ritmiche Doom assolutamente magistrali e distorte.
Battle Winds Of Desecration inizia con una batteria Doom ed immancabile Drone di sottofondo, accompagnati da un canto scream, sempre molto evocativo.
No-One: "Registrammo anche nella centrale elettrica Richmond di Philadelphia. Inconsapevolmente, questa zona ospitava energia molto forte. Qui sono stati girati film quali "Twelve Monkeys" e "Transformers" che hanno avuto collegamenti a morti misteriose che si sono verificate agli individui che lavoravano su quei film. 
Per le registrazioni ho usato un osso umano, per fare i sigilli nel pavimento di cemento sbriciolato. 
Una volta terminato, sono andato ad ascoltare ciò che avevo fatto, e non c'era niente. 
Era insolito, avevo schiacciato tutti i tasti di registrazione corretti, quindi non c'era motivo per cui il dispositivo non avrebbe dovuto registrare. Tutte le altre tracce registrate in precedenza erano ancora lì. 
Mesi dopo, sono tornato a Richmond per registrare nuovamente. 
Ho controllato tutte le apparecchiature e mi sono assicurato che le cose funzionassero correttamente. Poi ho cominciato a camminare lungo il corridoio e urinare sul pavimento. Sono tornato al mio posto, questa volta utilizzando una falce a mano, per creare i suoni dei sigilli. A metà canzone, uno dei pulsanti sul registratore si è acceso, questo non può essere fatto a meno che non si schiacci fisicamente sul pulsante. Cominciai a ridere. Una volta completata la registrazione, ho guardato Brian. 
Rimase lì in silenzio e mi fissava. Ho chiesto se fosse ok. Poi è diventato molto nervoso e ha cominciato a dire che stava sentendo qualcuno che ride, ma io non ho sentito niente. 
La traccia registrata da quella notte è stata chiamata "Cleansing them" ed è la traccia finale e ultima del LP split "Richmond Curse"

lunedì 12 giugno 2017

La Rivalità Tra Bon Jovi e Skid Row (Anni 80)

I soldi furono la causa scatenante che portò ad accesissime diatribe tra Bon Jovi e Skid Row.
E dire che Jon Bon Jovi e Dave "The Snake" Sabo (il chitarrista e fondatore degli Skid Row), erano amici per la pelle, sin dall'adolescenza.
Sabo infatti era stato il primo chitarrista dei Bon Jovi prima che fosse reclutato Richie Sambora.
I due comunque strinsero un patto: il primo che raggiungesse il successo avrebbe aiutato l'altro a sfondare.


BON JOVI E SKID ROW
I Bon Jovi si formarono nel New Jersey nel 1983.
Prima della formazione degli Skid Row, la band pubblicò l'omonimo del 1984, 7800° Fahrenheit del 1985 e il super successo Slippery When Wet nel 1986.
Il disco d'esordio Bon Jovi vendette subito molto bene, dall'omonimo vennero estratti Runaway, She Don't Know Me e Burning For Love.
Dal secondo disco 7800° Fahrenheit vennero pubblicati 4 singoli: Only Lonely, In And Out Of Love, The Hardest Part Is The Night e Silent Night.
Anche questo fu un buon successo ma quello planetario arriverà con il terzo disco.
Slippery When Wet infatti conteneva hit leggendarie del calibro di You Give Love a Bad Name, Livin' On A Prayer, Wanted Dead Or Alive e Never Say Goodbye (i primi tre riuscirono tutti a raggiungere le prime dieci posizioni della Billboard Hot 100, permettendo a tale disco di diventare il primo album Hard Rock nella storia della musica ad aver avuto tre hit nella top 10 in classifica).
Jon, una volta esploso con la sua band, mise in contatto il suo manager con Dave Sabo, che nel frattempo aveva formato gli Skid Row.
Gli Skid Row si formarono nello stesso anno, sempre nel New Jersey,
Siamo come detto nel 1986 e agli Skid Row mancava però il frontman.
Trovato, casualmente, al matrimonio di un amico in comune, un fotografo musicale: è così che entrò in scena Sebastian Bach.
Il leader dei Bon Jovi lo prese sotto la sua ala protettrice, tanto da pagare la penale di 200mila dollari per liberarlo dalle pendenze col suo vecchio manager, questo però in cambio dei diritti d'autore degli Skid Row.
Poi ospitò Bach e la sua famiglia a casa sua e gli diede anche alcuni suoi abiti di scena.
Nel mentre Bon Jovi pubblicava New Jersey nel 1988: Bad Medicine, Born To Be My Baby, I'll Be There For You, Lay Your Hands On Me e Living In Sin trascinarono il disco ad un grande successo.
Tutti i cinque singoli riuscirono a raggiungere i primi dieci posti della Billboard Hot 100, permettendo a tale disco di diventare l'album Hard Rock ad aver avuto più hit di sempre nella top 10 in classifica.


LA RIVALITA'
Jon però non poteva certo immaginare che gli Skid Row, da perfetti sconosciuti, sarebbero esplosi raggiungendo un grande successo commerciale arrivando quasi ad oscurare la "band madre" dopo aver firmato per la Atlantic Records.
Siamo infatti nel 1989 ed esce Skid Row.
5 milioni di copie solo negli States, non male per una band esordiente, ma con capolavori come 18 And Life e I Remember You tutto quel clamore intorno a loro era strameritato.
Ma non solo questi pezzi, si possono citare anche Big Guns, Piece Of Me, Rattlesnake Shake.
Bon Jovi, probabilmente, tutto questo non lo garbò molto.
Il vocalist degli Skid Row raccontò di come il clima tra loro cambiò molto velocemente, e che la crew dei Bon Jovi (durante il loro tour in comune) iniziò a prenderlo pesantemente di mira.
Anche se in realtà pure gli stessi Skid Row fecero stampare delle maglie offensive, al punto che Jon andò nel backstage dicendo a Sebastian "ti fotterò".
All'ennesimo scherzo di pessimo gusto, Bach perse la testa e durante il loro live di apertura, insultò pesantemente Bon Jovi.
E come se non bastasse lo fece passare per ladro, dicendo che nonostante un conto in banca da milionario non si faceva problemi a sottrarre i diritti d'autore di una band emergente come la loro.
E si parlava di ben 2 milioni di dollari.
Il cantante diretto sul palco della Rupp Arena di Kentucky venne afferrato da tre membri della crew di Bon Jovi e gli venne gettato latte ghiacciato in testa.
Bach, bagnato, scosso e furioso correva come un indemoniato sul palco.
Disse a due membri della sua crew di prendere delle scatole di uova e di scagliarle sulla security di Bon Jovi.
Sebastian Back: "la cosa più assurda è che la folla era dalla mia parte".
Mentre Back usciva dal palco, il suo tour manager gli disse: "Hey Sebastian penso che abbiamo un problema qui".
L'equipaggio di Bon Jovi afferrò Bach e lo spinse contro un muro di cemento.
Il fratello di Bon Jovi, Tony, gli gridò: "Ti farò uccidere" (o qualcosa del genere).
Bon Jovi era infuriato e lo aggredì: "Ho ascoltato quello che hai detto sul palco, bastardo!" e partì con un pugno, che però Bach prontamente schivò.
Era spalle al muro, ma del resto ci era andato giù pesante. Il padre continuava ad urlare "Io ti ammazzo!".
La storia finì con Bon Jovi che rinunciò ai diritti d'autore e la voce degli Skid Row fece pubblica ammenda per quanto dichiarato, scusandosi per gli insulti ed aggiungendo che senza Jon forse non avrebbero mai raggiunto il successo..


ANNI SUCCESSIVI
Negli anni successivi entrambe le band calarono.
O meglio, gli Skid Row fecero uscire un altro grandissimo successo: Slave To The Grind nel 1991.
La titletrack, Monkey Business, Psycho Love più le tre ballad In A Darkened Room, Quicksand Jesus e Wasted Time.
Il disco indurì in parte il sound: la band americana passò dall'Hard Rock all'Heavy Metal, anche se come abbiamo visto diverse erano le ballad stile disco d'esordio.
La fine degli Skid Row avviene a metà anni 90, tra cambi di sound, scioglimenti e reunion in tempi recenti con altri vocalist (Bach lascerà la band nel 1996, dando il là alla sua carriera solista).
La storia per i Bon Jovi non sarà molto diversa, anche se la band di Jon manterrà una sua dignità e continuerà per la sua strada, cambiando quà e là genere a seconda delle mode.

giovedì 1 giugno 2017

La Storia Di Paul Di Anno: Droga, Alcool, Armi ed Arresti

“Si, mi sono drogato un casino ed ho bevuto qualsiasi drink conosciuto dall’uomo. 
Ho un problema? Cazzo, quale sarebbe il problema? Mi sono solo divertito come uno stronzo, questo è tutto, e mi sono goduto quasi ogni momento”

Paul Di Anno, nato a Chingford (sobborgo di Londra) il 17 maggio 1958, rimarrà nella storia per essere stato il vocalist degli Iron Maiden pre-Dickinson (prima che venisse allontanato per problemi di alcool e droga).
Chiodo, vestito in nero, faccia da duro, spesso a petto nudo, tatuaggi, orecchini ed un’irruenza e foga immediatamente percepibili solo a vederlo.
Dietro la testa si fece tatuare le scritte "666" e "GOD = SUCKER" (Dio = Schifoso).
Un’immagine giovanile, ribelle o da delinquente se preferite.
Tra tutti i dinosauri degli anni 70 e 80 forse è quello che ha subito maggiormente lo scorrere del tempo, tanto che oggi è fisicamente quasi irriconoscibile, appesantito e rasato, confinato nei piccoli pub underground.
La sua travagliata adolescenza lo ha visto crescere nella complicata periferia londinese, definita “un posto completamente razzista” nel quale anche le forze dell'ordine maltrattavano lui ed il suo amico Mercado a causa delle loro origini (non 100% inglesi).
Fa il macellaio e il cuoco, poi si accorge che le ragazze sono attratte dai Rocker brutti sporchi e cattivi quindi comincia a cantare.

Di Anno: "Per raccontarmi da dove comincio? Dalle bottiglie che ho infilato nel culo alle groupie? Dalle tizie che mi hanno sniffato la coca dall’uccello, dall’arresto in America per aver quasi ucciso una donna, da quando la polizia di Los Angeles mi ha beccato con un Uzi e una montagna di cocaina? 
Ho preso a calci un membro della band fin quasi ad ammazzarlo, ho fatto a botte con 15 buttafuori a un concerto, ho minacciato folle intere con le armi, sono caduto dal palco ubriaco, ho dato la caccia alla mia ragazza in un auditorium pieno per cercare di ucciderla, ho fatto scattare risse in ogni continente, mi hanno arrestato, sono stato portato clandestinamente da un paese a un altro, tirando le somme: ho sempre scatenato un inferno"


IRON MAIDEN
Tornando ai suoi primi anni di carriera viene presentato da Doug Samson a Steve Harris (bassista dei Maiden) e Dave Murray nel 1978: stando alle parole dello stesso Di’Anno, la musica degli Iron Maiden, ascoltata al pub o in sala prove dopo i primi incontri, non gli piaceva granché, ed anzi tendeva a sfotterla in compagnia dei suoi amici.

Di Anno: "Andai a vederli suonare al Cart And Horses nell' East London, e il loro cantante perdeva falso sangue dalla bocca. Io ed un mio amico ci stavamo pisciando sotto dalla risate. Quando mi sono presentato a Steve Harris non ho potuto mantenere una faccia seria"

Dunque Paul si presentò senza grossi interessi all'audizione, poi andò ad ubriacarsi: alla band piacque, ed il debutto avvenne sul palco del Ruskin Arms, sfoggiando immediatamente la sua attitudine rabbiosa.
Qui si scrive la storia perchè con lui vedranno la luce Iron Maiden e Killers, su cui credo non ci sia molto da dire che non si è già detto.
Riguardo l'esordio (Iron Maiden appunto), i membri del gruppo incontrarono numerose difficoltà per far uscire il disco, soprattutto in virtù della corrente Punk che stava dilagando in Inghilterra.
Le case discografiche, in quel periodo, producevano soprattutto gruppi Punk, tant'è che gli fu proposto di cambiare genere.
Tuttavia la EMI si convinse a firmare un contratto che permise agli Iron Maiden di far uscire il loro album di debutto.
Si ricordano pezzi leggendari quali Prowler, Remember Tomorrow (dedicato da Paul Di'Anno a suo padre), Running Free, Phantom Of The Opera, la ballad Strange World, senza scordarci di Charlotte The Harlot (dedica di Dave Murray ad una prostituta chiamata Charlotte) e della titletrack (suonata ancora oggi).
Di Anno nel 1980: "E’ il nostro modo di suonare, di essere una band, e riteniamo di costituire la logica evoluzione dell’Hard Rock degli ultimi dieci anni. Penso semplicemente che sia stato differente il nostro approccio alla musica, suoniamo proprio come ci sentiamo di fare; assolutamente non vogliamo diventare un gruppo di Rockstar come è accaduto ad altri in passato, teniamo a salvaguardare la nostra energia"

L'anno dopo, Dennis Stratton abbandona la band e viene sostituito da Adrian Smith, con il quale verrà registrato Killers.
Il disco si apre con la bellissima strumentale The Ides Of March, a cui fa seguito l'inno Wrathchild, brano che parla di un giovane appartenente ad una famiglia nobile che vive con rabbia la sua vita. Murders In The Rue Morgue è ispirata ad Edgar Allan Poe e parla di omicidi.
Senza scordarci di Another Life e della strumentale Genghis Khan.
Innocent Exile è uno dei primi brani composti da Steve Harris, risalente ai primissimi periodi di vita degli Iron Maiden, che parla di un individuo che è costretto a fuggire dalla legge.
Infine Killers, la titletrack, che s'immedesima nei panni di un assassino sul punto di uccidere la propria vittima.
Si trattava ovviamente di lavori Heavy ma sicuramente più Punk, rispetto poi all'era successiva contraddistinta dalla voce di Dickinson.
L’energia sprigionata da Paul era indubbiamente incontenibile: con la sua grinta era capace di dare una marcia in più, mentre il suo sguardo ed i suoi boccoli neri lo dotavano di quel sex appeal decisivo per attirare giovani ragazzine.


CACCIATO PER PROBLEMI DI ALCOOL E DROGA
Eppure la carriera di Paul Di’Anno fu da subito minata dai suoi abusi, specchio di una personalità inaffidabile che ne sprecava le doti e rallentava l’attività della band: nel Killers World Tour si arrivò al punto di non ritorno, e la separazione fu inevitabile.
Steve Harris: “La decisione di licenziare Paul è stata presa da tutta la band. Iniziava a rompersi di fare grandi tour, aveva problemi in famiglia, con la droga, non era più felice di stare nella band e allo stesso modo noi non eravamo felici. Così, alla fine del tour del nostro secondo album Killers ci siamo semplicemente separati. Non volevamo davvero che se ne andasse via, perché la band stava funzionando bene, pensavo che la line-up fosse veramente stabile; lui però era veramente instabile, non credo volesse dare tutto sé stesso e questo creava problemi sul palco perché qualche serata ci dava dentro, altre no. È stato un periodo molto difficile per noi, ma alla fine sapevamo che se non ci fossimo divisi la band avrebbe iniziato a precipitare. Non c’è una colpa vera e propria, ma penso solamente che Paul sia stato stupido nei confronti di se stesso, perché ritengo che abbia un mucchio di talento e all’epoca lo stava buttando via”

A farlo fuori, oltre al suo difficile carattere, furono appunto i suoi eccessi di cocaina e il suo essere perennemente ubriaco.
Il 10 settembre 1981 tenne il suo ultimo concerto a Copenaghen, e si tuffò in una vita solista ancor più ingestibile.


CARRIERA SOLISTA
Lui comunque poco dopo si definì “troppo grezzo per i Maiden”, anche se allo stesso tempo non ha mai lesinato critiche al modo che Dickinson avrà di interpretare le sue canzoni.
Anche durante la sua carriera solista, continuavano gli abusi e la dipendenza, tanto che Paul si ritrova da solo sciogliendo  o mettendo in standby le sue band (Gogmagog e Battlezone).
Riparte così nel 1990, affiancato da Dennis Stratton nel tentativo di rilanciare i decaduti Praying Mantis: fonda i Killers (sfruttando il nome del noto secondo disco dei Maiden).
Passa agilmente dall'Heavy al Thrash, non dimenticando negli anni 2000 le radici Rock/Blues.
Dal 2000 inizia una serie di attività concertistica con cover band locali, che variavano a seconda della Nazione.

Di Anno: “Come mai qualche coglione si lamenta del fatto che io continui ancora a cantare Running Free e gli altri classici della mia epoca, mentre Bruce è la fuori a cantare i primi due album, provando a clonare la mia voce, e lo ritiene accettabile?”
Voci di corridoio nei primi anni del 2000 lo volevano addirittura rientrare a casa base dopo la separazione tra Harris e Dickinson: invece, il prescelto fu Blaze Bayley.
Come album solisti ne compone diversi a fine anni 90, compreso il buono "The Living Dead" nel 2006

In un'intervista del 2015, criticò fortemente Bruce Dickinson: "Quando ero negli Iron Maiden ero solo un ragazzino, non avevo idea di come si cantasse, non avevo voce. 
Ho sviluppato la mia voce grazie al fumo delle sigarette, al Jack Daniel's e alla cocaina. 
Non vi prendo in giro. 
Odio le fighette che dicono 'Oh, devi prendere lezioni di canto'. 
Mi spiace, Bruce, ma lo sai che son tutte stronzate. Se non sai cantare, non cantare. 
Forse solo se canti all'Opera, devi esercitarti. 
Ma per il Metal ed il Rock And Roll, devi andare da un insegnante? Ma vaffanculo" 

Da quello che si è evinto sulla sua carriera, Paul ebbe una passione incontenibile per le ragazze, le risse, per le armi (Uzi detenuta illegalmente che l'hanno irrimediabilmente portato all'arresto), per le cattive compagnie in genere, ma in particolare per la droga (cocaina e speed), nonchè capace di dilapidare una fortuna (che deve essere stata realmente ingente, almeno fino a quando ha detenuto i diritti sui vecchi pezzi dei Maiden) finendo spesso in bancarotta.
Ignobilmente capace anche di gesti di violenza sulle donne conseguenti ai suoi abusi di sostanze, portandolo più dietro le sbarre con accuse anche molto gravi e l’espulsione permanente dal territorio statunitense, con un patetico tentativo di ritorno clandestino per un tour già programmato, ma anche lo stop a progetti musicali che promettevano bene.
Per quanto riguarda le risse, la sua inclinazione nel settore sembra rientrare assolutamente nelle aspettative su qualunque ragazzo proveniente dal suo quartiere.
Riguardo le donne, oltre ad aver fatto sesso con diverse migliaia (sue parole), è balzato spesso agli onori della cronaca per le percosse ripetute, fino al tentato omicidio.


L'ARRESTO PER FRODE
Come detto dietro le sbarre c'è finito un sacco di volte, come quando durante un concerto venne arrestato per tentato omicidio.
Lo stesso Di Anno successivamente smentì tutto: disse che gli fu semplicemente negato l'accesso al palco dalla polizia poiché aveva con sé un coltello, obbligando i restanti membri degli Iron Maiden a portare avanti la performance da soli senza cantante.
Una volta, pare, che Di Anno pedinò uno spacciatore di una delle gang di Los Angeles più influenti e finisce in rissa (per vendicarsi di un agguato di qualche giorno prima).
Le rogne e le controversie tuttavia non sembrano finite neppure in anni recenti: nel 2011, infatti, ormai pelato e ricoperto di tatuaggi, Paul Di’Anno è stato processato per aver frodato lo Stato Britannico (45mila sterline), con aggravante di falsa testimonianza.
Infatti, tra il 2002 ed il 2008 si era dichiarato affetto da disturbi alle terminazioni nervose della schiena ed impedito al lavoro, percependo i relativi sussidi per una presunta invalidità.
Tutto ciò, mentre gli show lo ritraevano pimpante e saltellante sui palchi di mezza Europa (in realtà molti altri concerti l'hanno anche visto trascinarsi e zoppicare mentre camminava ma tant'è).
Viene arrestato all'aeroporto di Heathrow.
L’11 marzo 2011 viene incarcerato (rimarrà in carcere per 2 mesi dei 9 previsti).


MATRIMONI E RELIGIONE
Paul possiede oggi un internet café ed un ristorante in Inghilterra.
Si è sposato per ben sei volte e vanta un numero insensato di figli e figliastri.
Si è dichiarato alternativamente musulmano, cattolico, ebreo e pure aborigeno, tanto per non farsi mancare proprio nulla.
In realtà in altre circostanze si era dichiarato ateo e fortemente critico nei confronti della Chiesa Cattolica: "Nel nome della religione le persone si ammazzano tra di loro. E Dio? Sta solo a guardare! Vedi in Italia, a Roma per esempio: quanti soldi ha la chiesa cattolica? E quante persone non hanno denaro, non hanno cibo, non hanno niente?"


PROBLEMI DI SALUTE
Lo scorso 13 marzo 2016, Di Anno si è esibito durante uno speciale evento dedicato alla NWOBHM a Tokai (in Giappone) su una sedia a rotelle.
Il cantante è rimasto seduto su una sedia a rotelle per tutta la performance, pare a causa di un trauma al ginocchio che gli impedirebbe di stare in piedi (traumi causati da incidenti in moto e dall'osteoporosi):

Di Anno: “Non credo che ai fan freghi nulla di vedermi, vogliono solo sentirmi cantare. Quindi per sei mesi, forse, dovrò fare così, fino a quando non subirò un intervento. Voglio cantare, quindi lo faccio da seduto. Non voglio essere volgare...ma è fottuto. Perché va avanti da sette anni. E adesso il legamento è andato, e praticamente le ossa sfregano una sull’altra. E il dolore è così forte, certi giorni, che è da non crederci”
Qualche mese dopo, le dichiarazioni del suo amico Blaze Bayley scioccarono il mondo della musica: “Paul è in ospedale in questo momento. Ha il cancro e gravi problemi alle ginocchia e alle anche. 
Resterà in ospedale per almeno altri quattro mesi ma sta rispondendo bene alle cure. 
Dal 2012 abbiamo fatto coppia in vari concerti in giro per il mondo, tra Russia, Svezia e Australia, ma non abbiamo mai suonato assieme in Sudamerica. 
Quindi, non appena starà meglio, forse tra un anno o giù di lì, lo aspetto a braccia aperte per il prossimo tour insieme”

La risposta di Di Anno non tardò ad arrivare e contrariamente a quanto diffuso fece invece sapere di stare benone: “Sono in convalescenza dopo un intervento chirurgico per rimuovere dai polmoni un ascesso grande quanto una palla da rugby! Non una passeggiata insomma, ma la bella notizia è che la massa tumorale non era affatto maligna. 
Mi aspettano otto settimane di cure intensive ma, che diamine, non sto morendo! 
Quando questo calvario sarà finito e l’infiammazione sfiammata, mi aspetta, fra circa sei mesi, un’altra operazione, al ginocchio sinistro, per l’inserimento di una protesi che mi consentirà di tornare a camminare regolarmente e stare in piedi sul palco. 
Il destro è a posto, sto finendo la fisioterapia, il dolore è ancora forte ma non vedo l’ora di smettere di prendere 30 pillole al giorno e soprattutto voglio dar fuoco a questa maledetta sedia a rotelle!
Sono collassato in casa dopo il tour in Argentina. 
Mi hanno prescritto degli esami e da una radiografia è risultata evidente una grossa macchia nera nei miei polmoni. 
Credevo fosse giunto il mio momento ma per fortuna tutto si è risolto per il meglio. 
Quel grosso ascesso abitava in me apparentemente da qualche anno a mia insaputa. 
I dottori dicono che si tratta di un’infezione trasmessa per vie aeree chissà come o dove, che può attaccare chiunque sia già debilitato o debole. Ci vorrà un po’ prima che io possa tornare a casa a San Paolo, in Brasile, preferisco di gran lunga curarmi in una clinica qui a Londra”

giovedì 18 maggio 2017

La Storia Dei Soundgarden e La Morte Di Chris Cornell

Chris Cornell con i suoi Soundgarden, aveva plasmato e forgiato il suono del Grunge negli anni 90.
Ancor prima di Nirvana ed Alice In Chains.
Il 17 maggio 2017 è stato trovato morto a Detroit.
All’improvviso e inaspettatamente, secondo quanto riferiscono fonti vicinissime al cantante che sarebbe stato trovato riverso nel bagno nell’albergo in cui si trovava e la polizia parla di un «possibile suicidio».
Il giorno precedente era stata diffusa una falsa notizia riguardante il suo decesso, notizia immediatamente smentita dal suo entourage, anche perchè lo stesso giorno Cornell si era esibito con la band nella città del Michigan.
Cornell si aggiunge a una lunga scia nera che ha sempre accompagnato il genere: Kurt Cobain morto a soli 27 anni, Layne Staley degli Alice in Chains o, più recentemente, Scott Weiland degli Stone Temple Pilots.


I PRIMI ANNI E LA CENSURA
Cornell partì da Seattle (dove Chris era nato, da famiglia piuttosto problematica) per conquistare il mondo.
Famiglia problematica perchè i suoi genitori si separano e Cornell ne soffre molto, si deprime ma poi la musica renderà meno dolorosa la sua gioventù.
In questa trasformazione non si può non menzionare l'etichetta Sub Pop, grazie alla quale il Grunge diverrà un fenomeno planetario.
I Soundgarden si formano nel 1984.
L'EP d'esordio arriva nel 1987 ma il primo full "Ultramega OK" esce l'anno successivo, mettendo meglio in luce l'essenza dei Soundgarden: musica pesante ma cupa con spruzzatine Punk.
Il disco, nonostante la produzione indipendente, ebbe buoni numeri di vendite, anche se ancora non riuscì a rendere su disco l'energia sprigionata dal gruppo durante i concerti.
Pezzi come Incessant Mace e Beyond the Wheel sono molto potenti, mentre Head Injury e Nazi Driver spiccano per i testi.
I due pezzi 665-667 sono una parodia del numero del male, 666, utilizzato fortemente all'interno delle tematiche dei gruppi Metal: secondo la band, anche i numeri immediatamente prima e dopo 666 dovrebbero avere lo stesso "potere".
Nel 1989 realizzano il primo album per una major (la A&M Records), "Louder Than Love", un album Hard Rock cupo e trainato da pezzi quali Loud Love (primo singolo estratto) e Get On The Snake.
Iniziano anche i primi problemi con la censura, per via di brani spinti come Big Dumb Sex e Full On Kevin's Mom.
Il bassista Hiro Yamamoto (che ha contribuito notevolmente nella composizione dei brani) lascia il gruppo ed è sostituito da Jason Everman, ex chitarrista dei Nirvana, che viene cacciato appena si conclude il tour, probabilmente per la sua abitudine di spaccare i suoi strumenti in quasi ogni concerto, facendo comunque in tempo ad apparire nei video di Loud Love e Hands All Over.
La scelta sul nuovo bassista ricade su Ben Shepherd.
Dopo il tour la band pubblica il loro primo live, Louder Than Live, un home video girato in bianco e nero e in modo molto underground, e con lo stesso titolo verrà stampato un disco in 1000 copie ritenuto rarissimo.


L'INCONTRO CON ANDREW WOOD E L'OVERDOSE FATALE
In questo periodo conosce e condivide un appartamento in affitto con Andrew Wood dei Malfunkshun che ai tempi andava in clinica per disintossicarsi dalla cocaina ed eroina.
Nonostante le due band siano in competizione, ciò non impedisce a Chris e Andy di diventare presto amici, e di creare in breve tempo un fortissimo rapporto.
Nella quotidianità dei due ragazzi nasce una specie di rito: ognuno dei due registra una canzone al giorno, con un registratore a quattro tracce, e poi la fa ascoltare all’altro, di ritorno dal rispettivo turno di lavoro.
Spesso, più che una canzone è un’idea di canzone.
In alcune serate casalinghe, Chris lo osserva incredulo mentre disegna le copertine con precisione certosina, riportando accuratamente date, strumenti utilizzati, e luoghi di incisione.
Chris è spettatore anche del lato meno bello dell’amico: le crisi d’astinenza.
È lì con lui quando lotta con i demoni dello shot in vena, quando si contorce con la sua scimmia, quando non sa che farsene di quelle gambe, di quelle braccia, di quel corpo che all’improvviso diventa troppo pesante.
Wood morirà a 24 anni, nel 1990, per un'overdose di Eroina.


IL SUCCESSO NEGLI ANNI 90
Dopo le buone prove degli anni’80, Chris e gli altri esplosero nel fatidico 1991, quando uscì "Badmotorfinger" con Outshined o Rusty Cage, veri manifesti del genere.
Grazie ad un Thayil indiavolato con la sua chitarra tagliente e piangente e con gli acuti altissimi di Cornell a fare da "contorno" (e che contorno!).
Come non citare la controversa Jesus Christ Pose, canzone di 6 minuti tra le più dure della band, accompagnata da un video che fece molto discutere rischiando seriamente la censura da parte di MTV (video e testo apertamente criticato per i suoi simboli anticristiani).
Nasce anche un progetto parallelo Temple Of The Dog, un supergruppo che Cornell stesso aveva varato in memoria dell'amico Andrew Wood, cantante dei Malkfunkshun e Mother Love Bone, morto per overdose di eroina, e che univa due membri dei Soundgarden (Cornell e Cameron) più i Pearl Jam, loro eterni amici.
Anche se l'esplosione definitiva nell’orbita mondiale, giungerà tre anni dopo con "Superunknown": Black Hole Sun, con l’annesso video surreale e nero (che immagina la fine del mondo e vede il sole diventare un buco nero) diventa la canzone per eccellenza della band che inizia a girare tutto il pianeta con tour estenuanti e infiniti.
Come non citare la psichedelica Like Suicide o Head Down o l'oscura Mailman.
O la  tristissima Fell On Black Days, canzone tra le più intense mai scritte da Cornell.
Alla fine, Chris inizia a litigare con Thayil: vuole cambiare genere e spostarsi sul Pop elettronico, mentre l’altro rimane legato alle sonorità più dure e ortodosse.


CARRIERA SOLISTA ED AUDIOSLAVE
E dopo "Down On The Upside", lascia la band dando il via alla sua carriera solista: capelli corti e vestito alla moda, Cornell arriverà a dire «Il Rock è morto, meglio la disco» in un’intervista del 2009: una svolta che molti fan non gli perdoneranno.
Ma, alla fine, Chris, alla morte del Rock non crederà troppo nemmeno lui.
Tra i suoi altri progetti da menzionare gli Audioslave, supergruppo con Tom Morello e Zack De La Rocha che aveva sciolto i Rage Against The Machine.
Il momento della verità per la band è l'uscita del singolo "Cochise" (2002), dedicato al capo indiano.
Il pezzo gira bene sulle radio americane e poi va in rotazione su MTV; a breve segue la pubblicazione dell'album di debutto, "Audioslave": un disco che ha soprattutto il merito di restituire alla scena Rock mondiale quattro protagonisti imprescindibili.
Il singolo, Like A Stone, Gasoline, I'm The Highway,  Show Me How To Live, What You Are sono buoni pezzi.
Comunque la maggior parte della critica storce il naso, accusandoli di non avere personalità ma di essere soltanto la somma delle melodie vocali di Cornell e la musica dei RATM, il pubblico risponde con entusiasmo.
Ad azzittire i critici più feroci e le frequenti voci sulle tensioni interne alla band contribuisce poi un notevole e inaspettato affiatamento del quartetto sul palco.
La primavera del 2005 segna il ritorno (col botto) della band.
Dopo la pubblicazione del secondo album, "Out Of Exile", il 25 maggio sono la prima Rock band statunitense della storia ad esibirsi a Cuba.
Il disco, a differenza del suo predecessore, viene nel frattempo accolto caldamente dalla stampa specializzata grazie a Be Yourself, Your Time Has Come, Doesn't Remind Me, Out Of Exile e Doesn't Remind Me.
Lasciati gli Audioslave per dissidi nel 2007, tornerà a suonare con gli amici dei bei tempi: i Soundgarden si riformano, anche se con scarsi risultati (King Animal uscito nel 2012.
A metà Gennaio 2017, è saltata fuori una reunion anti-Trump con qualche data live per gli Audioslave.
Concerti che hanno messo in forma una band davvero sottotono, condita da un’imbarazzante esibizione di Cornell e che lascia freddo anche il pubblico
Persino la band sembra accorgersi dell’evidente difficoltà del cantante, supportandolo con cori (stonati!) che rendono l’esibizione ancora più imbarazzante.
Poi arriviamo a maggio 2017 dove come detto Cornell si esibisce con i Soundgarden a Detroit, poi il giorno dopo viene trovato morto in bagno.
Due poliziotti hanno riferito di aver trovato il corpo di Cornell con una fascia intorno al collo quindi si parla d'impiccagione.

martedì 16 maggio 2017

La Storia Di Iggy Pop e Degli Stooges: Eccessi, Droga, Alcool, Risse

"Come sono sopravvissuto? Avevo sviluppato anticorpi micidiali"

James Jewel Osterberg, meglio conosciuto come Iggy Pop, è un'icona del Rock/Proto-Punk selvaggio.
Strafatto di droghe (LSD, Eroina, Crack, Cocaina) e perennemente a torso nudo: un'animale da palcoscenico.
Nato nel Michigan, il 21 aprile 1947 da padre inglese e madre americana, inizia a farsi conoscere nel 1964 quando entra a far parte degli Iguanas, come batterista.
Qui inizia a farsi chiamare Iggy Pop: Iggy è l'abbreviazione di Iguana, mentre Pop deriverebbe dal cognome di un tossicodipendente amico del cantante (Jimmy Popp).
Si trasferisce poi a Chicago e torna pieno di idee e di risorse a Detroit, ispirato da un fantasmagorico concerto dei "Doors", forma gli "Psychedelic Stooges" con Ron Asheton dei Chosen Few.
Iggy Pop canta e suona la chitarra, Ron Asheton è al basso e in seguito si unisce il fratello Scott alla batteria.
Ron e Scott sono due delinquenti di periferia che avevano perso il padre.
Il gruppo debutta ad Ann Arbor nel 1967 durante la notte di Halloween.
Iggy, con una camicia da notte e una parrucca ‘robotica’, creata incollando delle strisce di stagnola su di una cuffia da bagno, sedeva sul pavimento strimpellando un ukulele, di cui ogni corda era intonata sulla stessa nota, prima di iniziare a fare del Noise sperimentale con un theremin, un aspirapolvere e l’Osterizer, un frullatore scassato riempito a metà d’acqua in cui era inserito un microfono.
Dietro di lui, la band iniziò a colpire con pesanti droni, in modo da trasformare lo show un evento rumoroso, tossico e impazzito che alcuni pezzi grossi del Michigan, presenti alla serata, non scordarono per un po’.

John Sinclair, dirà: "Non avevo mai assistito a nulla del genere, non so se ci fossero 20 persone li dentro, fu terrificante, pensavo soltanto “Oh Gesù, sentiranno questo baccano ovunque in città!” "

Nel frattempo alla band si unisce Dave Alexander al basso, Asheton va alla chitarra mentre Iggy continua a cantare, sviluppando sempre di più le sue doti di vero e proprio showman, mentre il gruppo inizia a farsi chiamare semplicemente "The Stooges".
Nel 1968 in un club chiamato Mothers, nella piccola cittadina di Romeo, in Michigan, Iggy cominciò lo show sbattendosi una donna fra il pubblico.
Ritornò sul palco e inarcò la schiena, contorcendo il suo corpo.
Si tirò giù le braghe e tirò fuori il pene.
Le autorità locali affollavano il locale, ma invece che ricoprire quel pazzoide nudo che si stava appena facendo conoscere (com’erano le loro iniziali intenzioni), si limitarono ad arrestare il performer.
Con la formazione della band, Iggy Pop attraversa la sua prima brutta crisi a causa di problemi con l'eroina, fortunatamente risolti grazie alle cure dell'amico David Bowie, il quale con gesto di grande amicizia lo aiuta anche a registrare "Iggy And The Stooges" e "Raw Power" a Londra 2 anni dopo.

Iggy Pop: "Lui mi ha fatto risorgere. Il nostro rapporto di amicizia ha fatto sì che io mi salvassi da un annichilimento professionale e magari anche personale. Tantissime persone provavano curiosità per quello che io facevo, ma solo lui aveva veramente qualcosa in comune con me, era l'unica persona cui quello che facevo piaceva veramente, con cui potevo condividere quello che facevo. E anche l'unico che avesse davvero intenzione di aiutarmi, quando sono stato in difficoltà. Mi ha fatto davvero del bene"

Il disco d'esordio "Stooges", si apre con 1969 penetrante e accattivante col suo ritmo boogie.
Iggy canta volutamente distaccato, provocatoriamente assente, limitandosi a interpretare uno stile classico senza eccessi, senza rabbia.
I Wanna Be Your Dog rappresenta l’inno primordiale del Rock, tre semplici accordi che rimarranno nella storia della musica.
L’assolo di Asheton chiude con lungimiranza tre minuti tra i più sconvolgenti di sempre della storia.
We Will Fall spezza il ritmo e di fatto fa da spartiacque del disco.
Il suo lento incedere, la sua trama diabolica ci precipita in un’atmosfera da messa nera, da rito satanico.
Il contrasto con un testo che narra di un incontro che porterà amore rende ancora più inquietante il pezzo.
No Fun è altro manifesto della musica Rock, anzi di quella Punk.
Iggy canta il malessere di una generazione che se ne frega del free-love e del movimento Hippy e di Woodstock e di tutto il resto.
Real Cool Time è un’altra orgia sonora primordiale.
Riff ripetuti ossessivamente, batteria che pesta precisa e puntuale, Iggy che ripete almeno 5-6 volte la frase “I say we will have a real cool time tonight” e l’ennesimo assolo stupendo di Asheton che chiude il pezzo.
Ann parte lenta, romantica perchè si tratta di una d’amore, prima di diventare violentissima: batteria che si trasforma in martello pneumatico e chitarra che crea una distorsione paurosa.
Not Right segue lo schema ormai solito senza scadere nel ripetitivo: riff micidiale che accompagna le acrobazie stilistiche impeccabili di Asheton.
Little Doll è una perversa canzone sessuale.
L'anno successivo esce Fun House.
L'album non ebbe un buon riscontro di vendite, anche se ricevette comunque un buon impatto a livello underground.
Il disco viene composto con Iggy strafatto di LSD più che mai.
Il pezzo Down On The Street verrà pubblicato come singolo nello stesso mese di pubblicazione dell'album, e raggiungerà una posizione in classifica più alta dell'album stesso.
Loose e Dirt ma in generale tutto l'album verranno di molto rivalutati con il passare del tempo.


ABUSI DI DROGA
Gli abusi che Iggy inflisse al suo corpo sono leggendari, ma secondo Ben Edmonds, che più tardi divenne un redattore della rivista Creem, la carriera di Iggy come autolesionista iniziò durante uno show all’Ohio Wesleyan University: “Raccolse un frammento di una bacchetta del batterista e cominciò a graffiarsi il petto senza pensarci troppo. Sembrava aumentasse la pressione a ogni colpo, poiché subito erano ben visibili delle escoriazioni che, poco dopo, iniziarono a perdere rivoli di sangue che correvano lungo il suo torace".
Una scena raccapricciante, che per Edmonds divenne ancora più sconcertante quando Iggy indossò una t-shirt bianca dopo il concerto: il sangue del cantante traspariva sotto il tessuto.
In un'altra occasione (1970), ricorda Alan Vega: "Stava per cantare e semplicemente vomitò tutto quanto".
Più tardi, durante lo stesso leggendario concerto al club Ungano’s di New York, Iggy tirò fuori il suo pene e l’appoggiò su un amplificatore.
E, in quello che è probabilmente il suo momento più bizzarro sul palco, afferrò il volto di Geri Miller, una delle superstar di Andy Warhol, e trascinò lungo il pavimento lei e la sedia di metallo su cui era seduta.
L’anno successivo, durante uno show all’Electric Circus di New York, ricordando le prodigiose doti di Iggy nel vomitare, Miller lo provocò: “Vogliamo vederti sboccare”.
Senza esitare Iggy le vomitò tutto addosso.
Invece al Goose Lake International Music Festival, pare che girasse droga gratis per tutti.
Ma gli organizzatori speravano di tenere Iggy sotto controllo.
Gli era stato proibito di fare stage diving, con la sicurezza disposta sul palco per tenerlo lontano dalla folla e una recinzione di legno eretta tra lui e il pubblico.
Frustrato da tali limitazioni, Iggy cominciò a gridare "abbattetele!".
Gli spettatori, che probabilmente erano in cerca di una scusa per scatenarsi, iniziarono a strappare assi di legno per distruggere la barriera.
Nella confusione, il bassista Dave Alexander, fatto e terrorizzato, andò in panico e non fu più in grado di tenere il ritmo.
La canzone s’interruppe e Iggy, furibondo, licenziò Alexander immediatamente dopo lo show.
I clienti abituali del Rodney Bingenheimer’s English Disco di Los Angeles raccontavano che Iggy stesse chiedendo a un promoter newyorkese una ricompensa da un milione di dollari per suicidarsi dal vivo sul palco del Madison Square Garden.
Iggy voleva ammazzarsi durante lo show di capodanno all’Academy Of Music di New York.
Alla fine, Iggy non si uccise durante lo show, nonostante lanciasse strani annunci ad ogni canzone, come su Heavy Liquid, mandando in confusione la sua band.
La notte precedente al concerto degli Stooges ad Atlanta (1973), Iggy era talmente fatto da perdere i sensi nei cespugli affianco al Days Inn, per poi spararsi un po’ di speed prima di salire sul palco.
A metà performance, si ritrovò di fronte un gorilla peloso (era Elton John travestito), che percepì come un’allucinazione, se non qualcosa di molto peggio: "Mi sentivo come: “Oh mio dio! Cosa faccio ora? Non avrei potuto lottare contro di lui: mi reggevo malapena in piedi".
Nello stesso anno, un amico di Bebe Buell gentilmente offrì a Iggy una striscia di polvere bianca prima del suo spettacolo al Kennedy Center (era in realtà Fenciclidina=PCP).
A prima vista, la cocaina e la polvere d’angelo si somigliano, soprattutto agli occhi di un tossico strafatto.
La PCP immobilizzò Iggy, tuttavia lui insisteva che lo show sarebbe potuto andare avanti.
Gli Stooges suonarono la musica di Raw Power per circa 15 minuti prima che il cantante fosse trascinato fuori.
La genesi di quest'album risale al 1971 ed anche qui c'è lo zampino di Bowie.
Dal disco come singolo viene estratto Seach And Destroy, la titletrack invece è pubblicata come 45 giri in Giappone.
Anche questo album ebbe un successo commerciale praticamente nullo.


LA RISSA CON LA GANG SCORPIONS E LO SCIOGLIMENTO
Considerati all’inizio sporchi, oltraggiosi, stonati, incontrollabili e, quindi, anche pericolosi, Iggy e la sua band scorazzarono per tutta l'America ma come era facilmente immaginabile il tutto non durò molto.
Infatti per gravi problemi di droga, gli "Stooges" si sciolgono nel 1974 dopo l'ultima apparizione in febbraio al Rock&Roll Farm conclusasi con una rissa tra la band e un gruppo di motociclisti del posto, venne indetto l'ultimo show al Michigan Palace prima dello scioglimento.
La Rock&Roll Farm a Wayne, in Michigan, era il bar della gang chiamata Scorpions, e non si stavano proprio divertendo a guardare il tizio che stava sul palco vestito con un body.
Dimostrarono il loro malcontento lanciando uova contro Iggy, che immediatamente si lanciò sulla folla, subito fermato da un pugno sferrato da un biker.
La band fu portata bruscamente fuori, e durante l’apparizione alla stazione radio WABX, Iggy sfidò gli Scorpions a presentarsi al prossimo show degli Stooges al Michigan Palace di Detroit, che sarebbe anche stato il loro ultimo.


LA DROGA CONTINUA A FARLA DA PADRONE
Dopo lo scioglimento del gruppo, Iggy attraversa un periodo di disintossicazione ma ritorna subito a drogarsi dopo poco.
Continua quindi a dare scalpore con le sue "performance" da vero rocker nichilista e autodistruttivo. Famosa, ad esempio, è rimasta la sua distruttiva apparizione al programma televisivo inglese "So It Goes", risoltasi in un tale caos che i dirigenti furono obbligati a non mandarla in onda.
Oppure si racconta ancora di quel concerto a Cincinnati durante il quale il cantante trascorse quasi tutto il tempo tra il pubblico, tornando solo alla fine sul palco completamente cosparso di burro d'arachidi.
Per non parlare delle ferite auto-inflitte, cioè esibizioni in cui si contorceva sul palco tagliandosi il torace fino a sanguinare.
Iggy arrancava per Los Angeles dopo la rovina degli Stooges, quando mise in scena il suo primo concerto solista al Rodney Bingenheimer’s English Disco, con una performance che chiamò The Murder Of A Virgin: "Volete vedere il sangue?", chiese Iggy alla folla, che a sua volta ululò affermativamente.
Poi, incitato da Iggy, il chitarrista Ron Asheton, che indossava un’uniforme nazista, cominciò a frustare Iggy ripetutamente.
Iggy cominciò ad insultare con epiteti razzisti uno spettatore di colore, sperando di provocarlo e di riuscire ad accoltellarlo con il coltello da cucina che si era portato sul palco, ma non riuscì nel suo intento.
Così chiuse il concerto intagliandosi una X sul petto.
Dopo l'iniziale tentativo fallimentare di intraprendere una carriera solista e con una dipendenza che lo stava distruggendo, Iggy si rivolse all’istituto neuropsichiatrico della UCLA sperando di ripulirsi, o almeno di togliersi la polizia dalle calcagna per un po’.

David Bowie: "Marciammo verso l’ospedale con un carico di droga per lui, non stava bene; questo era tutto ciò che sapevamo. Pensammo che dovessimo portargli qualche droga, dato che probabilmente non ne faceva uso da qualche giorno" 
Gli infermieri di Iggy declinarono il regalo, dicendo grossomodo: "Lasciate le droghe all’ingresso dell’ospedale"


CARRIERA SOLISTA
Nel 1977 Iggy Pop si trasferisce con Bowie a Berlino dove pubblica i primi due album da solista, "The Idiot" e "Lust For life", due successi rimasti a lungo nelle classifiche e molto amati dai fan.
Le condizioni psico-fisiche di Iggy Pop peggiorano sempre più, a causa dell'abuso di alcol e droga, tale da compromettere seriamente la sua carriera.
The Idiot concentrato in circa 40 minuti di inferno, "Nightclubbing" è quasi un Blues, "Baby" una ballata sfocata e drammatica, "Little China Girl" è sensuale.
"Dum Dum Boys" è la ruvida dichiarazione d'amore verso un gruppo di disadattati guardati con diffidenza e, per questo, oggetto di contrastante attrazione per la massa.
La voce di Iggy Pop si fa strafottente, sfoderando l'antico senso di superiorità e indifferenza al pensiero dei più.
Registrato e mixato in soli otto giorni, Lust For Life invece è un disco aggressivo che compendia al meglio l'altra faccia del "nuovo" Iggy rispetto a quella decadente dell'esordio solista.
The Idiot era un tuffo nel suono elettronico, invece Lust For Life si destreggia magistralmente fra Garage Rock, influenze Glam ed intuizioni Post Punk.
La title track rimane nella storia, idem "The Passenger".
Poi, in anticipo sui tempi: il proto Synth Pop è evidente in "Tonight" (poi rifatta da Bowie nell'omonimo disco del 1984) col pulviscolo etereo delle tastiere e il Punk distorto e drogato di "Neighborhood Threat".
Buona anche"Sweet Sixteen", la Glam "Success" e la ritmata "Some Weird Sin".
Nel 1979 compare completamente nudo sulla copertina di "Little Caesar".
New Values, disco successivo, non ottiene i riscontri commerciali sperati (soltanto numero 180 a Billboard), con la sola eccezione di Australia e Nuova Zelanda dove, grazie anche a una straordinaria performance televisiva in cui l'Iguana mette letteralmente a ferro e fuoco lo studio di "Countdown".
La striscia positiva di dischi solisti si arresta però bruscamente con Soldier del 1980.
Se nei precedenti Iggy aveva messo in mostra una certa maturazione artistica, qui invece, anche per una serie di errori e di scelte suicide in sede di produzione, il risultato finale è piuttosto deludente.
Soldier è un disco confuso e senza idee che si rifà al Punk anni 70.
Passano 5-6 di preoccupante buio interiore quando, nel 1986, il solito David Bowie, oltre a produrgli l'album Blah, Blah, Blah, lo aiuta anche a tirarsi fuori per l'ennesima volta dalla droga.
Negli anni '90 Iggy continua ad offrire esibizioni live sempre indimenticabili, anche se il livello della sua musica, a detta dei fan e dei critici, è sicuramente di livello inferiore rispetto agli anni d'oro.
I dischi continuano ad uscire imperterriti ma non lasciano il segno.
Come artista si dedica anche al cinema, contribuendo alla colonna sonora del film "Trainspotting", successo commerciale spaventoso.


LA MORTE DEI FRATELLI ASHETON
Nel 2009 viene a mancare il chitarrista Ron Asheton, stroncato da un infarto.
Cinque anni dopo, nel 2014, sarà la volta di suo fratello Scott (anche per lui infarto).
Iggy Pop: "Il mio caro amico Scott Asheton è scomparso la scorsa notte. Scott era un grande artista, non ho mai sentito nessuno suonare la batteria con tanto sentimento quanto lui. Per me era come un fratello. Lui e Ron hanno lasciato una grande eredità al mondo. 
Gli Asheton sono sempre stati e continueranno ad essere la mia seconda famiglia. Il mio pensiero va a sua sorella Kathy, sua moglie Liz e sua figlia Leanna, che era la luce della sua vita"

Iggy Pop (oggi): "Ora la mia droga è solo un buon vino e la polvere bianca è solo zucchero"